L'artista mescola il sangue con la terra, per generare sempre nuova vita...

Sarà sicuramente potente, la vita. Piuttosto dolorosa, a mio avviso, a volte sorprendente, sicuramente intensa, vibrante, indubbiamente da vivere. Sempre e comunque.

Sara Tenaglia

Terra, Pioggia, Fuoco & Vento

Terra, Pioggia, Fuoco & Vento
Fire cup

lunedì 23 aprile 2007

Quei maledetti 21.600 caratteri...

Altro che "300".
Qua il vero numero in discussione è ben più alto.
Già, perché per spedire i miei materiali al trofeo RiLL bisogna stare entro i 21.600 caratteri, spazi inclusi. Ed io, alla sesta volta che riscrivo il mio secondo racconto, sono sempre sui 24 mila. Mica bruscolini...

Fare un taglio su di un racconto che, se non ti sembra perfetto, è perlomeno ok, è un lavoro estenuante.
Perché tremila e passa caratteri da scremare non sono frasi, non sono nemmeno paragrafi: son veri e propri pezzi di storia. Vuol dire riassestare tutto.
Se togli, che so, il momento dell'omicidio in un giallo, supponendo che sia la parte più sacrificabile, è tutto il resto a dover poi essere riaggiustato: quello che fornivi nella descrizione sacrificata dovrai comunque rimetterlo dopo, magari per accenni.
E così, come è successo a me, se non stai molto accorto va a finire che effettui il nuovo conteggio una volta che hai finito e... voilà, sono sempre 24mila caratteri. Non hai tolto nulla, hai solo spostato.
Il che non è proprio esaltante.

Ma siccome devo spedirlo entro il 30, e considerato che stasera esco con Viviana che sono anni che non la vedo, che domani sera ci sono le prove - e devo ancora mandare a memoria il copione - e così mercoledì mattina e tutto il giorno per andare poi in scena la sera, che giovedì devo preparare la valigia e ricordarmi i documenti, e cercare di andare a dormire da qualche parte vicino Ciampino perché venerdì mattina all'alba parto, considerato tutto questo o lo scrivo oggi - come sto provando a fare in ufficio - e lo posto domani in qualche modo, o mi attacco riccamente al cazzo.

^__^'

E' un po' che non ci sentiamo, e da più parti mi sono arrivate 'lamentele' e richieste di aggiornare il mio blog (una per tutti, grazie Deso). Ma come potete immaginare qua le cose anno precipitando rapidamente, e se non mi do da fare rischio di restare col proverbiale pugno di mosche. E non conosco ragni con cui barattarle per un rotolo di tela, che magari è più utile.
Purtroppo non conosco Tobey Maguire.
Anche se sarei contento se facesse un film cross-over per incontrare Cillian Murphy, nei panni dello Spaventapasseri! (e questa la capiranno in pochi... ^__-)
La vita scorre tutt'altro che lenta, tra una buona notizia e una crisi di panico da debutto all'estero e viaggio in aereo. L'ultima volta che ho viaggiato in aereo è stata per andare in Grecia coi miei, mi pare. La prima per andare ad Alghero, sempre coi miei.
In tutto due volte.
Gh!
La buona notizia, ad esempio, è che Angiolino (inventore del mitico Wings of War), cui avevo inviato la bozza di regolamento di Arkipélagon (uhm... mi sa che di questo non sapete nulla, perché quel post è andato cancellato...), non mi ha risposto perché non l'ha proprio ricevuta, e non per altri motivi. Devo a tutti i costi realizzare plancia e pedine per fare il playtesting, non devo lasciarlo morire lì in attesa di resuscitare, come ho fatto con altri (e l'elenco è mostruosamente lungo).
Un'altra buona notizia (ma con la confusione sentimentale che mi ritrovo sarà poi buona?), è che domenica mi ha fatto uno squillo Corinna, conosciuta sul set dello spot MetRo e amica, nonché attrice, di Sergio. Sulle prime volevo rispondere con un sms, poi fortunatamente mi sono scosso dal mio 'torpore' vampiresco e le ho telefonato. E' stata una chiacchiera breve e divertente, e chissà se sceglierà mercoledì di venire a vedermi piuttosto che andare a sentire il concerto di Sergio e dell'Anonima.
Le 'brutte' notizie invece sono tutte le scadenze.
Mercoledì andremo in scena con uno spettacolo che sapremo realmente come sia fatto solo mercoledì mattina.
La sfida è interessante, perché credo che più saremo in grado di muoverci 'a canovaccio', meglio verrà questo spettacolo.
Così, domani sera, quando faremo le prove per lo spettacolo di Ludika senza Vania, potrebbe essere fondamentale riuscire a capire come e quanto siamo in grado di muoverci in questo senso. L'idea di essere una 'vera' compagnia teatrale medievale credo sia l'unica carta che possiamo veramente giocare. Si vedrà.
E chi sarà al teatro Ygramul mercoledì sera, ne vedrà delle belle! ^__-

