L'artista mescola il sangue con la terra, per generare sempre nuova vita...

Sarà sicuramente potente, la vita. Piuttosto dolorosa, a mio avviso, a volte sorprendente, sicuramente intensa, vibrante, indubbiamente da vivere. Sempre e comunque.

Sara Tenaglia

Terra, Pioggia, Fuoco & Vento

Terra, Pioggia, Fuoco & Vento
Fire cup

martedì 2 ottobre 2012

Tu chiamale se vuoi... rimozioni

Oh shitty day
Oh shitty day
Oh shitty shitty day;
Oh shitty dayWhen Jesus walked
Oh when he walked
When Jesus walked
They took my car away!
Oh shitty day
Oh shitty day
Oh shitty day
Oh shitty day
When Jesus walked
Oh when he walked
When Jesus walked
And let them take it away!
Oh shitty day
Oh shitty day...
 
 
Ok.
Già è difficile.
Ma questa è veramente SFIGA.
 
Giorni fa, circa una settimana (beh no, di più, era il 14 settembre) sono andato dal barbiere per tirarmi a lucido per il matrimonio. Nell'attesa, leggo Il Messaggero e - toh - c'è un occhiello in prima pagina che parla del Capricorno. Curioso che sia in prima, mi dico, e vado a leggere.
Annunciava un culo strepitoso, nel periodo che andava dal mezzogiorno del 15 in avanti per tre giorni. Tre ricchi giorni di culo.
Quanto deve contare l'ascendente...
Ora, suppongo che per chi sta da un mese immerso nella merda fin sotto gli occhi riuscire ad alzare il mento e prendere boccate d'aria con la bocca per ben tre giorni possa in effetti essere definibile come 'un culo strepitoso'.
Ma a me non pareva - e riflettendoci non credo - di essere in una simile situazione. Allora.
Per cui non posso definire tre giorni di assoluta assenza sia di fortuna che di sfortuna come tre giorni di buona sorte.
Nemmeno in confronto ad adesso, che sono settimane che mi sento fiacco e malaticcio, sono spesso molto rincoglionito (tutti i sintomi del repentino cambio di clima, a parte i sintomi reali tipo la febbre), non concludo molto, trascino le mie giornate e mi sono ufficialmente reso conto di essere dislessico.
 
Ma, direte voi, questa per me è la solita routine.
Verdade.
Ci aggiungiamo sul pacchetto le piccole amarezze della vita - tutte riassumibili con il simbolo del freno a mano tirato - le ansie, le paure eccetera eccetera, la vicina di casa in depressione (ce la vogliamo mettere? E mettiamocela!), i nipoti in America, i miei che li vado a trovare poco... su, a lamentarci siamo tutti bravi.
 
Ma quando ieri sera sono andato a prendere la macchina e non ce l'ho trovata, allora è stato proprio brutto.
 
Brutto perché io ieri sera nemmeno ci volevo andare a laboratorio (di teatro - quest'anno portiamo in scena l'Ubu - tutte e tre quelle elencate).
Perché ero in linea con la precedente settimana, per cui la definizione a cui rispondevo maggiormente era 'scazzato'. me ne sarei rimasto tappato in casa, ad abbrutirmi al pc, a dire che sarei andato a letto presto senza poi farlo veramente... insomma, DOVEVO uscire. ^_^
Quindi, con il solito ritardo e scarsa buona volontà, mi sono preparato, sono uscito (ricordandomi le chiavi, miracolo!) e sono andato dove ricordavo di aver parcheggiato la mia macchina. E dove ho trovato un tizio che aveva appena parcheggiato la sua.
Lì dove avrebbe dovuto essere la mia.
 
Ora, dovete capire che sotto casa mia, il 90% delle volte il parcheggio lo trovi in due parole: "col cazzo".
E' una jungla, macchine messe di traverso con le portiere che sfiorano le cortecce degli alberi, che ti chiedi come hanno fatto a uscire dal finestrino visto che ci passa il palo del cartellone pubblicitario. Poi capisci che devono essere usciti dal portellone del portabagagli, ma poi noti che è stata tamponata anni fa, forse per un altro parcheggio un po' troppo in carreggiata, e che quindi non si può più aprire. Allora guardi dentro e infatti sono ancora là, che dormono in macchina piuttosto che rinunciare a quel posto.
Ecco, questo è cercare parcheggio dalle parti di casa mia.
 
