L'artista mescola il sangue con la terra, per generare sempre nuova vita...

Sarà sicuramente potente, la vita. Piuttosto dolorosa, a mio avviso, a volte sorprendente, sicuramente intensa, vibrante, indubbiamente da vivere. Sempre e comunque.

Sara Tenaglia

Terra, Pioggia, Fuoco & Vento

Terra, Pioggia, Fuoco & Vento
Fire cup
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martedì 11 dicembre 2012

No, dico, Stephen King! Mica pizza e fichi! ^_^

Gh!
Hanno postato, sul sito di RiLL, le recensioni dell'antologia dell'anno scorso, Il Funzionario.
Per chi ce l'ha, per chi se lo ricorda e in finale per chi non lo sa, lì dentro c'è un mio racconto che mi piace molto, Il giorno che gli Amish presero il fucile.
Uno di quei racconti che - per questo mi piace tanto - si costruiscono da sé: l'ho scritto senza sapere bene dove andavo a parare, e pian piano le immagini si susseguivano e i personaggi agivano un po' per conto loro, fino a portare il tutto a quadrare nella conclusione.
Per questo ne vado orgoglioso.

Ma adesso anche di più: ho scorso rapidamente la lista, non ricordandomi nemmeno esattamente quale fosse il racconto che vi era pubblicato, fino a quando non sono incappato nel primo rapido cenno di una mia presenza in quell'antologia.
E poi, poco più sotto, ho beccato questa, che mi sono fiondato direttamente a leggere sul sito.

Vi posto il breve stralcio che mi riguarda, nel caso in cui non vi andasse di leggere la recensione di tutto il libro.

"Rilevante pure l’influenza di scrittori del calibro di P.H. Lovecraft e Stephen King. Si leggano, ad esempio, i racconti di Giulio Leoni, dove il solitario di Providence viene apertamente citato e omaggiato, Gordiano Lupi, ma soprattutto Enrico D’Addario, il cui Il giorno che gli Amish presero il fucile ricorda le pagine più drammatiche de I lupi del Calla."
Gh!


...anche se sbagliano il cognome... =)P


Non avendo la più pallida idea di che diavolo fosse I Lupi del Calla sono andato a cercarlo su wikipedia.

"I lupi del Calla è il quinto libro della serie La Torre Nera di Stephen King. Questo libro continua le vicende di Roland, Eddie, Susannah, Jake ed Oy e presenta al lettore la figura di Pere Callahan (vedi Le notti di Salem)."

...paragonato a King.
No, dico, stiam mica qui a fare i pois sui leopardi.
^____^


GrimFang



lunedì 22 ottobre 2012

7 Storie






Et voilà.
In stampa, da oggi pomeriggio. Poi, sul nostro banco vendita a Lucca Comics. ^_^
Sette racconti, in sette variazioni del fantastico - dal fantasy elishiano alla fantascienza degli alieni, dallo steampunk delle 'biblioteche universali' al cyberpunk dei viaggi nella memoria, dalla fantascienza delle intelligenze artficiali ai panorami distopici di un mondo apocalittico, al fantastorico del nostro medioevo.
In rigorosa sequenza, il libretto (una cinquantina di pagine) contiene: 

  1. Il segreto di Hervé de Ponsac
  2. Outremer
  3. Abhra
  4. Jebediah Jonze
  5. In nomine DEV
  6. Direttiva
  7. Il Tempo degli Sh'Ti
Con piccole illustrazioni di Andrea Santopietro, Valentina Crisante e del sottoscritto. ^_^
Prezzo politico di sette euro, un euro a racconto.
Che volete di più? Li vale solo la copertina di Francesca Mazzani! =)P

Quindi, signori, è ufficiale: ho pubblicato un libro!


...e se l'ho fatto io, voi che aspettate?!?
^_-

Buona vita,


GrimFang

martedì 9 ottobre 2012

Dopo il deserto...

Dopo il deserto c'è il mare.
Anche nella vita.

Quindi capita che quando la fortuna si ritira, e parecchio, dopo ritorna, come la risacca, a lenire un po' i danni provocati dalla sua assenza. Cosa di cui sono sempre stato più o meno profondamente convinto.
Così capita che nel breve spazio di pochi giorni capitino delle belle cose.

La prima, è che sono in finale.
Quattrocento mini-racconti, solo tre prescelti e uno è il mio.
Non solo: i tre prescelti saranno stampati e appesi su dei cartelloni in giro per la fiera Lucca Comics & Games, e sarà il pubblico a votarli, allo stand di RiLL. A decretare il vincitore.
E forse era questa la cosa cui tenevo di più; essere letto dal pubblico della 'mia' fiera, dove in un certo senso mi sento di giocare in casa - data la mia frequentazione quasi ventennale.
Però, visto che si arriva dal deserto, la bocca è asciutta, impastata di sabbia; l'acqua è salata.
Insomma, difficile apprezzare bene la cosa, salvo quando la condividi con gli amici. Lì ti rendi conto di quanto sia effettivamente bella. Lì per lì, invece, l'unica cosa che riesci a pensare è che ti hanno trombato agli altri due (questo e questo).

E qui, intervengono imprevisti gli amici: riunione di Elish, organizzazione pre-fiera per capire come si va a Lucca e cosa si va a fare, idea buttata lì.
Da Vania.
Visto che hai (ho) scritto tanti racconti, e sono già pronti, perché non stampiamo una piccola raccolta da vendere in fiera?
Sissignori, avete letto bene.
E' sembrato di una semplicità disarmante: stampa digitale, un centinaio di copie, chi può fare la copertina - Frans, ce l'abbiamo - chi può fare l'editing - Giacomo, ce l'abbiamo - quanto tempo ci serve per mettere su baracca e burattini - una quindicina di giorni, ce li abbiamo.
Remore, istinti a tenere tutto nel cassetto? Nessuno.
Oh, tre me li hanno già pubblicati, uno stava per esserlo, uno - il mio migliore - non l'ho mai mandato a concorsi di sorta perché era troppo lungo e me stava bene così... Quindi, avverti Frans, senti Giacomo, vedi la disponibilità e - soprattutto - guarda che hai scritto.
Di quelli da me ritenuti decenti e degni di una selezione per la pubblicazione (non da parte mia, ovvio, ma da quella di Giacomo, che lo fa per professione e - mi dicono - è una scheggia), sono ventisei, ne sceglieremo sette. Lo sapete quanto amo questo numero.
E per ora, così, semplicemente, voglio chiamare la raccolta: "7 racconti".
Per quelli di voi che hanno letto qualcuno dei miei scritti, questo è il momento di esprimere eventuali veti o preferenze - poi sarà troppo tardi per farlo! ^_^

Così, mi ritrovo a pensare che non è più "tempo di sprecar tempo", e nel momento in cui - finalmente - pare che Saturno sia tornato benevolo per il Capricorno, e farraginosamente cerco di uscire dalla specie di letargo apatico in cui ero piombato, sento che sto forse ingranando la marcia.
E spero che il motore smetta di grattare.
E dal mare che ho davanti arriva aria fresca che aiuta a lenire l'arsura del deserto.

Poi, ti aiutano le piccole cose.
Le 'coincidenze' - che non esistono - il 'destino' - che non esiste - i semafori di San Giovanni.
Se ero ancora nel deserto, non avrei avuto la forza di mettere le quattro frecce, aprire lo sportello e chiamare a gran voce la ragazza che mi aveva appena attraversato davanti. Avrei piuttosto pensato che la mia macchina era troppo ridotta un cesso per farci salire una creatura simile.
E invece, le posso persino dare un passaggio, allungando un po', e passo mezz'ora a conversare di 'caso' - che non esiste - profezie di Celestino, incontri 'chiamati' dalle nostre essenze affinché avvenga uno scambio che possa far crescere entrambi.
E poi, giocare la carta con nonchalance
"Siamo a ottobre. Ho perso la scommessa."
"E' vero! Me n'ero dimenticata!"
"Ma io no."
Difficile dimenticare che hai detto a una ragazza, dopo aver saputo che è fidanzata con un attore più grande di età, "Ne riparliamo a ottobre". Specie se lo hai detto più di sei mesi fa.
Specie se ti risponde
"E infatti è un mese che litighiamo di brutto..."
Specie se lei è questa qua


Buon semaforo a tutti


GrimFang

domenica 23 settembre 2012

-_-

Beh, wow, due su due.
Che dire, ci resto male: un altro anno in cui mi ero detto di aver partorito lavori quantomeno di buon livello, e invece resto a bocca asciutta.
Sicuramente, dopo la delusione della notizia errata di essere in finale al Trofeo RiLL (post precedente), sapere di essere fuori anche da SFIDA non è che sia proprio eccezionale. Specie dopo aver visto la lista dei 400 titoli che partecipano all'ultimo concorso di RiLL per quest'anno, lista che non lascia ben sperare per i miei quattro cavalli, per tre posti soli al photofinish.
Certo, dopo un poco passa, per tanti motivi.
A cominciare dal fatto che ho altri impegni: stasera ricomincio gli incontri per La tempesta, e la pseudo-decisione che se non mi sbrigo a finire il romanzo fantasy che sognicchio da anni rischia di restare tagliato fuori da un'ordine di pubblicazione che io stesso ho contribuito a sancire.
Quindi, eccomi già qui a pensare ad altro.
Come suggerisce Gab, anche se lui intende in un senso più pieno, ovvero mollare RiLL dalla posizione di mio unico referente. Effettivamente non si può dargli torto, ma per come sono fatto è sempre difficile buttarsi in qualcosa di nuovo.
Specie se ti tagliano le gambe alla confidenza in te stesso (ovviamente dovrò leggere i vincitori per giudicare da me se erano migliori) il che smorza non poco l'entusiasmo.
Vabbè, devo smetterla di cincischiare e mettermi al lavoro.

....Non fosse per la vocina "è bravo, ma non si applica" che risuona nel retro della mente con la voce di tutti i miei docenti... ^_-


GrimFang

mercoledì 1 agosto 2012

Non so che titolo volevo metterci, ma mi aveva sfiorato l'idea di fare un titolo lungo per poter dire "Hey! Questo è il post con il titolo più lungo tra i miei post!"

Fa un po' male.