E a proposito di teatro Ygramul, ieri sera sono andato a vedere lo spettacolo di Massimo e Monica.
E' per lo più in veneziano, e tratta delle prostitute del 500 nella meravigliosa città lagunare. E si scopre che se venivano beccate in strada dopo una certa campana venivano bastonate a sangue e un determinato corpo di vigilanza, i 'Signori della Notte', potevano fargli quello che gli pareva. Delle vere bestie, i signorini.
Uno spettacolo intenso, a tratti amaro, molto bello. Capace anche di dare, nello stretto spazio del teatro, un'apertura, una... visuale ampia, come se vedessi letteralmente un panorama. E i palazzi, i balconi, il senso di una città viva, ma come ce ne sono tante: perché per chi vive a Venezia è così. Quello è il panorama usuale.
E allora l'amante ubriaco sotto al balcone, che litiga a colpi di coltello col rivale, è tale e quale al Rugantino, al Meo Patacca coevo romano; e tutto il mondo è paese.
E loro due, stanchi, soddisfatti, si son meritati i tre giri di applausi che gli son stati tributati.
E Masimo, ch'è romano (Monica è proprio di Venezia), alla fine non s'è riuscito a trattenere:

"Dedico questo spettacolo a Venezia... che m'a ha fatta conosce'!"

Massimo e Monica si sposeranno a giugno, il 23.
Poi partiranno per un breve viaggio di nozze, mi pare Parigi, e poi andranno col resto della compagnia Ygramul Le Mille Molte a Bali, per portare spettacoli di sensibilizzazione ed imparare sul campo cosa vuol dire la prostituzione infantile.
Quindi, vi toccherà aspettare settembre, credo, per poter rivedere "Mamole e Buli", questo meraviglioso spettacolo.
Stay tooned!
^___-


GrimFang

(Oggi la fiacca è devastante. Sembra che non abbia dormito da secoli. Ho due di pressione peggio di una formica, e non rivedrò il mio letto se non stasera, a tarda notte. E vado pure a mangiare fuori... se non collasso oggi è un miracolo.)