Fa un po' male farci la bocca per una soffiata di un amico che poi si rivela inattendibile. Peccato, perché sembrava sapesse il fatto suo.
E il fatto in questione poi non era suo, ma mio.
Ovvero che il mio racconto fosse passato alla selezione di RiLL; e invece non è vero.
E dire che, a quanto pare, s'erano pure informati, cioè, domandati, se alla fine la creatura fosse un lupo mannaro - cosa che ovviamente non era. E che fa nascere il dubbio che, quando scrivo, nessuno mi capisce. [Brutto trip - so che non è vero - non fate così - ok ok ho fiducia, ho fiducia nelle mie capacità...]
Anche se, come al solito (ma và? comincio a pensare che se per tre volte di fila succede, ci sarà una cifra di fondo che, almeno per loro, non vale), anche questo era stato discusso, in bilico, ripescato. Beh, e anche ricestinato, a quanto pare.
Se non altro, la cosa che mi conforta è che li faccio discutere. E questo, dal mio punto di vista, è un bene: voglio dire, se sei bravo a scrivere, ti leggono, gli piace, passi oltre e buonanotte; ma vuoi mettere far scannare i giurati sul fatto che il dialetto sia o meno italiano, farli accapigliare per un sofisma, un cavillo, impazzire schiumando bava sul regolamento? ^_^
Dai, ammettiamolo, questa è classe.
Il bravo scrittore fa il compitino, il vero scrittore sfranga le regole.
Giusto?
No?
Me la sto raccontando per farmela prendere a bene?
Comunque, non è questo il punto.
Il punto è che quello che davvero mi rode è che questa è una selezione per POI poter essere letti dalla giuria, quella vera. Quello che mi rode - ne consegue, elementare Watson - è che mi rode che nessuno di questi miei racconti abbia mai nemmeno raggiunto lo sfiorare di uno sguardo di almeno uno dei membri della suddetta giuria - ovvero, di non essere stato realmente letto. Giudicato.
"Non all'altezza."
Si potrebbe riassumere così.
Però, però, però, stiamo pur sempre parlando di un concorso di genere, e che il genere ha regole micidiali che lo definiscono, senza mai definirlo davvero. E che, pertanto, per fare un esempio, viene meglio visto lo scrittore tecnico che commistiona due generi incommistionabili piuttosto che lo scrittore più, diciamo così, 'de core' o 'de panza' che s'inventa di sana pianta termini come 'incommistionabili'.
Non che io scriva col cuore o con la panza; sono un freddo razionalista calcolatore, che scrive col cervello e/o spesso e volentieri coi piedi. Potrei minacciarvi puntandovi addosso l'alluce, o imbruttendovi d'ipotalamo.
Comunque sia, ormai è inutile piangere sull'iper-nutrimento grasso animale ad altissimo contenuto proteico ormai non più nel suo contenitore, ma ahimè scivolato nel suo naturale stato liquido altrove.
Tanto più che l'altro racconto, quello per la S.F.I.D.A. l'ho spedito, sì, ma circa una ventina di minuti dopo la scadenza. Che era ieri notte, a mezzanotte.
Quando il pc fa i capricci.
Invoca il Signore *Grazia mode-on* halleluja! *Grazia mode-off*.
Beh, insomma, potrebbero cannarmi per non aver consegnato in tempo - in fondo su quella email risulterà 1 agosto e non 31 luglio. Dovrebbero veramente accorgersi che si è trattato di una manciata di minuti, e avere pure un occhio di riguardo.
E, ancora, tutto questo senza contare che quest'anno, per il ventennale, i concorsi indetti da loro (col patrocinio di LuccaComics&Games) sono tre!
E che per questo terzo, di una pagina sola al massimo, ancora deve venire la scadenza...

Com'è che si chiamava?
Ah, sì.
Tigna...


Buona vita,
GrimFang

giovedì 19 aprile 2012

Cose a caso

Assurdo come diventi complicato ritagliarsi un momento di calma. Intendo uno di quelli in cui ti fermi - ti stacchi dal faccialibro - e torni a scrivere sul tuo blog.
Cacchio, ma quante cose non dette, quanti mezzi post abortiti?
Ad esempio, non vi ho postato nulla - uno che sia uno - sulle ben QUATTRO repliche de "La Tempesta" a Ygramul, con me nella parte del Re Alonso. Non vi ho detto niente. Imperdonabile. Beh, così, a bruciapelo, posso dire che sono state quattro serate intense, in cui in almeno tre lo spettacolo al pubblico è piaciuto - mentre al sottoscritto se non hanno fatto proprio schifo, quantomeno si meritano giusto la sufficenza. Che poi, la cosa che mi fa più strano è proprio il pensare mentre sei in scena che proprio non ti sta venendo, che sei fuori parte, giù di energia, di morale, di corda, e a fine spettacolo ricevere commenti come "Mi hai commosso", "Sei bravissimo" o (0__o) "Lo spettacolo mi ha messo una forte ansia". Considerato che la parte più drammatica è la mia (ho perso un figlio e quando me ne rendo conto tento il suicidio), e considerato che lo dice una cui batterei volentieri i pezzi... beh, in parte glieli sto già battendo, ma non in esclusiva, ovviamente.
Nel senso di non solo a lei.
Comunque, le conclusioni inevitabili sono due.
La prima, è che devo essere davvero bravo, se con il minimo sindacale mi porto a casa emozioni del genere.
La seconda, è che se reazioni simili le provoco quando mi sento finto, che cacchio può succedere se mi dovesse venire 'vero'???
Mah, temo la risposta.
Di sicuro, tutto il lavoro che mi sono riproposto di fare è sempre stato rimandato, per inerzia E non volontà a procedere. Ergo, tutto quello che non è uscito fuori - e la cosa che fa rodere è che invece era uscito in prova - se non è uscito è responsabilità mia. Il pubblico inibisce una cifra.

Un'altra cosa, molto meno seria, di cui però vi volevo parlare a Pasqua (Pasquetta passata a casa a non fare un cazzo in attesa che la tipa di cui sopra mi facesse sapere che cavolo faceva - ma non è andata poi così male) è che il pomeriggio sono uscito con Simone, ricordate, l'amico delle elementari, e siamo andati a farci una passeggiata - c'eravamo già stati, ma mai così a fondo - per la pineta Sacchetti.
Ed ho scoperto che è un posto magnifico!!!
Fichissimo, con scorci e anfratti da paura! C'era, tra l'altro, una gianna polare, un cielo plumbeo e un sacco di corvi sulla collina (da cui si vede dalla Trionfale al Vaticano, all'Aurelio) che facevano tanto Game Of Thrones.
A proposito, sembro un tossicodipendente. Aspetto le puntate con la bava alla bocca, e se sono andato più avanti col libro quando poi vedo la puntata mi resta l'amaro in bocca come se fosse una dose tagliata male. Ma non smetterò mai di ringraziarti Sara per avermi rotto le palle così a lungo (anche se poi i libri li ho cominciati con la serie HBO).
Comunque, pineta Sacchetti era meravigliosa, sciabordata dal vento che tirava via da chissà dove sotto di noi centinaia di minuscole foglioline secche, che sembrava il polline di Nausicaa di Miyazaki. Fico fico fico. E ci siamo fatti un bel pezzo, scendendo verso il basso - pensando di scendere verso Valle Aurelia per poi risalire a Trionfale, e invece siamo sbucati praticamente di nuovo sulla via di Pineta Sacchetti, prima della caserma militare. Insomma, pranzo a casa e poi passeggiata digestiva con bella e lunga chiacchiera, davvero una bella Pasqua.

Poi, che altro ancora?
Ah, sì. Non l'ho ancora visto, ma il corto del CSC "Egidio", con me protagonista (ma forse ha cambiato titolo) nel ruolo da cui il nome, è ufficialmente finito. Aspetto la proiezione in sala cinema a maggio. ^_^
E ancora, ho partecipato a Ygramul a un corso di scrittura creativa (mentre rosico troppo di non aver avuto i soldi per fare quello di Commedia dell'Arte con - porca pupazza - Carlo Boso, il signor numero uno!) per racconti e drammaturgia teatrale. Mi sono divertito, ho conosciuto bella gente, ed ora stiamo un po' continuando con un racconto a più mani via email. Carino!
E a proposito di scrittura, la prossima settimana scade il bando di RiLL, dove vorrei partecipare, ma l'unico racconto che sto scrivendo non quaglia ancora, e il tempo stringe. Come le finanze, che dopo aver pagato l'RCAuto sono di nuovo col culo per terra, come ogni anno. Anche stavolta, colpa mia che non ci ho pensato prima a cambiare assicurazione, e mi sono ridotto a oggi con la RCAuto che mi scade domani.
Saltando di palo in frasca, sabato vado a fare un murder party per l'addio al celibato di un amico di Vincio: farò un rumeno evaso dal carcere, che in passato era stato prete, si è spretato per amore e sposato, poi ha beccato la moglie che lo tradiva ed ha scannato lui e annegato lei... tipino simpatico, no? ^_^

Che altro?
Il primo aprile sono stato a Milano al compleanno della sorella di mia nonna, l'ultima rimasta di tutti i fratelli e sorelle, che faceva novanta anni. Al di là del fatto che come regalo ha chiesto le stecche di sigarette perché fuma come una turca, è stato un weekend stile raduno dei parenti da tutta Italia: così ho non solo rivisto i miei cugini di 5° grado - che per me sono sempre stati come di primo, dato che un altro po' e ho visto più loro che gli altri - e conosciuto le rispettive figliolanze (quello di Manuela addirittura di un paio di settimane!), bensì ho conosciuto parenti che non ho mai visto né saputo che esistevano. E - sorpresa sorpresa - di tutti i presenti (e parlo di più di una cinquantina di persone) solo due avevano lo stesso nome: io e il figlio di un cugino di 'x' grado di mia madre, calabrese di Polistena, che ha diciassette anni e...
E un'altra parente che esce sul balcone dove stiamo si sofferma, ci guarda in silenzio e fa "Ma lo sapete che voi due siete uguali, sì?". ^_____^
E se vi dico che lui è alto, magro, biondastro e con gli occhi tendenti all'azzurro, probabilmente capirete che non è al fisico che si fa riferimento!
Nota a margine: dopo il pranzo al ristorante - dove è stata fatta cantare "Bella ciao" ai suonatori che ci hanno allietato per un momento, in 'omaggio' al lato torinese della famiglia, a quanto pare fascista militante - scrocco un passaggio da uno dei parenti, che mi fa scendere vicino perché deve tornare a prendere altri, così attraverso la strada... e la macchina cui passo davanti mi suona e accosta. Alla guida, uno degli studenti del mio posto di lavoro, con accanto la madre.
Assurdo.
Altro che fazzoletto.