domenica 15 aprile 2007

Perché oggi

Devastation.
E' passata questa settimana e sono ancora vivo, roba da non crederci...
Veloce riassunto: dopo essere andato al lavoro giovedì mi sono visto con Sara per buttare giù qualche idea di massima per la sceneggiatura.
Ancora sto aspettando i files con gli appunti che mi doveva mandare. E dire che dovrei essere io quello che procastina le cose... (che finezza, eh? "procastina"... ma come mi vengono? ^__^)
Venerdì mattina invece, secondo e ultimo giorno di set.
Questa volta, un'ora più tardi e una sola fermata più distante: Cipro.
Riprese dalle 10 circa alle 15, previste.
Riprese reali, dalle 11 circa alle nove di sera, con tanto di corsa per acchiappare l'ultima metro!
Scene girate da me: una di massa alle 11, due individuali e una di massa alle 21. Nelle dieci ore di mezzo, fermo ad aspettare, in divisa della metro, che mi dicessero 'vieni che adesso ci servi tu'. Attività espletate nel frattempo: grattarsi la pancia, chiacchiere, farsi fare qualche foto con la mia macchinetta, tenere d'occhio la roba, e soprattutto guardare le belle ragazze che passavano, che a Cipro (la fermata, non l'isola! ...beh, anche all'isola, suppongo) sono sempre tante!
MA, soprattutto degne di nota sono state due cose: il cestino del pranzo, che contrariamente alla prima volta ho scofanato con ordine e costanza, rinunciando praticamente alla sola banana; e la scoperta che Corinna, folletto ventunenne mascherato da neoliceale, ha visto un sacco dei film che mi son piaciuti (anche le chicche!), e non vedo ovviamente l'ora di vedere con lei quelli che mancano!
Rientrato a casa a razzo, mangio un boccone veloce, preparo la borsa ed esco. Passo prima a casa di Jacopo dell'AnonimA (ho deciso di abbreviare così l'AnonimArmonisti) per beccare Sergio al quale mi ero dimenticato, nel pomeriggio, di chiedere indietro la macchinetta digitale che gli avevo affidato per le fotografie. E poi, fortemente stordito dalla giornata stressante (perché ci si stressa di più, a non fare un cazzo!), giù fino agli antipodi di Roma, dove sorge il teatro.
Prove, signori!
Le prove dello spettacolo per Ludika 1243 VII edizione, assurdamente con il copione finito!
Cioè, chiarisco, per tutti gli spettacoli fatti sinora a Viterbo, il copione ci arrivava tipo una mesata prima... Adesso, complice l'emergenza Granada, si è piottato sul copione e, visto altresì che alcuni se l'erano già letto martedì, le prove sono andate avanti in modo relativamente veloce.
Dico relativamente perché, cominciano intorno alle undici, alle due crollavamo tutti dal sonno e siamo andati a dormire a metà. Però il giorno dopo, dopo una colazione abbondante - anche se definirla abbondante, visti i miei scarni standard personali, è un crimine, perché dovrei quantomeno aggettivarla come luculliana! - ci siamo messi al lavoro e abbiamo addirittura fatto un filaggio!
Per chi non sa cos'è un filaggio, trattasi di una specie di prova generale dello spettacolo che si fa dall'inizio alla fine per evidenziare come siano collegate le scene e mandare a memoria il suo funzionamento: in pratica, come se uno stesse filando, appunto, tessendo le varie tessere tra loro.
Bene, questo massacro è durato fino a più o meno le due, quando - dopo aver avvisato che stavo scappando perché alle due e mezza dovevo essere dal Deso - ho terminato di fermarmi a chiacchierare dello spot anche con gli ultimi due. ^__-
Quindi, partito da lì verso le due e mezza, gh!, ho dato uno strappo anche a Federichino, e durante il viaggio si è parlato di:
io a lui - la trama della sceneggiatura che sto scrivendo con Sara, da lui molto apprezzata
lui a me - l'idea di un lungometraggio che vuole girare quest'estate perché vorrebbe che gli dessi una mano.
Si può fare, l'importante è che mi dica quando, per quanto tempo e quanto e quale impegno gli serve da parte mia... io i mesi estivi lavoro. E poi, me ne devo pure andare in Corsica!
Arrivo dal Deso sfinito, sfatto come uno straccetto.
Talmente sfatto che, pur avendo saltato il pranzo, non riesco a capire se ho fame o no.
Solo dopo aver sorseggiato un po' di latte riesco a capire che quello che volevo era proprio qualcosa di dissetante e fresco. M'ha detto bene, ho imbroccato cosa chiedere, ed era pure abbastanza nutriente da mettermi a tacere lo stomaco.
Impossibile giocare di ruolo, nada gana per i giochi da tavola... o si andava sulla Wii o sul film in dvd.
Ha vinto quel capolavoro che è "La Cosa" di Carpenter.
Anche e soprattutto perché Sara non l'aveva mai visto! (Incredibile... ancora capitano certe cose!)
Rivolgendomi ai presenti annuncio che è probabile che mi addormenterò, invece va a finire che di tutti il più sveglio resto io...
Vabbé, "La Cosa" è sempre un mito... e poi, l'inizio col cane che corre nella neve, è spettacolare!
Fatto sta che quando il film finisce mettiamo su il dvd dei contenuti speciali, il che, per quanto fossero interessanti ed il bravo 'Robottino' ci spiegasse perché era finito in ospedale alla fine della lavorazione, è stato piuttosto letale... diciamo che ci ha dato il colpo finale letargico. Così, ultima sigaretta col Digia e poi tutti a casa, che tra l'altro comincia a piovere.
Ergo torno a casa, parcheggio l'auto in garage anche se so che dopo poco la devo riprendere, vado su, e... devo decidere che fare. Dormire?