Va bene, vi ho aggiornato su un po' di cose a caso, e mi sono rimesso la coscienza a posto.
Non potrò fare altrettanto col portafogli, per un po' di tempo, ma almeno mi comprerò un po' di giochi / manuali di gdr al 70% di sconto e mi andrò a vedere "The avengers" il 25 aprile.
In 3D, purtroppo...


GrimFang

martedì 6 marzo 2012

Fili invisibili

Mi è arrivato l'appello contro la chiusura della libreria Amore e Psiche.

Dove chiude una libreria c’è sempre il dolore della consapevolezza che i soldi non vengano più spesi in libri. Mantenerle aperte, allora, dove possibile, diventa un segnale per tutti – che leggano o meno – che ci sono cose, come la lettura, la cui importanza è tale non solo da superare le leggi di mercato, ma da costituire un diritto garantito. Sostenerle pubblicamente, un segno di civiltà.

Tra i commenti, qualcuno citava Bradbury:
Capite ora perché i libri sono odiati e temuti? Perché rivelano i pori sulla faccia della vita. La gente comoda vuole soltanto facce di luna piena, di cera, facce senza pori, senza peli, inespressive.
Fahrenheit 451Ray Bradbury

e, poco più sopra, la pagina web mostrava un commento preso a caso

"Siam fatti della stessa materia che è dei sogni,
Ed i sogni spalancano gli occhi come
Bambini piccoli sotto alberi di ciliegio,
Dalle cui chiome il corso d’oro pallido
Del plenilunio si leva a traversare la grande notte.
…Non altrimenti i nostri sogni affiorano –
Sono lì e vivono come un bambino che ride,
E non è meno grande nella sua parabola
Del plenilunio che si sveglia da chiome d’alberi.
Quel che in noi è più fondo è al lor tramare aperto;
Come mani di spiriti in camera sbarrata
Sono di esse a noi, ed hanno sempre vita.
Le tre sono una: creatura, cosa, sogno.
"
Da “Canto di vita”
Hugo von Hofmannsthal

Dove von Hoffmasthal inizia citando a sua volta Shakespeare, e guarda caso, proprio La Tempesta. L'opera che sto mettendo in scena, che esattamente questa mattina mi ha tanto fatto patire per una email cazziata/sprone a reagire del regista, Vania.
Nell'arco dell'intera giornata lavorativa, in barba al lavoro da fare, ho elaborato una mail di risposta, un po' sfogo, un po' attenta riflessione su quanto sto vivendo, teatralmente parlando. E mi è arrivata, come prima reazione, la mail di supporto morale di Francesca/Calibano, che contiene la seguente perla di saggezza, che trovo stupenda.

"Nel fuoco di uno stress di vario genere, possiamo scegliere se essere cenere od oro, e se ci son state riconosciute delle qualità, non ci appartengono, ma vanno ridonate al mondo, mettendole al servizio degli altri."

C'è molto su cui riflettere.
E sono sorprendeti i fili invisibili su cui scivola il mondo, pronti a intessere un preciso percorso nell'apparente 'ordine casuale' degli eventi...


GrimFang

mercoledì 19 ottobre 2011

Questo blog non è morto.

...giusto per farvelo sapere.

^_-


GrimFang

mercoledì 21 settembre 2011

Eeeeeeeeeeeeeeeeee......

....ssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssìììììììì!!!

^____________________________________^


Sono sulla prossima antologia di RiLL !!!

^:___________________:^



GrimFang

martedì 23 agosto 2011

CONCORSO DEI LEMAI – Racconti per una biblioteca fantastica.

REGOLAMENTO:
Racconti brevi di non più di 4500 battute.
I racconti sono a tema libero e possono essere scritti con qualsiasi stile e tecnica, ma devono essere legati al mondo di Elish e al Dima.

Modalità di Partecipazione:
La partecipazione è gratuita. Il materiale deve essere inviato entro e non oltre il 15 Ottobre 2011 all'indirizzo info@elish.it con oggetto “CONCORSO DEI LEMAI” con allegati nome, cognome e un contatto telefonico del partecipante.
La premiazione avverrà durante la manifestazione Lucca Comics and Games (in data da definirsi) alla presenza del Gruppo di Elish e di Vincenzo Spina.

La giuria verrà composta dai membri del Gruppo Elish e Vincenzo Spina.

Primo Premio:
2 prodotti targati Elish (a scelta) e il nuovo libro Cyberpunk di Vincenzo Spina e Marco Modugno “Cedimento Strutturale”.

Secondo Premio:
1 prodotto targato Elish (a scelta) e il nuovo libro Cyberpunk di Vincenzo Spina e Marco Modugno “Cedimento Strutturale”.

Terzo Premio (o Premio della giuria popolare... vedi sotto):
Possibilità di giocare il proprio racconto all'interno di una partita dimostrativa di Elish (durante Lucca Comics & Games)

Premio della giuria popolare su Facebook
Verranno scelti fino a 10 racconti che verranno pubblicati sulla pagina ufficiale di ELISH su Facebook. Il racconto che riceverà più consensi avrà diritto al premio.


Importante.

Elish è un gioco di narrazione creato e autoprodotto da un gruppo di sperimentatori e appassionati di giochi. Esiste da ormai più di 15 anni e ogni sua pubblicazione, come ogni evento creato e gestito, è senza fini di lucro. Negli anni abbiamo stampato diversi manuali di gioco, un romanzo, un romanzo illustrato e varie fanzine.
Dunque a prescindere dal vincitore, i racconti ritenuti meritevoli, previa autorizzazione degli autori, potrebbero essere inseriti nelle prossime pubblicazioni di Elish.
Il Gruppo Elish si prende la responsabilità di non divulgare le informazioni personali dei partecipanti, di non divulgare il materiale inviato entro il 15 ottobre e che per le problematiche legate alle modalità di invio, di partecipazione o di voto, ha l'ultima parola.
Il partecipante ha diritto a ritirarsi sempre in qualsiasi momento, avendo conoscenza che inviando il materiale accetta che esso venga letto dalla giuria e che dopo il 15 ottobre venga pubblicato sulla pagina ufficiale Facebook di ELISH per partecipare alla votazione online.
Essendo questa un'iniziativa di stampo ludico, il Gruppo Elish non si assume responsabilità legali di alcun genere.

Per qualsiasi informazione inviare un'email a info@elish.it

martedì 2 agosto 2011

Tre racconti

E' decisamente un bel po' che non scrivo, e da tempo i post su questo mio pensatoio online si vanno diradando...
Un po' la colpa è di facebook, diciamocelo, ma in fondo è un buon segno.
Segno che sono stato pieno di cose da fare!

Ieri sera scadeva la Sfida di Rill.
Quest'anno, si poteva partecipare massimo con tre racconti, e gli elementi erano piuttosto tosti. [Per chi non lo sapesse, la Sfida consiste nello scrivere uno o più racconti fantastici usando almeno tre elementi da un set di cinque proposti dall'organizzazione. All'inizio, quando ancora non partecipavo, era diverso; "S.F.I.D.A." - che sarebbe la corretta dicitura - stava per "Sei Fantapersonaggi In Cerca D'Autore"]
Per uno come me, che si è sempre vantato di poter inventare una storia a partire da tre parole - un tempo la cosa mi veniva molto più facile (chissà, magari ora pretendo troppo da me stesso ^_-) - è stato un po' uno scorno fissare quegli elementi e non avere subito un'impressione, un filo, una storia, un racconto.
Molto è stato dato dalla novità a proposito del personaggio.
[Sempre per chi non lo sapesse, gli elementi sono sempre un personaggio, un luogo, un oggetto, una parola e una citazione da usare para para, senza poterla modificare]
Questo perché quest'anno il personaggio - di solito una categoria, tipo "un capitano", "un mago", eccetera - era un personaggio storico reale.
Giovanni Segantini, pittore italiano di fine ottocento, che ebbe una vita (e una morte) che, effettivamente, qualche spunto lo può anche dare. Ma che, per un racconto fantastico sui generis, è una bella rogna. Un vincolo reale.
Provatevi a scrivere un racconto fantasy con un pittore italiano del XIX secolo.
...Kruug il barbaro sollevò la spada, e Segantini lo dipinse.
^_^
Certo, può essere divertente, ma qualsiasi fantasy sarebbe giocoforza mischiato ad altri mondi. Di cui uno reale: leggendo le postille agli elementi, su questo era ben scritto che doveva essere proprio lui, non un suo alter-ego in un mondo medievale.
Poi è chiaro, se ne possono scegliere tre su cinque, quindi ignorare questo tranquillamente.
...ma visto che sono un megalomane perfezionista di merda che ogni volta prova a metterceli tutti e cinque, è stato frustrante! ^_^

Ad ogni modo, una novità c'era anche per la parola, che gli altri anni era sempre stato un termine inventato: quando mi pubblicarono Il segreto di Hervé De Ponsac, la parola Abofe aveva la sua bella parte centrale! ^_^
Quest'anno invece la parola era "patriarca", che è certamente molto suggestiva, ricca di spunti - uno dei quali ha generato uno dei miei racconti, in combo con altri due - ma, essendo reale, spinge un po' meno la fantasia.
Voglio dire, quando lessi abofe, all'epoca, mi chiesi subito cosa cavolo potesse voler dire! Con la differenza che ero io a doverle donare un significato adatto!