Ogni fibra del mio corpo dice di sì, implorando.
Mangiare?
Sarebbe una bella mossa tattica, perché dopo devo andare da Vincio e non è che sia proprio salutare la cucina da pub. In una simile condizione di stress mangiare un hamburger che trasuda salsa rosa con un contorno di noccioline e patate fritte confezionate... non è l'ideale, ne converrete.
Scrivere al computer e tutte le altre milleseicento faccende che prima o poi dovrò sbrigare inclusa quella di farmi la barba?
Insomma, alla fine riesco a fare un po' tutto tranne dormire.
Esco, vado all'Overtime, da Vincio.
E' un bel po' che non ci passo, perché non è proprio dietro l'angolo, da casa mia, ed è quasi sempre un impiccio parcheggiare. Senza contare che non navigo spesso nell'oro, e che andare tutte le sere al pub è un modo per non navigarci. Insomma, faccio qui un mea culpa per non esserlo andato spesso a trovare.
Perché sabato sera è stata l'ultima volta in cui Vincio era proprietario del locale. Si celebrava la sua... beh, gestione: tutto quello che ci aveva dato in questi anni di apertura, mandando avanti il posto per il piacere, manifesto, di farlo più che per la prospettiva di guadagnare.
E così è stato anche sabato sera, con tutto il ricavato in beneficenza ad un ospedale, accompagnato da una sua simpatica iniziativa per invogliare gli assidui vecchi frequentatori a continuare a frequentare il locale: per ogni euro che aggiungevi alla beneficenza tiravi il dado a sei facce di Formula Dé. Può fare solo numeri dal 2 al 4, e in euro era quanto ottenevi di sconto per le consumazioni da effettuarsi nel mese di maggio. Io ho 15 euro di sconto, quindi è assai probabile che ci torni. ^_^
La serata, poi, è stata una classica "à la Vinciò", per dirla alla francese. Gioco di massa, tre squadre, nessuno esente, un unico premio in palio: si trattava del suo gioco, Crash!, che ho sempre voluto avere... Inutile dire che abbiamo vinto noi, ma io non sono stato il fortunato che l'ha preso.
Però mi sono consolato facendo la conoscenza di Azzurra, all'uscita del locale. 'Picciotta vintina', per dirla alla Camilleri, simpatica, estroversa, si è fatta fare una 'lettura cromatica' di com'era vestita, e l'ho 'svestita' (metaforicamente ^__^) in pieno.
Tanto che lei, rimasta intrigata, si è presa il mio numero di telefono e il mio indirizzo email, nonostante, proprio negli ultimi minuti, mi avesse presentato il suo ragazzo. =(
Quindi, a nanna che erano le quattro e poi oggi dovevo essere alle 12.30 a Vetralla, a festeggiare la cresima di Chiaretta.
Ovviamente, ho fatto stramaledettamente male i calcoli, toppandoli di circa un'ora (ma anche di più). Morale della favola, mi sono trovato ad attendere il treno alla stazione di Valle Aurelia in una giornata spettacolare di sole con indosso una giacca di fustagno che mi aveva convinto a mettere mia madre e vestito elegante (e scoprivo lì per lì al telefono che si sarebbe trattato di pic-nic e non di giornata in casa), con borsone appresso (dentro c'era tanto di maglione e ombrello), a dover aspettare il treno per Vetralla delle 13.07. In seguito a una marea di telefonate apprendo che
1- si tratta di pic-nic
2- il posto dove si tiene è piuttosto assai distante dalla stazione di Vetralla
3- Mauro e Marty non sono ancora partiti
Quest'ultima notizia mi getta nello sconforto, perché avviene pochi minuti dopo aver scelto di NON salire sul treno per Bracciano ed arrivare quantomeno all'Olgiata, dove potevo telefonare al Degio (non Digia, Degio: sono due diverse persone) e farmi quattro chiacchiere con lui che non vedo da tempo. Ma soprattutto perché su quel treno erano invece salite tre giovani fanciulle ceche (credo, a giudicare dallo sproposito di consonanti c, z, e k e stavano su di un testo fotocopiato che stava leggendo una di loro) con le quali mi stavo facendo gli occhi dolci fino all'ultimo momento... e perdipiù lottando (erroneamente, col senno di poi) con il mio istinto che mi diceva di salirci comunque.
Fatto sta che prendo il treno delle 13.07 ma per andare fino a Giustiniana, dove poi mi han preso in macchina Mauro e Marty. (tra l'altro mi han telefonato che ero appena sceso dal treno per chiedermi se potevo prolungare fino a Olgiata, pensa un po'....)
Vabbé, dopo aver inutilmente girato a lungo alla ricerca del punto esatto del pic-nic (geniale Marty che si fa dare tutte le indicazioni esatte al telefono, poi mette giù e se le scorda immediatamente, facendoci prendere la strada sbagliata) arriviamo, e c'è ancora da mangiare! Cibo sul quale ci gettiamo come disperati, scoprendo anche di essere arrivati giusti giusti per la carbonara, servita dopo tutte le altre pietanze (dolci esclusi). Insomma, salsicce come antipasto.
^__^
Bella giornata, grandi partite a schiacciasette e... e presenza di Anna dai capelli rossi, una donna che mi fa sangue in maniera industriale, presente però con entrambi i figli e con il compagno, per cui "guardare, ma non toccare"! ^__^
Diciamocelo: se ho intignato così tanto per andare è perché immaginavo che c'era lei!
=)P
E poi saluti, baci, abbracci, e via tutti sulla strada per ritornare!
Quindi, dopo tutto questo sproloquio di fatti di cui vi può importare poco o niente... ebbene, capirete perché posto oggi, dopo non essermi fatto vivo nei giorni scorsi!
^___^
Un abbraccio di saluto,
vostro


GrimFang

mercoledì 11 aprile 2007

Che giornata... di cinema !

Ed eccomi qui!
Sono appena tornato dalla visione di un gran bel film, all'Alhambra.
Si tratta di "Le vite degli altri", noto alle cronache per due motivi: il primo è l'Oscar al miglior film straniero, il secondo ve l'ho già detto, è perché è un gran bel film.
Non un film perfetto, visto che io e SaraB, con cui l'ho visto, siamo stati concordi su alcuni dettagli o tratteggi che non ci hanno convinto, ma decisamente un film di grandissimo livello. E si tratta pure di un'opera prima, visto che il regista ha all'attivo quattro corti e un paio di episodi di una serie tv... Un film asciutto, toccante, con un bel ritmo e attori con facce che sembrano scolpite per la parte che hanno. Ed un finale (e che frase l'ultima frase!) che premia quella parte di noi che ha il cuore gonfio di sana, onesta umanità.
Insomma, a farla breve ho pianto come un vitello, ed è uno di quei film con cui, quando esci dal cinema, ti senti più ricco. Quindi, via il culo dalle sedie e andate al cinema, prima che lo facciano sparire, come tutte le cose belle.
Quello che mi è venuto in mente, uscendo dal film, è una frase riportata su di una lapide nel museo dedicato alle fughe dalla DDR alla Repubblica Federale Tedesca, in Friedrichstrasse, se non ricordo male. Di fianco al Checkpoint Charlie.
La lapide, e la memoria non mi aiuta molto, era un ringraziamento solenne ai cecchini sovietici.
Sissignore.
Diceva più o meno così
"A tutti quegli innumerevoli tiratori scelti che mostrarono così poca mira."
Il corsivo è mio, ma serve a chiarire che, conti alla mano, in effetti migliaia e migliaia di anonimi tiratori provetti - destinati alle torrette proprio per questa loro 'eccellente' capacità - salvarono coloro che provavano a scavalcare con la sola forza della disperazione semplicemente sbagliando mira.
E' una scritta, e una lapide, e un ringraziamento che adoro.
E' Stefano Accorsi in "Capitani d'Aprile", anzi, è l'altro capitano, quello che quando il generale gli ordina di sparare su Accorsi imbraccia il fucile, punta, poi lo mette giù e manda il generale a cagare.
E' soprattutto quella parola finale, gridata, vitale, del mio film preferito, "I due nemici".
Un film così, quindi, non poteva non piacermi.
Come non potevano non piacermi le due donne sedute alla mia sinistra in sala, con le quali ho scoperto che tirarsi su a sedere a fine proiezione e chiedere con cortesia un fazzoletto perché, è evidente, hai la faccia irrigata dalle lacrime, beh, è un modo per fare colpo.
Soprattutto se esci dalla sala giusto giusto in tempo per accendergli la sigaretta.
^__^

Ma veniamo a come è cominciata questa giornata!!!
Sveglia per stare alle 09:00 alla stazione Valle Aurelia, perché...