Gli altri tre elementi, a dire il vero, erano un po' più poverelli.
Intendo, il luogo si salvava, in parte: la Casa delle Bambole. Anche questo suggestivo - specie se si tratta di un luogo, non di un oggetto! - eppure assai meno evocativo di locuzioni quali "il deserto, quando c'era il mare". E, se vogliamo dirla tutta, decisamente indicante un genere gotico, all'interno dei generi del fantastico. Almeno per me!
L'oggetto, una capsula. Sì, fantascienza, il lem, i moduli lunari, le capsule di salvataggio delle astronavi; ma anche le capsule odontoiatriche, le capsule farmaceutiche, eccetera. Questo mi è sembrato decisamente l'elemento più povero di tutti, quasi banale. Almeno, finché non mi è venuta in mente un'altra declinazione mentre parlavo con Luca, alla serata mensile delle Renne. Ovvero venerdì scorso.
Tornato a casa, mi sono buttato sul computer e ho combattuto sui tasti fino a notte fonda, per tirarne fuori il primo racconto compiuto dei tre.
Beh, sarebbe stato il secondo, se non fosse che la Sfida ha il limite di 21600 battute spazi compresi, e alla terza volta che ci rimettevo mano, riscrivendo di sana pianta mezze pagine per ridurlo di dimensioni, ancora non ero riuscito a domarlo sotto quel limite.
Infine, la citazione.
Dire che è famosa è poco: è di Osho, ed è "ci sono molti insegnanti, ma pochi maestri".
Ora, dico, è un concorso di scrittura fantastica, avete perso voi la fantasia?
Oppure è un modo per metterci in brutale difficoltà per vedere chi davvero cava il sugo dalle rape?
L'anno prossimo datemi una citazione di Buzzati, o una dalla saga di Conan! O persino il celeberrimo "Un anello per domarli, un anello per ghermirli e nel buio incatenarli"!
Provatevi a metterla in un racconto di fantascienza, e vediamo! ^^

Ad ogni modo, domenica 31 ho cincischiato fino a tardi prima di mettermi a brutalizzare il racconto oversize, trionfando verso le due e quaranta di notte.
Ovviamente, tenendo conto che il giorno dopo - come tutta questa settimana - non solo lavoro, ma non c'è la collega e c'è da predisporre tutto alla chiusura estiva dell'ufficio! ^_-
Ieri, pensando scioccamente di poter scribacchiare qualcosa a lavoro - è stata una vera giornata campale, un delirio!!! - mi sono messo davanti al pc verso le 19.
Mi rodeva che il terzo racconto fosse rimasto a un paio di paragrafi e nulla più. Mi rodeva perché sentivo che sotto l'idea era buona, sfruttava delle belle potenzialità, e m'ero anche fatto un discreto mazzo per la ricerca. E in questo il buon Luca - che quest'anno è stato il mio "polo di lettura" al posto del buon Digia (ma la colpa è anche mia che mi son ridotto all'ultimo) - sembrava darmi ragione visto che protestava per la mancanza di quello che gli avevo accennato a voce, e gli era assai piaciuto.
E allora giù, all'opera, con un occhio alla tastiera ed uno all'orologio.

All'inizio non veniva. Niente.
Proprio non avevo voglia di cominciare. Continuavo a chiedermi cosa volevo dire: quali immagini m'erano piaciute da aver voglia di scriverle. E mi sono accorto che non ce le avevo!
Avevo l'idea di massima, avevo i fatti; mi mancava l'ispirazione, nel senso particolare di quel gusto che hai nello scrivere una bella scena. Nel passare non solo un'atmosfera, un'azione, ma una sensazione... nel suggerire sulla pagina quali eventi accadranno o sono accaduti al di fuori del racconto.
E quando me ne sono reso conto, la scena che volevo raccontare era là.
Ho preso a scrivere come una furia, di getto, partendo da praticamente un quarto del racconto. Il blocco era unico, in effetti, da lì fino alla fine: e più scrivevo, più i personaggi uscivano, più dovevo limare qualche battuta, qualche descrizione - direttamente in scrittura, perché il tempo della revisione temevo (a ragione) che non sarebbe stato disponibile.
Ogni tanto veniva un blocco: cosa cavolo ha dipinto Segantini, quell'anno? Dov'è che viveva? In che anno è morto? Cose così (non sono proprio queste quelle vere, non voglio che questo post, se lo legge la giuria, sputtani qual'è il mio racconto ^_-). E allora cerca di volare su internet, di aprire i files-moloch salvati sul mio pc.
E daje con Word che crasha, recupera il lavoro e riavvia Word, che è stato il liet-motiv della serata. -_-
Combattendo col pc, con internet, ripetendomi mentalmente le frasi che stavo per scrivere mentre aspettavo il ripristino del programma, e sempre di più in una montante corsa contro il tempo (le undici e cinquantasette, cinquantotto, cinquantanove...) allo scoccare della mezzanotte ero finalmente riuscito ad allegare il file e premevo "Invia".
Sono crollato sullo schienale, soddisfatto, compiacendomi del risultato e del mio sforzo.

Sette minuti dopo mi sono accorto che avevo spedito il file senza le correzioni.
Otto minuti dopo mi sono reso conto di non aver cenato.

Buona vita a tutti!


GrimFang

domenica 19 giugno 2011

E anche questa è andata!

Scrivo queste due righe giusto per farvi sapere che, con stasera, le repliche dello spettacolo "Mercanti si nasce" - un incrocio tra il Mercante di Venezia e i canovacci della Commedia Dell'Arte - in cui mi pregio di fare Arlecchino, per quel che riguarda Roma sono concluse.

Stanco, ma gioiosamente soddisfatto - specie per i molteplici complimenti da parte di tante procaci pulzelle - mi preparo per Ludika 1243, da lunedì a Viterbo (quivi il programma, ivi un'intervista all'organizzatrice).
Con questo stesso spettacolo saremo lì in scena la notte del 26.
E chi non viene o sta in Cina o sta altrove o è un puzzone!
^_^

Buona vita,


GrimFang

venerdì 27 maggio 2011

E' giusto, è molto tempo che non scrivo, col risultato che le cose importanti si accumulano, poi si scoprono non così importanti o comunque si sovrappongono e poi, beh, insomma, ecco uno non sa che scrivere. ^_^

Così, vi dico subito le cose che non vanno: papà non sta molto bene, e fa avanti e indietro dall'ospedale da circa un mese.
Vuoi per una bronchite-polmonite-chissà che cosa che s'è preso eoni fa da Luchino (il nipote più piccolo), vuoi, come adesso, perché un giorno ha cominciato a biascicare e a non riuscire a muoversi. E quindi sono un paio di giorni che sta alla Stroke Unit al Gemelli.
Che poi, queste notizie - ah, me cattivo figliuolo - ti arrivano sempre nelle forme peggiori.
La prima me l'ha scritta direttamente papà via email con un "Sono arrivati i risultati delle lastre, tieniti forte" seguito da quasi una riga di definizione tecnica di quello che c'era. Adesso via telefono da mio fratello che ha parlato di ricovero in seguito a un ictus.
Tutto generalmente seguito da telefonate che ridimensionano un po' l'accaduto - tipo che ho chiamato papà dopo le lastre e mi ha detto che non era poi così grave, spiegandomi il significato di quella riga di termini medici e chiarendo che la cosa più preoccupante non era ai polmoni, ma all'intestino, fastidioso assai alla sua età.
Per quest'altra a dire il vero, è stata la telefonata di oggi a ridarmi un po' di buonumore, perché in quella di ieri l'ho sentito preoccupato. E mio papà preoccupato per la sua salute - lui che è medico - non l'ho sentito mai. Invece oggi quasi se la rideva quando mi raccontava di come mia mamma abbia domandato all'infermiera se lo avrebbero dimesso sabato e quella le rispondeva "Della settimana prossima?".
Comunque, è sotto osservazione, in un buon ospedale. Bene così.

Ma devo giocoforza prepararmi.
Classe 1934, non è eterno.
E, beh, l'unica cosa che si può dire è che quando ci penso seriamente, prende a male. Molto male.

E quindi non ci penso.
Scellerato? Ingrato? Degenere? No, fondamentalmente vigliacco, credo.
Ho l'istinto di dire a mio padre quanto cavolo gli voglia bene, e il terrore di avvicinarmi alla morte, anche solo col pensiero. Anzi, la repulsione. Istinto disperato alla vita, direi.
Di cose per cui buttarmi giù ne ho avute fin troppe.
Ad ogni modo, amici miei che mi leggete, rispolverate i cucchiaini. Perché quando accadrà, ho la vaga impressione che mi comporterò quasi da disturbo bipolare - lunatico come un gatto, irrequieto e schizofrenico, privo di pace.
E per riassestare il timone sulla rotta ce ne vorrà di lotta col temporale.

Ma non sarà quest'anno.
Spero, lo spero forte. Perché questo è il mio anno, l'anno delle mie fatiche e delle mie vittorie. Lo sento, l'ho deciso, è così.
Perché da tre settimane è cominciato il percorso di teatro su "La tempesta", di Guglielmo Scuotilancia. Sempre nell'ambiente protetto del Teatro Ygramul e per la regia di Vania, ma con cinque compagni su sei nuovi, mai visti né conosciuti.
Beh, Vito abbiamo scoperto che è amico di Valentina, per cui un giorno gli ho firmato a buffo il visto d'uscita a lavoro, da me, perché la era venuta a trovare (ma quant'è minuscolo il mondo!), e Alessio, beh, Alessio sono anni che facciamo laboratori assieme o paralleli. Mi ci sono fatto anche una pessima notte in tenda.
Ma le altre quattro...
Eh, sì, sono tutte donne, e una anche assai carina.
Piatta, quasi la retromarcia, ma carina.
Mentre quella con cui sentivo maggiore diffidenza, valutazione, rivalità, snobismo, o che so io, qualcosa di queste quattro immagino, s'è rivelata assai più alla mano di quanto pensavo. E credo di aver intuito, sotto una maglietta sudata in pieno allenamento di gruppo, che ha dei capezzoli enormi.
Suvvia, signorine, non scandalizzatevi: l'ho detto, istinto alla vita.
...ma non voglio darmi obbiettivi, specie sull'accoppiamento.