Giorni fa mi telefona Sergio, che nonostante per me sia un fratello non sento da una vita, e mi fa, più o meno, "c'hai da fare in questi giorni, sei libero, t'interessa..."
Si trattava di fare un casting per un promo della Met.Ro. e sembrava interessante. Va beh, mi son detto, oggi ho giusto giusto uno spazio libero, andiamo, conosciamoli, magari ti diverti.
Così vado, quand'era, giovedì scorso, mi riprendono, mi fanno delle foto, ci mettiamo a chiacchierare... ah, no... era quando dovevo andare a vedere la partita della Roma... mercoledì scorso...
(stendiamo un velo pietoso: un nuvolone grigio s'è addensato sul mio entusiasmo, e il '71 non è più una buona annata...)
Ok, torniamo a noi, qualsiasi giorno fosse vado lì e conosco un po' di gente. Gli mollo dei nomi e dei numeri di telefono tra i miei contatti (l'ho fatto, quindi amici comparsattori non rompete) che corrispondono più o meno alle descrizioni fisiche che stanno cercando. E poi vado.
L'altro giorno mi risento con Sergio per caso e scopro che m'hanno preso!
Non solo: ho avuto anche la parte che volevo!!!
^__^
Così oggi mi presento in lievissimo ritardo (no, lo so che quando dico lievissimo, detto da me, v'immaginate chissà che cosa... erano solo sette-dieci minuti) e trovo il resto della truppa. Il cast tecnico lo conoscevo già quasi tutto, ma è stato bello beccare come attori Biole, Egle, Gabriele (dell'Anonimarmonisti, che vi STRAconsiglio) e a mezza giornata anche Susi. Nonché conoscere le altre femmine del cast, ovviamente. ^__-
Veniamo forniti di passy con tanto di foto, e scortati da due della sicurezza - nostri angeli custodi fino alla fine - ci avviamo ai treni. Riprese di discese di scale e scale mobili, ingressi ai tornelli, salita sulla metro e poi giù verso Battistini con riprese a bordo. Qui, ci attende il treno RA329, con il quale ci facciamo fino a Anagnina e poi di nuovo su a Battistini per la prima volta. Nell'arco della giornata, lo abbiamo fatto almeno tre volte il percorso! Quindi non vi stupirete se vi dico che a fine giornata ho preso l'autobus per tornare a casa! ^__^
Nel primo percorso il 90% di noi viene fatto scendere strategicamente alle fermate per riprendere le discese dalla metro e poi riprendere le salite, al ritorno.
Come?
Semplice, lo spazio delle prime due porte del primo vagone era sempre il nostro, riservato - con gran giramento di bolas dei passeggeri delle ore di punta, i quali, invece di defluire dove il treno era comunque più vuoto restavano a far da tappo, stregati dalla telecamera, suppongo.
In tutto questo, io stavo vestito come vado al lavoro e - nella prima discesa di scale mobili in assoluto - mi sono preso per la seconda volta nella mia vita (la prima è stata per quel microsecondo di comparsata che ho fatto in "Conrad", cortometraggio di Marco Baldi) un grosso complimento per la recitazione!
Gh! ^__^
Il fatto è che, per tutta questa prima ondata di scene, io giravo senza occhiali!
E con la mia bella miopia non vedevo un emerito accidente!
^__^
Comunque, a me e un altro paio di persone non ci hanno fatto scendere - forse perché eravamo i più distanti - e quindi la tratta ce la siamo fatta tutta. Una parte anche con un cane che ha preso in simpatia Egle e Gabriele, mentre s'è messo subito ad abbaiare alla macchina da presa.
Una volta tornati a Valle Aurelia, e dopo un necessario caffé, ta-dah, eccomi pronto per il cambio.
Tornano gli occhiali, mi svesto, mi rivesto coi vestiti nuovi di zecca che mi son stati forniti (etichette ancora attaccate) e...
...e mi ricambio perché nel frattempo sono arrivati i cestini e non è il caso di sporcare giacca e camicia.
Pausa pranzo, quindi, e tra cestino B (Bianco), R (Rosso) e FF (Frutta e Formaggio), non ho dubbi e scelgo R.
La distinzione?
Allora, FF è per i vegetariani, B aveva pasta con le zucchine e scaloppina e R aveva ravioli al sugo e spiedini. Per il resto erano uguali: pane, insalata, banana, dolce e bustine da spremere con olio e aceto. Nel mio c'era anche una mosca defunta, ma visto che tutto era sigillato non m'ha fatto impressione.
Mangiamo, e stavolta sì che mi cambio.
Esco dallo stanzino messo a disposizione e sembro un uomo nuovo: già, perché solo ad indossare la divisa della Met.Ro. mi si sono drizzate le spalle e mi son sentito più alto di qualche centimetro!!!
Voilà, tornano gli occhiali ed ecco a voi il perfetto manovratore!!!
Perfetto?
Come prima cosa busso al gabbiotto all'ingresso. Entro e chiedo come sto.
"Che dite, sembro a posto?"
"Pari uno di noi!" - mi fa una, e poi dopo un attimo aggiunge - "Pure troppo!"
^__^
Ma... ma non potevo indossare quella divisa senza farlo!
^______^