Allenamento, dicevo...
Per darvi l'idea della cosa, in cinque anni di laboratorio teatrale non mi sono mai fatto il mazzo in un singolo incontro come in questi qui. Se si toglie il primo incontro che abbiamo praticamente fatto a tavolino per conoscerci, non sono MAI tornato a casa ILLESO.
L'altra volta era la caviglia - che poi ho scoperto che invece era la gamba, vabbè - che in un esercizio ho mosso in maniera un po' troppo "vivace" e ha deciso di farmi sapere che si sentiva incomodata. Ma l'ho presa bene: in fondo l'esercizio consisteva nel muovere fronte, gomiti, ginocchia e, appunto, caviglie come se fossero dotate di propria volontà e volessero semplicemente schizzare via da noi.
Poi, Vania lo ha declinato in maniera specifica per ogni ruolo. Il mio, guarda un po', era quello in cui le parti volevano scappar via di brutto. ^_^
Beh, una volta a letto ho capito che non era la caviglia a non farmi dormire, ma che la caviglia risentiva del fatto che da lei in su, fino al ginocchio, non avevo muscoli, ma un ciocco di legno. Mezz'ora di massaggi per scioglierla prima di riuscire a dormire. -_-
Stavolta invece, due ore di capriole avanti e indietro sulla mia noce del collo - in salita e in discesa, quasi lo scordavo - più altre simpatiche pratiche quali il trapezio, la capriola lenta partendo da mezzo metro d'altezza fino a terra (all'indietro, ovviamente) e la ruota a due in coppia con Alessio (e chi conosce Alessio immagina di cosa parlo) mi hanno fornito:
- numero uno di collo bloccato
- numero due di spalle bloccate
- numero uno di fastidiosissima spellatura al polso, o ferita poco profonda, ma in un punto in cui tutti i cerotti si staccano o si sollevano dalla carne (rendendo inutile la loro natura di cerotti)
- varie ed eventuali, che accuserò domani mattina, cercando di andare a lavoro.

Nel frattempo, la sceneggiatura versione 4.infinito è pronta e in mano al produttore. Quale, non lo so: mi sono perso nei meandri di chi era intrigato/coinvolto/interessato. Suppongo sia in quelle di Guglielmo, che io mi sono ostinato per mesi a chiamare Angelo.
Forse perché mi veniva in mente Angelo Guglielmi, quello della RAI.
Mah.
Comunque, Marco (il regista) dovrebbe essere partito per una quarantina di giorni, su un cargo battente bandiera liberiana. Scherzo, sta facendo il cammino di Santiago.
Il che è un bene, perché ha smesso di chiamarmi tutti i giorni - il che mi ricordava che a) non ho una fidanzata, ed è molto triste che sia un amico a farne le veci (e neanche il mio tipo!) e b) se avessi una simile fidanzata l'avrei mollata.
Quindi posso con totale tranquillità ripensare alla nuova versione che ho fatto e... farmi assalire dai dubbi di aver fatto una cagata. Di aver rovinato quanto di buono c'era prima. Di essere un fallito. Di avere bisogno di bere una birra. Possibilmente in un pub. Possibilmente vicino a una donna, che mi chieda
"Perché bevi?"
Ed io
"Per dimenticare."
E lei
"Che cosa?"
Ed io
"Che bevo."
Ah ah ah!
Bella. Vecchia, ma sempre gustosa.
Il che si applica anche a un certo quantitativo di donne, sto notando.
O forse è astinenza.

In più, è uscito il bando di Sfida, già da un po'. [Ostia Peppa, sono citato su Wikipedia! 0_o]
Ho i cinque elementi - difficilini 'sta botta - e un paio di idee, ma non scrivo.
Prima, era anche perché la sceneggiatura, diciamolo, mi ha un po' succhiato la vita. La vita e le energie. E la creatività. C'è stato un momento in cui pensavo che non avrei più avuto un'idea. Poi mi sono accorto che quella era un'idea, e ci ho ripensato.
Geniale.
Il fatto è che la creatività mi è richiesta su più fronti, tipo i giochi di ruolo - ho il gruppo in astinenza, che si droga (come me) a forza di puntate di "Game of Thrones" - o le sceneggiature per fumetti che mio fratello vorrebbe realizzassi per un suo progetto per provare a far soldi nella vita. E visto che potrebbe aiutarlo ad uscire dall'alibi che si è autocostruito - cioè quello di non essere capace a fare un cazzo - e non è nemmeno un'idea del tutto imbecille - come quella di aprire una partita Iva per mettersi a fare e vendere acquari - mi piacerebbe dargli una mano.
Ma senza impegno.
Beh, senza troppo impegno. Non posso e non voglio chiudermi per altri mesi su una sceneggiatura, almeno non prima che questa sia definitivamente finita e in lavorazione: ha la priorità.
E poi, è che proprio non mi piacciono gli impegni.
Non li rispetto. Non rispetto le scadenze, c'è qualcosa di implicito che mi fa rodere il culo, e non c'è verso, non li mando giù. Non so se è perché la gente si aspetta qualcosa da te, e resta delusa se non la fai, e non vuoi che la gente sia delusa da te... e quindi è meglio non fare un cazzo e non prendere impegni.
Ma se non è questo siamo lì.
Lì, in fondo a destra.
Saluta.
"Ciao, Rat-Man!"
[se non l'avete ancora letto, l'ultimo numero - terzo di una quadrilogia - è SPETTACOLARE]

Responsabilità.
Sono come le bollette, quando arrivano ti rode sempre il sedere (culo l'avevo già detto) (alla prossima, deretano) (accidenti, così l'ho già usato).
Ho passato la vita a scansarle.

E invece adesso, voilà! Mi ci butto a piene mani.
C'è quasta cosa da fare, ci sei? No!
Ah ah ah!!! E' che non mi resta più troppo tempo!
Già il lavoro in ufficio mi stramazza, come certe signorine che ci girano ogni tanto, che ci sono giorni che voglio solo tornare a casa e mettermi a letto... e a seconda dei casi non da solo.
E a volte lo faccio! ...sempre da solo.
La pennica poimeridiana sta diventando un vizio. Operazione Recupero Forze Fisiche. ORFF. Suona bene.
[Eh? Eh? Col doppio senso! No, dico! Fuochi d'artificio, stasera!]
Ma è anche che, quando sto a casa, deovrrooei (esce cosi quando stai per scrivere devo, poi t'accorgi che è una cazzata perché finisce che non lo fai mai e quindi cerchi di correggere in dovrei) lavorare sui copioni, sui testi. Studiare, provare, scrivere e riscrivere.
E appuntare le idee geniali che ti vengono, tipo un corto in cui un tizio ascolta notizie terribili alla tv, e sembra interessato, ma non toccato affatto. Poi va in balcone, vede che è spuntata una rosa ed è terrorizzato, schifato, manco stesse guardando un omicidio; quindi rientra in casa raccoglie un bastone e colpisce il fiore selvaggiamente. Inspira a fondo, si calma e guarda la rosa maciullata. Solo allora si sorprende, addolcisce lo sguardo e mormora "Bellissima...".
Se non s'è capito ho approfittato proprio per appuntarmi l'idea. ^_^

E non da ultimo, ci sono una fracca di cose che aspettano da mesi di esser fatte.
Ad esempio, ho una svranga di foto da ritoccare di una festa di due anni fa. Ho promesso che l'avrei fatto in tempi brevi, figuratevi un po'. E un altro mare di foto da discernere e postare su Facebook. Persino Facebook lo trascuro da un po'. Non faccio nemmeno il giochino che mi piace tanto (quello delle isole coi tesori, non la fattoria) per rilassarmi.
Ecco, non mi rilasso.
Cioè, non molto.
M'ha sconocchiato bene il collega di Alessandro, quando sono andato all'inaugurazione del loro centro di fisoterapia - che se La tempesta continua così prima o poi un salto dovrò farcelo di nuovo - e credo sia l'ultima volta che mi sono in un certo senso coccolato.
Anche perché andare dal barbiere, vera fonte di coccole autorizzate per un uomo - ultimamente una certa ansia economica non me lo fa permettere. Eh, già, l'RC auto ha saputo costringermi a chiedere un mese di affitto ai miei... Dura, dura ammissione del fatto che da solo non riesco proprio bene a campare...
Ma speriamo che i miei sogni diventino tutti realtà.
Per ora volano alti.


GrimFang

venerdì 4 marzo 2011

Egidio e le pornostar

Restare colpevolmente indietro con i post sul blog ha il difettaccio infame di far accumulare notizie bomba.

Quella che ho ricevuto adesso, che mi galvanizza (nel senso elettrico del termine) e mi terrorizza al tempo stesso, però, è una di quelle notizie che richiede di sapere altre cose a monte, qualcosa tipo, ad esempio, sapere chi è Egidio.

Egidio ha calcato le scene del teatro.
Aveva un suo spettacolo, uno spettacolo che portava il suo nome, di cui era l'unico attore. Ora è finito a fare le pulizie in quello stesso teatro, l'unico modo che gli resta per calcare di nuovo la scena, con una scopa in mano, quando non c'è nessuno.
A spazzar via i resti della gloria degli altri, appena consumata. E nemmeno del tutto meritata.
Ma Egidio ha trovato un modo per diventare - a modo suo - di nuovo protagonista. Per avere la sua vendetta, e allo stesso tempo purgare i banalotti, gli stolti, gli spettacoli/spazzatura.
Per pulire più a fondo il teatro.
Lui disturba.
Si fa pagare per farlo: ha messo su la ditta Raffreddori, cui si rivolgono le comparse per essere certe di ottenere fragorosi colpi di tosse nei momenti topici dello spettacolo. Per vendicarsi della tirannia dei primi attori.
Ed Egidio è un maestro, che esegue alla perfezione.
Ma un giorno, qualcosa va storto...

Egidio sono io.
E' la mia parte.
La mia prima parte da protagonista in un corto che porta il mio nome, cioè, non il mio, quello di Egidio. E' un lavoro di un regista del secondo anno di regia, qui, alla scuola.
Le riprese sono durate quattro giorni - anche se avevo dato la disponibilità per tre: morale della favola, il quarto giorno ho rubato il tempo in ufficio, chiudendo a razzo per andarmi a vestire, truccarmi, girare, dismettere il tutto e ripiombare in videoteca.
E' stato bello. Ma devastante.
Ho scoperto ad esempio, che a forza di tossire viene da vomitare.
E che persino la tosse, se persistente, può essere contagiosa. Prima di alcuni ciak anche le comparse dietro di me tossivano: sarà perché l'ambiente ispirava il pensiero della polvere, e nel sentire la tosse brutale di un altro (me) il cervello manda gli input relativi, così, per cautelarsi...
E ho scoperto che c'è un certo modo di chiedere le cose a quelli della produzione: la richiesta timida di caramelle per la gola e succo di frutta non funziona. Quella un po' convinta e accompagnata da un colpo vero di tosse nemmeno. Quella un po' implorante, accompagnata da uno sguardo di supplica, beh, neanche. Quella minacciosa, leggermente velata d'incazzatura, ti consente di ottenere delle mentine.
Quella "ti prendo da parte, ti guardo negli occhi, col tono di voce ti faccio capire che mando a puttane tutto se non mi dai quello di cui ho bisogno ma senza dirti niente a riguardo in maniera diretta, e con la totale franchezza dell'insieme ti faccio capire che è un'esigenza reale e non un capriccio velleitario" ti fa ottenere le mentine di prima.
Però ti aiuta a far sì che nella testa di qualcuno aleggi qualcosa per la quale, andando a far la spesa per le provviste sul set gli venga quasi istintivo scegliere del succo di frutta pastoso, tipo alla pera, piuttosto che una bottiglietta d'acqua.
O forse è stata la tosse contagiosa. Mah.
^_^

Comunque sia, il corto è stato fatto, ed ora lo stanno montando.
Quelli che lo vedono mi fanno i complimenti, mentre il montatore - che a me comunque i complimenti li fa - è un po' scettico sull'ensemble. Ma ci sta. E' lì. Nel mio curriculum. ^_^
E poi il regista adesso ogni volta che mi vede s'illumina. Ed era uno che prima non mi si filava di pezza. =)P
Adesso attenderemo di vederlo in sala cinema...
...dove ho visto il corto che ha partecipato al RIFF, in cui facevo il minuscolo ruolo (ancora più minuscolo nel montato, giusto un flash) di un analista delle urine cui veniva versato in testa il contenuto delle sue analisi. Dopo averlo pestato, devastando il laboratorio. ^_^
Sì, a quanto pare se non mi menano o non mi fanno morire/soffrire non mi prendono in questi corti... =))PPP
Ad ogni modo, alla fine è carino. Si chiama "Hai in mano il tuo futuro".
Curiosità: il protagonista di questo corto è il regista di quell'altro!
...che mi abbia notato su quel set? ^_^
Peccato che nei titoli abbiano sbagliato il mio cognome, accomunandomi alla più famosa (ahimè) Patrizia.

Hey.
Ora che ci penso, avrò il mio nome su IMDb! 0__o'

Gh!

E quindi - restando sulla recitazione - adesso potrete forse capire di più la botta della telefonata di Vania, il mio regista.
Ho appena attaccato, con lui.
A teatro stanno facendo i provini per allargare la compagnia, quella vera, insomma, quella ufficiale. NON il gruppo Ygramul vero e proprio, ma una seconda pseudo compagine comunque professionista, e lui mi aveva chiesto di farlo sapere qui a scuola, perché cercano attori sì, ma anche scenografi e drammaturghi.
E insomma, io ho cominciato a darmi da fare, cercando di farlo sapere soprattutto a Eljana, la docente con cui mi trovo meglio e insomma non sto qui a farla lunga. Quindi, quando mi chiama Vania, suppongo che sia per questo.
E invece candido candido, papale papale, mi specifica che in realtà gli farebbe piacere se questo provino lo facessi io.
Da attore.
Per una cosuccia come "La tempesta" di un certo signor Shakespeare.
Nella messinscena di Vania, dove volano tavole di compensato in aria e si schiantano a terra a pochi centimetri di distanza dagli attori.
"La tempesta", che fu il lavoro di diploma di Vania all'Accademia.
"La tempesta", che fu il mio secondo lavoro pagato, perché feci una ricerca per Vania e mi pagò l'Accademia.
"La tempesta" che è, semplicemente, l'ossessione del mio regista.
-_-

Mi sto * in mano.
Sono terrorizzato all'estrema potenza; e ancor più perché dei sei attori richiesti, uno sarà Alessio che conosco, un'altro forse Federichino (e dio solo sa quanto ci stiamo pigliando poco a teatro sulla Commedia dell'Arte, che è scattata una sorta di competizione - da parte sua). Gli altri/e, nada. Chi sa chi sono.
Chi sa se sono bòne.
=)P (non ci posso far niente, son maschio e single!)

E qui, potrei parlarvi delle pornostar del titolo.
Il riferimento è stato il mio stato impostato su gmail per un po', quindi qualcuno già lo sa, e magari - come Maria - ha fatto la faccia schifata. ^_^
Ma mi è capitato, in maniera totalmente assurda perché - una volta tanto - stavo usando google per cercare un'immagine fantasy, d'imbattermi in un'immagine porno. "E grazie al cazzo" - già vi sento - "come se non capitasse mai!".
No, non è questo. Il fatto è che l'ho aperta - e fin qui tutto nella prassi - e mi sono trovato in una directory, non su una pagina web. E di files di immagini ce n'erano tanti, così ne ho aperto uno. Il primo.
E c'era il primo piano di questa pornostar con in mano, ben visibile...

...la sua patente.

Non sto scherzando.
La sua patente, e in un'altra foto la sua tessera sanitaria.

Forse non vi sono chiare le implicazioni.
Avevo davanti Leah Luv, e leggevo che in realtà si chiama XY, ed *abita* in WZ.
Con l'indirizzo.
In pratica, io potrei presentarmi in due posti in California, uno in Florida e uno nel Montana, suonare al campanello e dire salve [nome di pornostar] volevo dirti che c'è un buco grosso così... nella tua privacy.
I puntini di sospensione sono con dedica al Digia. ^_^
Quindi non solo un contatto, ma persino una scusa per conoscerle.
Poi, sul perché vorrei conoscere delle pornostar, sono cose che ben poche donne e assolutamente tutti i maschi capiscono. E non servirebbe parlarne qua.
In parte è qualcosa di affine a quello che proverebbe un sosia se gli dicessero "Vieni, che ti presento Elvis".

Ora, è rimasta fuori solo un'ultima cosa-bomba di tutte quelle che mi son successe in quest'ultimo periodo.
Ma in fondo, forse, quella merita un discorso a parte...
Buona vita,


GrimFang

lunedì 31 gennaio 2011

Prossimo Trofeo RiLL

E' arrivato il bando per il prossimo Trofeo RiLL.
Come sapete, la volta scorsa andavo per vincere tutto e non ho vinto un ciufolo.
Questo, oltre ad adombrarmi profondamente mentre mi aspergevo giocoforza in un'abluzione di umiltà, mi ha fatto riflettere sul prossimo Trofeo, cioè questo.
Qualcuno ha notato forse una minore spontaneità di scrittura: quando andai in finale con MiniMart, in fondo, l'avevo scritto di getto, con poche revisioni necessarie in seguito. E quello andò in finale proprio per la qualità della scrittura: ritmo, scorrevolezza...
Qualcun altro invece notava che invece mi hanno pubblicato (e per ben due volte) nel concorso collaterale, la SFIDA.

Traendo quindi lezione da questo bagno d'umiltà e dal fatto che - a parte il primo racconto - non sono mai andato in finale, ho deciso di provare a scriverne almeno uno per il Trofeo come se lo scrivessi per la SFIDA.
Cioè, coi vincoli.

Come sapete - o se non lo sapete ve lo dico adesso - SFIDA si basa su delle limitazioni imposte agli scrittori.
Vengono forniti cinque vincoli, cinque elementi di tipologie diverse, di cui lo scrittore deve fare uso. Non di tutti per forza, ma obbligatoriamente almeno tre.
Da qui, la sfida, appunto.
E a quanto pare, io a scrivere per SFIDA, coi vincoli, mi ci trovo bene. Sarà che mi vengono gli stimoli, le idee.
Le tipologie di vincoli, ormai classiche, sono le seguenti.

1. Una parola. Completamente inventata, priva di senso. A noi scrittori trasformarla - senza alterarla - in qualcosa che invece un senso, visibile o recondito, ce l'ha.

2. Un oggetto. Per lo più scelgono qualcosa di banale, di uso quotidiano, ma nulla vieta che forniscano qualcosa di più particolare. E' ovvio, però, che cercano di evitare cose come "l'acceleratore di particelle" perché trattandosi di racconto fantastico senza specifiche, questo costringerebbe per forza a racconti di fantascienza. A volte restano sul generico, tipo "qualcosa che serve a scavare".

3. Un luogo. Qualsiasi, dal piccolo al grande (l'uscio di casa come il continente), ma più generalmente si tratta di un'ambiente (il deserto, la foresta)... Evitando di orientare drasticamente la storia su di un genere (non la nave spaziale, per dire, ma la nave e basta).

4. Un personaggio. Cioè un'età, o una professione, o una descrizione generica... Un vecchio, un medico, una donna triste...

5. Una frase. Presa para para dal testo originale e immodificabile: nemmeno le virgole si possono spostare. A loro discrezione e abilità, ovviamente, scegliere una frase che ben si adatti e fornisca il "la" a tante variazioni.

Questi i cinque elementi.
Ed ora veniamo a noi: visto che ho deciso di scriverne uno in questo modo, non c'è molta sfida se gli elementi me li butto giù io. Pertanto chiamo voi, ciascuno di voi, a sceglierne uno e uno solo e a postarmelo come commento. Tipologia già scelta da qualcuno, tipologia bruciata. Solo cinque commenti, i primi cinque proposti per la tipologia mi daranno la chiave che devo/dovrei usare per scrivere questo racconto. Che farò leggere ai cinque commentatori appena finito.
Tutto questo, ovviamente, perché io non devo poter scegliere tra di voi! ^_-

MA, c'è un ma.
Non posso tenere tutte e cinque le categorie immutate. Questo perché, scrivendo non per SFIDA, ma per il Trofeo, non ha molto senso citare para para una frase di un libro forzandola nella storia. Allo stesso modo inventarsi una parola a buffo. Mentre lì è un elemento obbligatorio, e si capisce il come e il perché lo si usa, qui no!
Quindi gli elementi 1 e 5 devono cambiare.
Per la parola, basta indicarmi una parola reale, ma poco usata. Desueta, ma assolutamente legittima (quindi trovabile) in un vocabolario. Chiaro che la difficoltà sarà tutta nel significato del termine! ^_^
Per la frase, invece, ero più dubbioso... Pensavo a citare il titolo di un film, o uno scambio di battute, preso paro paro purché breve. In fondo, in un racconto si può ben omaggiare il cinema... Ma non mi ha convinto del tutto. Quindi per ora resto aperto alle vostre proposte, la migliore vince! ^_^
Per le altre tre cose non c'è problema.
Su, Ciancio alle Bande! Chi primo arriva, prima sceglie!
Buona vita,


GrimFang

venerdì 7 gennaio 2011

Quasi non ci credo...

Pazzesco.
Dopo un paio di giorni a dicembre e una settimana di chiusa...

Ho scritto la mia prima sceneggiatura.

Di un lungo.