Mentre eravamo davanti all'uscita, radunandoci per girare una scena d'ingresso, è arrivata una metro e la folla ha cominciato a riversarsi oltre i tornelli...
C'erano due ragazze carine...
Avevamo scherzato in proposito giusto un attimo prima...
Ve lo ricordate "Febbre da cavallo"? (mitico!)
"Ora ti mostro come non solo trovo i soldi, ma come un vigile finto si trasfroma in un vigile vero..."
^__^
Mi paro davanti alle due e faccio
"Biglietti prego."
^____^

Si fermano, sorridono, mi fanno vedere gli abbonamenti, ringrazio e passano oltre.
Io mi rigiro verso gli altri che se la tajano, e faccio
"Test superato! Direi che sono convincente!"
Nel frattempo mi fanno notare due poveracce che si sono fermate in preda al panico, e stanno rovistando nelle borse alla caccia di biglietti. Le tengo d'occhio, anche queste sono ragazze, e anche queste sono carucce. Mentre parlo con gli altri e faccio il vago le osservo, e quando queste decidono di passare - E SCELGONO I TORNELLI PIU' LONTANI - mi avvicino: so già esattamente che cosa dire, e infatti lo dirò.
Loro rallentano, mi elargiscono un sorriso incerto, di quelli che fai quando ti hanno beccato con le mani nel sacco e sta per arrivarti la tegola in testa: gli leggo negli occhi che sta pensando a suo padre quando glielo dirà.
LEI mi fa:
"Il biglietto, vero?"
Ed io:
"Sono un attore: filate!"

^____^

Sì, caro Diggia, puoi aggiungere anche questa alla mitica "Sono sceneggiatore e regista"!
^___^

Non potete capire quanto mi sono divertito stamattina e oggi pomeriggio.
Quanti visi spauriti mi sono trovato davanti, quanta gente correva o cambiava strada. Uno guardava per terra e poi me, poi per terra e poi me, mentre con gli occhi implorava aiuto... Un altro invece mi ha chiesto informazioni (che sapevo!!! Capirai, mi ha chiesto da Valle Aurelia come si arriva al Gemelli!) e gliele ho date... Ah, potenza della divisa!
Stavo bene: momento catartico dopo le multe che mi sono beccato perché ero senza biglietto!
Considerate che la prima me la stavano per fare in quinta elementare (viaggiavo a scrocco fin dalla terza), quando mi hanno tanato sul 46/ e mi sono inventato una storia pietosa (mio padre doveva venirmi a prendere e non c'era) tanto che un passeggero commosso mi ha offerto uno dei suoi... gh... peccato che sullo stesso mezzo c'era una mia compagna di classe, Antonella Mei, che era anche la più pettegola della scuola... il giorno dopo manco supero la soglia d'ingresso che uno sconosciuto mi fa "Così si viaggia in autobus senza biglietto, eh?".
^__^
Antonella... all'epoca la odiavo; dopo la cena delle elementari, oramai più di dieci anni fa, le voglio un gran bene.
Quant'è vero che le persone cambiano. (Vabbé, dalle elementari, bello sforzo, direte voi...)