0__o

Quasi non ci riesco a credere!!!
^___^

Se mai vedrete in sala un film che si chiama "SoloPerTe", saprete a chi attribuire la copla!
...ehm... colpa. ^_^
Buona vita!


GrimFang

lunedì 18 ottobre 2010

Nuvole e sole

Come qualcuno avrà già letto, nella finestrella in alto a destra, quest'anno NON sarò pubblicato sull'antologia di RiLL.

Ci sono rimasto male, molto male, perché da una parte consideravo i testi presentati di buon livello, e dall'altra - e soprattutto - fantasticavo sul "tre su tre" (tre partecipazioni, tre pubblicazioni di fila) e sulla doppia pubblicazione.
Già.
Cioè che addirittura me ne pubblicassero due!
Megalomane? Certo!
Ma immaginate il ceffone morale nello scoprire che non solo non me ne pubblicano nemmeno uno, ma ne pubblicano due ad un altro!!!
...è molto dura ingoiare che qualcuno scrive molto meglio di te. Ovviamente non parlo in generale, ma nell'ambito del concorso; tra gli esordienti sconosciuti, insomma.
Comunque, non sono stato a farmi il sangue amaro a lungo: ho accettato la sconfitta, beh, la disfatta, ho fatto spallucce ed ho tirato dritto.
C'è voluto poco a farmi tornare il sorriso, in fondo.

Infatti, Effimeri è finito.
Lunedì è andato in stampa, dopo nottate e nottate passate a correggere, revisionare, impaginare e scrivere - perché se non ci riduciamo all'ultimo non siamo noi.
Quindi, una cosa all'anno la pubblico! ^_-
E se non son soddisfazioni queste...
Chi lo vedrà, non saprà quanto sia venuto bene: dato lo sforzo, dato il poco tempo, dato il raffazzonamento del tutto avrà un'impressione sbagliata. Quella di un manuale fumoso, di difficile interpretazione, non chiaro, magari lacunoso.
E invece è personalizzabile, complesso ma - nei limiti del possibile - esplicativo, mutevole a seconda delle esigenze personali del narratore. E speriamo che faccia nascere tanta curiosità.
Come al solito, ci sono stati battibecchi, anche litigate, ma alla fine la mediazione fra gli istinti (e le concezioni) di tutti ha lasciato il solito miracolo, e nell'insieme sembra partorito da una, geniale, mente sola.

Cosa che non si può dire di un certo progetto che non approfondisco per scaramanzia, nel quale sono stato coinvolto prima di partire per Parigi, nel quale tante teste a lavorare non hanno saputo - a parte me e Gabriele - fondersi, scendere a compromessi, lottare fino alla morte per le proprie convinzioni, ma sempre disposti a lasciarle andare se messi in minoranza, e a lavorare su quelle altrui.
Grande scuola Elish, in questo. Non ne può esistere migliore.
I rospi ingoiati lì non si contano, eppure ogni volta, dopo aver fatto sbollire l'astio figlio della convinzione che la propria idea fosse perfetta, ero giocoforza costretto ad ammettere che tutto era bello comunque e non solo, forse migliore.
E, faccio notare, cercare di controbbattere l'opinione di Vania è tutto dire.
[per chi non lo dovesse conoscere, è un uomo che ha il carisma a mille]
Invece, su questo progetto ci lavora anche un sordo-cieco-mulo che è convinto che la sua idea sia la sola, ed è mostruosamente vincolato alle regole: niente invenzione, niente rielaborazione che esca dagli schemi. Ha letto che si fa così, e così si fa.
...viene voglia di strozzarlo.
E meno male che fin dall'inizio ho esordito con "[nome importante e d'effetto] diceva che se in un progetto del genere non ci si dà almeno una volta dello stronzo [l'un l'altro], non si sta lavorando bene".
Almeno, un bello "Stronzo" sonoro gliel'ho potuto dare!!! ^__^

Infine, il teatro.
Sono ricominciati i laboratori di Ygramul, in versione rinnovata.
Rinnovata perché i tre gruppi laboratoriali sono stati riorganizzati: non più un gruppo grande, uno medio e uno quasi inesistente, ora tutti dello stesso numero di persone. Questo vuol dire che qualcuno, dal nostro che era il più grande, se n'è dovuto andare.
Lalla e Valentina hanno lasciato. Proprio lasciato il teatro, niente più laboratorio. Anche Katia credo abbia lasciato. Gabriele ha deciso di darsi invece alla regia, e tiene un suo laboratorio (Gullyver) il mercoledì.
Alessio s'è fatto due conti sul numero di femmine fra noi e LE Yogurt, ed ha fatto le valigie.
Elisabetta è finita ai Saltymbanco.
Anche perché i tre gruppi sono divisi anche in termini di "professionalità" che in realtà è questione di anni d'esperienza nel portare spettacoli in giro e di disponibilità a comportarsi come una vera compagnia per tutto l'anno. Per la serie fai le valigie e il giorno dopo sei a Ferrara con uno spettacolo.
Quindi i Ludyka hanno la palma della priorità: noi siamo quelli più "bravi" (navigati) e quindi da noi ci si aspetta molto di più.
ERGO ci si fa anche un gigantesco mazzo, quest'anno.
Saltymbanco e Yogurt a seguire.
E poi, ultimo cambiamento rispetto agli altri anni, ma è un cambiamento che riguarda soprattutto gli altri laboratori, si lavora tutti sulla Commedia dell'Arte. A canovaccio.

Quest'anno a Ygramul comincia la vera e propria Scuola di EsoTeatro, a pagamento.
Con corsi, lezioni, docenti. Una cosa seria, insomma.
E Vania ha deciso di lavorare con noi sul percorso della Commedia dell'Arte, per mettere in gioco una vera e propria compagnia che possa vendere spettacoli, girare l'Italia, far conoscere noi, lui e il suo teatro.
All'inizio sarà mostruosamente ostica e dura, ma in fondo, ce la si può sempre fare. No?
Io ero a Parigi quando mi è stato assegnato il ruolo in contumacia.
Vania l'ha detto, e il resto della compagnia (Momar, Massimo, Serenella, Chiaretta, Federichino, Federicone, Bober e Grazia, una nuova) ha sbiancato. Momar ha mormorato
"Cinque minuti e ce lo giochiamo..."
E sono talmente d'accordo con lui che lo prenderei come epitaffio.
Mi tocca fare il più ipercinetico, mai fermo, agile, scattante, scomodo, plastico, nervoso, furetto, frizzante, astuto, coglionato, schizofrenico, diabolico, malizioso, stupito, innocente, ingenuo, smaliziato, scaltro, saltellante, prim'attore, egocentrico, e quant'altro personaggio della Commedia!

Me tocca fà Arlecchino.


GrimFang

lunedì 11 ottobre 2010

DiSfida

Sono usciti i risultati: purtroppo quest'anno bocca asciutta.

Né il Trofeo RiLL (che da quando son finito in finale - senza vincere, senza pubblicazione - con MiniMart non riesco più nemmeno a farmi notare), né, ahimé, la S.F.I.D.A. mi hanno dato soddisfazioni.
E tanto più amara la sconfitta quanto più ero convinto dei miei testi.
E ancora più tanto amara e triste quanto più sognavo di vederne un giorno pubblicati addirittura due insieme, ed è capitato ad un altro!!!

Buh.
Mestizia, mestizia, mestizia...
-__-


GrimFang

giovedì 2 settembre 2010

Calendari

E' un po' che ci pensavo.
Intendo, di postarvi qui un esempio di quegli scritti - trattasi di email - che tanto dividono i miei colleghi fra fan del sottoscritto e gente che comincia ad evitarmi nei corridoi.
Perché?

Dovete sapere che, fra le mie tante incombenze, c'è anche quella di compilare i calendari.
Calendario, è l'abbreviazione per "calendario delle lavorazioni" ovverosia la costruzione ad incastro dei riversamenti da pellicola a supporto digitale o comunque audiovideo; in pratica, creare la working agenda per il settore detto telecinema.
Cercando di esplicare il tutto in due parole, l'affare consiste di questo:

1) n uffici mandano a noi le loro richieste di lavorazione per i più svariati motivi - impegni istituzionali, proiezioni, prestiti, scambi nazionali e internazionali, esigenze di preservazione e controllo, favori ad amici, eccetera - alle quali aggiungiamo le nostre - richieste di visione, copie interne, sostituzione materiali fallati, eccetera;
2) io trascrivo tutto su di un file word, ordinandole per data della richiesta e spostando in avanti le priorità - cioè quelle con una scadenza più vicina o con altri motivi di urgenza;
3) vado a spulciare nella banca dati pellicole la consistenza dei film - questo perché nessuno mi dice mai quanti rulli sono, nonostante io pietisca da secoli per avere le richieste complete di tutte le informazioni;
4) trascrivo accanto a ogni titolo il numero di rulli di cui consta, e mi faccio un secondo mazzo a riordinare il tutto in base a quanto è umanamente fattibile in una giornata - circa 11 rulli da 600 metri - e cercando di far conciliare la provenienza delle stesse, che possono venire dall'Archivio o dal Magazzino (la cosa migliore è equilibrare: una da qui e una da lì, ma l'Archivio ne contiene 10 volte tante, quindi quasi tutte vengono da lì);
5) ricontrollo di aver rispettato al meglio l'ordine di priorità e importanza delle lavorazioni, di aver equilibrato al meglio il tutto di modo che nessuno si debba lamentare, poi scrivo una di queste mie famigerate email, ci allego il file col calendario e la invio praticamente a mezzo edificio;
6) premendo il tasto "invia/ricevi" la mia mail col calendario parte, e ne arriva un'altra - immancabilmente - contenente una richiesta urgente più urgente delle altre, che fa saltare il calendario testé inviato.
^_^

Così, ne ho scelta una significativa.
Era l'epoca del vulcano islandese, e per la migliore comprensione del tutto vi dico che: Tonino è il tecnico del telecinema; Ivrea è la nostra sede dedicata al cinema d'impresa (che spesso ci manda vecchie pellicole da telecinemare); in giallo sono indicate le lavorazioni che hanno bisogno di particolari aggiuntivi; l'AAMOD è un committente che ci paga per i lavori di telecinema dei suoi materiali; la Sala Trevi è il nostro cinema (dipende proprio da noi); che Toffee è un diminutivo per il mio ex capo; Corona è il nome di un fondo di pellicole contese fra noi e Bologna; Pasquale è stato il mio mentore quando sono entrato a lavorare qui.
So...
Hope you enjoy it! ^^