Insomma, a farla breve, giriamo la parte in cui io entro nella metro e do il cambio alla guida al manovratore (che abbiamo sempre chiamato macchinista, tutto il giorno), salutandolo e dandogli una pacca sulla spalla.
Realmente non è per niente così veloce: devi per forza scambiarti due parole su come va la vettura, se ci son problemi, e anche un paio di sacrosante chiacchiere su com'è andata la giornata!
Così la rigiriamo tre volte, poi lui giustamente si rimette al posto di guida e...
...e visto che per altre riprese non servivo...
Mi son fatto tutta la tratta Battistini-Numidio Quadrato (tipo) in cabina!!!
AAaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!!!
Che figataaaaa!!!!
Mi son visto i tunnel finalmente frontali, tutte le stazioni, i percorsi, la gente sulla banchina... e mi son fatto spiegare un sacco di cose, l'ho subissato di domande.
Ad esempio, ho scoperto che il cavo appeso al soffitto delle gallerie è quello da cui prendono corrente i treni e sono circa 1500 volts. Abbastanza per friggere giusto l'incauto cretino che scenda tra i binari con in braccio una scala di metallo tenuta bella alta.
A terra, invece, ci sono i cavi a bassa tensione, che servono per l'elettronica.
Poi, mi ha spiegato la segnaletica (un po') ed ha chiarito cos'è una tratta pari (cioè che va da Sud a Nord) e per converso una dispari. Mi ha detto che noi compriamo questi treni dalla Spagna, e lo sapevo. Ma ha aggiunto che la Spagna compra i treni da noi!!! ^__^ Dalla Breda/Ansaldo. E ha notato come, se non ci fosse stato il trasporto marittimo, avrebbero dovuto percorrere come 'carico speciale' le tratte ferroviarie internazionali alla velocità di 30 km\h (ovvero: impossibile - nessuno è così scemo da paralizzare i trasporti in modo simile). Mi ha rivelato che i loro sono turni di 5 ore, che corrispondono su per giù a 4 viaggi andata/ritorno da capolinea a capolinea. Mi ha confermato che i binari morti oltre un capolinea si chiamano tronchini e servono a far cambiare binario alle vetture. Che poi un manovratore si deve fare tutto il treno a piedi per entrare nell'altra cabina. Mi ha raccontato come adesso la manutenzione della tratta sia data in appalto, e quindi non sia più accurata come una volta, che ogni sera due operai si facevano tutto a piedi a verificare la bullonatura delle traversine... E come l'umidità che si vede raccolta in pozze nei tunnel sia un problema di scarichi che da questi controlli dipende, e che può rendere più ostica la frenata. Come i tre segni gialli sulle banchine siano gli indicatori di fermata, per fare in modo che le porte si aprano in corrispondenza dei percorsi per non vedenti. Mi ha spiegato i limitatori di velocità, ed i via libera per andare a 80 Km\h. Ho visto le immagini (a colori, nitidissime!) delle telecamere a circuito chiuso interne al veicolo! Insomma, un sacco sacco sacco di roba.
Ed io questo angelo esplicatore non mi ricordo come si chiama!!! Mannaggia!
D'ora in poi se lo vedo lo saluto!
^__^

Sono stracontentissimo.
In settimana chiudiamo le riprese, quindi indosserò nuovamente la mia divisa da manovratore.
E poi...
Poi, incrociando le dita, vi potrebbe capitare di vedere il vostro amatissimo GrimFang sulla metropolitana, sopra ogni schermo, a ciclo continuato!
E con due ruoli: uno con e l'altro senza occhiali!
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GrimFang

PS: due aggiunte dell'ultim'ora.
Mi sono anche aggiunto, a un certo punto, ai controllori veri! ^__^
Ci avevo parlato un po' prima, con uno di loro, e quando ripassando dopo poco mi son trovato davanti una "collega" in difficoltà le faccio
"Se vuoi anche se sono finto ti do una mano".
Credo non abbia ben colto il "finto", perché dopo mi è sembrata un po' confusa e imparpagliata, come i colleghi - a parte quello con cui avevo già parlato in precedenza che mi ha salutato dicendo
"Facce fà bella figura!" - gettando in una confusione ancora maggiore quelli che stavano con lui...
^__^
L'altra cosa sono le comunicazioni via radio all'interno della cabina.
Quando il famoso treno RA329 a Battistini non partiva per farci fare delle riprese, via radio s'è sentita una voce:
"Ma che cazzo ce frega a noi der cinema!"
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Il fatto è che, come i camionisti, ogni conducente può parlare via radio con tutti gli altri treni in circolazione e con la centrale di controllo (all'occorrenza può escludere tutti e parlare solo con la centrale).
Bene, mentre stavo in cabina col mio angelo esplicatore, poco dopo aver appreso le tratte con la velocità di massima a 80 Km\h, dalla radio si sente un nitido, solare
"Waaaaaa-Hoooooo!!!"

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E con questo è tutto.