Carissimi tutti, eccoci di nuovo qui per l'immancabile, imprescindibile, imprevedibile appuntamento con il calendario del telecinema!
Piccole rivoluzioni d'ottobre... come dite? Siamo ad aprile? Beh, anche l'originale rivoluzione d'ottobre era a novembre, quindi che volete, portiamo solo un lieve ritardo... colpa della nuvola di silicio del vulcano partenopeo Eyjafjallajkullallà, gemello del suo quasi omonimo islandese.
Dicevo, parziale riammodernamento dei locali del calendario, dove si sono spostati un sacco di mobili perché l'armadietto di Ivrea si è rivelato un cicinino più ingombrante: si pensava fosse un triremi, è spuntato fuori il Titanic... Quindi, scheletri di marinai a bordo, il buon Tonino ha dovuto spazzare il ponte, la coffa e la coperta, e invece dei due giorni previsti ci ha messo una settimana. Del resto, se la pellicola continua a saltare, sgusciare, slittare, spizzare, rilanciare, vedo, buio, chip uno che deve fare? Armarsi di santa pazienza a 16 o 35 millimetri e procedere chiane chiane, o pang'ono pang'ono come dicono in Malawi. E pang'ono pang'ono Tonino ha praticamente fatto tutto, AAMOD compresi (o imminenti).
Imminentemente! Su Rieduchéscional Channel!
Dopopòddimenocché, ci sono le urgenze già urgenti dei riversamenti per il Trevi, che sono stati compattati anche col ragionier Ugo, che attendeva un po' più in fondo, ma che per una volta nella vita è stato fatto passare avanti. Come quando era in fila per pagare le tasse.
Con loro, s'è infilata di straforo la new entry toffettiana della Città di Pavese, che è Torino, e che ci spiega perché Toffee lo voglia vedere (in realtà me l'avrebbe anche spiegato, ma il neurone in cui avevo archiviato il dato si è suicidato per la solitudine). Ora, questa città di Tortino oopps, Torino, che è anche la città di Pavese, ma mica solo la sua, eh, che ci abita pure Chiamparino, o il mio amico Daniele che è andato a fare il disegnatore, o il mio amico Lucio che anche lui è disegnatore, ma suona pure il jazz e lo swing manouche, e ha fatto la locandina di 7/8 di Stefano Landini che, ah già, ci vive pure lui... dicevo, la città di Tonino, che è Roma... ah, no... cioè... insomma, 'sto documentario fa parte o no dei Corona? No, perché ci siamo chiesti con Pasquale che alla 11 B ci sono pellicole che non sono inserite in banca dati e che... vabbè, ma quello è un futuro telecinema.
Tornando a noi, la suora assassina continua a ballare via dal telecinema, in un anno vissuto pericolosamente al Theatre Royal, ma finirà coi Sos Laribiancos, dimenticata a Regina Coeli. Quello che cambia invece è che Detto Mariano s'ammischia a Santi Invernizzi, creando nuovi orizzonti teologici per tutti e nuovi modi di declinare il verbo quando, ad esempio, ti dai un martello su un dito.
Al dodici maggio invece c'è un bel giallo svitato che al momento proprio non ricordo perché è così giallo, forse mal di fegato? Ad ogni modo, potrebbe essere un telecinema fantasma, ma non chiedetemi di connettere a quest'ora, che non vedo una fiesta e non ci vedo più dalla Opel.
Però so benissimo chi è la Elena che ci ha chiesto i telecinema delle cose di Ubaldo Maria, perché è una ragazza simpatica e molto carina che sta(va?) alla cineteca di Bologna. Tranquilli, è fidanzata.
Non con me.
Peccato.
Comunque, è per la sua tesi di dottorato, e siccome chiede materiali importanti pure per noi, forse ci si riesce a fare il telecinema anche di quel nitrato... eh?
Da lì in poi, tutto è in mano alla parola di Maria fino al 20, dove sono previsti due forse, in realtà, perché la richiesta era 'stramba' e stiamo aspettando i visti, i nulla osta, i beneplaciti, i lasciti che ci dicano (cosa che accadrà al 90%) "ntz!". E noi archivieremo la pratica senza colpo ferire.
Però, 'sto "Continente perduto" pare susciti di molto l'interesse dei ricercatori, internazionali e non, forse sarebbe il caso di dare un occhio per vedere se se ne può cavare qualcosa.
Il buon, ottimo, fantastico, e soprattutto (Valentina non me ne volere), romanista, Daniele ci ha già informato (uso il plurale maiestatis, che parlo di me) che il telecinema di questo titolo all'epoca non venne fatto perché la colonna è in magnetico. Poi, non so se si potrebbe passare la colonna in un modo, il video in un altro, e fare il mix alla foce del fiume invece che a monte. Sennò, sciacquiamo i panni in Arno e buonanotte.
E a proposito di buonanotte...
...zzzzzzzzzzzzzzzzzzz......
^_-

GrimFang

martedì 24 agosto 2010

Descrittura

E' uscito l'elenco dei racconti per SFIDA 2010. I miei ci sono tutti, ora stiamo a vedere.
Toccherà aspettare un bel po' per sapere qualcosa, ma tigna e pazienza sono preziose alleate.

Digia mi ha fatto come al solito da prezioso assistente, in qualità di monogruppo di lettura. ^^
E' importante, ed è un po' che me ne sono reso conto, che qualcuno legga quel che scrivi: perché da una parte ti conforta sulla bontà delle tue idee e ti conferma nell'entusiasmo della scrittura, dall'altra ti critica con occhio esterno e ti spinge ad asciugare, stringere, tagliare, risistemare, correggere, stravolgere, rivedere...
Tutte attività fondamentali per non finire con lo sprecare una buona idea. Il confronto - che non vuol dire adesione acritica all'opinione altrui, è necessario non solo nella fase ultima, quella della pubblicazione, dove gli aggiustamenti si concordano coi "correttori di bozze" (ormai specie aliena) o coi curatori del volume (leggasi "quelli di RiLL" visto che ho pubblicato solo con loro, finora). Il confronto è un bene durante la stessa stesura.
Certo, si tratta di cose diverse e con diverse modalità.
Posso confrontarmi su un'idea, o su un tema e ottenerne un'idea, come ho fatto con Gab che mi ha fornito un assist da schiacciata per uno dei racconti. Ma posso anche confrontarmi su di uno sviluppo di massima, su una prima stesura - come faccio con Digia - per poi rimettere mano quasi violentemente su tutto, com'è capitato a un altro racconto in cui, come ci siamo trovati a concordare, dicevo "troppo e troppo presto".
Comunque, il lavoro di trasformazione da uno spunto, un'intuizione, a un racconto, un testo compiuto, è - appunto - un lavorone. Un lavoraccio. Una sudata.
Combattere per restare nei 21.600 caratteri imposti dal concorso non è tanto una limatura o uno stralcio corposo di lettere e spazi vuoti: è una riorganizzazione compatta dell'intero lavoro, è un passare al setaccio di un criterio estetico e sostanziale che, nelle prime stesure, cede sempre giocoforza il passo alla necessità espressiva, il voler dire tutto senza tralasciare niente. L'afflato compositivo.
Poi, il 90% delle volte, quando ci rimetti mano tagli. Tagli tutto. La maggior parte delle volte perché dire tutto è dire troppo. Perché invadi il sacrosanto spazio del lettore nel quale è lui a costruire, a farsi un'idea, a immagin-are. Perché certe sospensioni, certi non detti che portano a suspances, o a fuori campo, rimandano ad altro, creano giochi nel testo. Lo rendono più interessante e a volte più ricco.
Altre volte perché magari quando rileggi ti chiedi se hai mai preso la licenza media. ^_^
E poi, io ho questi due vizi, uno brutto brutto, l'altro scaramantico-estetizzante.
Il primo, è la malaugurata tendenza - che esplode soprattutto tramite stanchezza - a chiudere frasi (o anche all'interno della stessa) a esagerare la cadenza. In pratica, costruisco una messe di rime e assonanze interne che rendono le frasi digeribili come due piatti della mia famosa (o famigerata) pasta alla pesca. Che è dolce, buona, ma un quarto di piatto corrisponde a un vasetto di malta versato nello stomaco e ne imita la medesima leggerezza.
Leggere due periodi scritti in questo modo farebbe calare la palpebra a un caffeinomane insonne, e sottoporrebbe a ben dura prova l'intenzione di continuare.
Per cui, quando rileggo, è una lotta alla ricerca di sinonimi, di costruzioni alternative di frase, di giochi di anticipi e posticipi.
Il secondo, è che scrivo in Word.
E detesto quando l'accapo automatico fa sì che una riga si slarghi con chilometri di spazi vuoti mentre quella sotto è tutta compatta.
Lo so che poi il testo verrà formattato in altra maniera, reimpostato, reimpaginato. Ma quando lo leggo io, provo piacere a trovarlo omogeneo, compatto. Gradevole alla lettura, insomma. E allora anche lì lavoro di lima, cerco giri di parole, vedo se posso spostare una parola lunga prima. E...
...e ritengo, in maniera del tutto irrazionale, che questo mi porti anche fortuna.
Nel senso che il testo poi mi viene meglio. Più piacevole.
^_^

Quindi, così.
Scrivo per il piacere di scrivere, e di farmi leggere. E di vedere che sono apprezzabili le cose che faccio leggere. In mostruosa competizione, devo ammetterlo, con gli altri che partecipano a questi concorsi: non posso celare un pelo di veleno che mi rende acido lo stomaco ogni qual volta leggo nelle loro "righe di presentazione" la messe di premi che hanno già ottenuto! ^^
Ok, ok, perché non partecipo pure io ad altri concorsi dite voi... vero.
Resta il fatto che però è solo per quelle righe: quando leggo un racconto, uno scritto bene, non c'è mica competizione o invidia. C'è sincera ammirazione: "cazzo quanto scrive bene questo/a".
A volte smetto proprio di leggere oltre, e continuo a fare facce stupefatte mentre ripenso a quanto è trascorsa bene la lettura e vago per casa rimuginando su quanto testé letto e... pasturando in giro. Poi, dopo un po', riprendo.
Non ho il libro sottomano per dirvi chi mi ha così colpito. =)P

Nel frattempo, titillo l'idea di pubblicare una raccolta...
Buona vita!


GrimFang