Una settimana.
Io la macchina non la prendo sempre, ma l'avevo presa lunedì scorso quindi è una settimana.
La prima cosa che fai, in questi casi, è chiederti "Dove cazzo ho parcheggiato?", e di conseguenza "Aspetta, che cazzo facevo l'ultima volta che l'ho presa?".
Ricostruire visivamente dove l'hai parcheggiata, ricordare da dove venivi, con chi eri e quanti eravate e un fiorino. Sforzo immane per un decerebrato come il sottoscritto, specialmente in considerazione del fatto che ogni volta trovi posto in un punto diverso. E che l'estate fa malissimo a questo tipo di memoria - non tanto perché esci tutte le sere (non è stato così per me), ma perché incredibilmente il parcheggio lo trovi nello stesso punto! La memoria s'impigrisce.
Quindi, il primo istinto è quello dell' "allora non l'avevo messa qui".
Conseguenza: giro a piedi per il quartiere senza una meta, cercando di trovare la macchina parcheggiata nei posti in cui più o meno usualmente ti capita di lasciarla.
Ma se più cammini più ti convinci che invece era proprio lì dove ti sei diretto a colpo sicuro, ti passa prima o poi per la testa l'interrogativo "E se me l'hanno inculata?".
Nel mio caso, è un interrogativo che dura più o meno un paio di minuti, contando i secondi in cui ci pensi in tutto nell'arco dei dieci minuti della tua ricerca.
Opel Corsa immatricolata 1997, piena di graffi e di bozzi e senza uno specchietto = conclusione "macchiselancula".
Solo e soltanto in questo caso, cioè quando potresti mettere la mano sul fuoco che non hai subito un furto e - assai più inquietante e convincente - che non stai sul cazzo a nessuno del quartiere al punto che ti hanno preso la macchina per darle fuoco, solo allora (e dopo che il tuo coinquilino e amico s'è prestato a scarrozzarti in giro col motorino per facilitare la ricerca) ti viene in mente di verificare quell'idea pruriginosa che la razionalità ha sempre messo in conto, ma che te, Cavaliere di Sfiga, hai cercato di non considerare.
 
Ovvero che te l'abbiano rimossa.
 
Entro nel bar in chiusura a sette metri da dove l'avevo parcheggiata.
"Mi scusi, che per caso in questi giorni hanno rimosso un'auto qua all'angolo?"
"Che auto era?" [brutto stronzo, lo sai benissimo se l'hai vista portare via, mica capita tutti i giorni]
"Un Opel Corsa. Rossa." [ah, il colore è determinante, eh?]
"Sì."
 
In felpa leggera, sto comunque sudando.
Non so che fare, tornare a casa e restare lì, recuperare la macchina ora, usare quella che Gab mi sta offrendo per andare alle prove... e non ho cenato.
Troppe scelte proprio nel momento in cui non mi va di farne una.
Torno su a casa, telefono. Prima al numero per sapere che numero chiamare, poi al deposito.
Ok, la mia auto è lì.
Per riprendermela devo solo andare lì col documento, il libretto di circolazione (da prendere nel cruscotto) e 118 euro.
Alla fine, sempre sudando e sentendomi sempre più in una sgradevole situazione, decido che
a) è molto meglio prenderla adesso prima che la quota lieviti ancora e
b) non mi va di farmi frenare in questo modo (testardo) e voglio comunque andare alle prove, fosse solo per sedermi e ascoltare.
Quindi - grazie a Santa Margherita che mi offre l'appiglio di un passaggio - mi accingo al recupero.
 
Mentre andiamo a prendere la macchina, incrociamo Rosa che stava andando a cena da noi (e non lo sapevo, quindi se restavo a casa almeno stavo a cena con Gab, Marghe, Rosa e Ale), la quale mi percula sollevandomi un po' il morale, quindi ci muoviamo per far tappa alle poste e prelevare.
Salto giù dalla macchina e corro al postamat: ad accogliermi c'è uno schermo totalmente nero.
Dico: normalmente se mi dice sfiga lo stronzissimo postamat (perché gli capita spesso) ha la simpatica scritta "sportello momentaneamente non disponibile eccetera calcolatore centrale". O alle brutte il bastardo mi fa perdere tempo per inserire prima la tessera, codice e tutto, e poi dirmi "prelievo fuori servizio, vuoi continuare lo stesso?".
...
Ma, non so per quale folgorazione del cervello, mi viene in mente di provare comunque all'altro, che è interno. C'è ovviamente una maledettissima porta chiusa, e una plancetta laterale per aprirla inserendo la tessera.
Incurante della figura barbina che ci sto a fare, vi dico che almeno un paio di volte ci ho provato senza successo a inserire il mio bancoposta lì dentro per aprire la dannata porta, e ho fallito.
Ieri, chissà perché, ci sono riuscito: è che la fessura per la tessera non è affatto in orizzontale come sembrava, ma obliqua. La tessera va inserita infilandola inclinata di 45° verso l'alto.
Intuitivo, non c'è che dire.
Vabbé, la stramaledetta porta si apre, entro, una voce preregistrata dice qualcosa e sembra come se invece all'altoparlante ci sia veramente qualcuno per cui faccio ancora la figura del cretino guardandomi intorno e domandando "come?" ad alta voce. Meno male che dura un paio di secondi e basta. Vado al postamat, tessera, codice e...
"Prelievo non disponibile, vuoi continuare?"
 
Ci sono diversi indizi, nella vita, che tendono a dirti "Hey amico, guarda, oggi non è giornata".
Solo non pensavo arrivassero fin quasi a tatuartelo in fronte.
Mentre rivolgevo frasi mentali inappropriate alla sorella e alla mamma del postamat, mi dirigevo verso l'auto con Marghe, pensando di metter su una faccia funerea pronunciando sentenze 'abissali' tipo "non è giornata". Invece è finita che sono entrato ridendo e siamo andati alle poste più vicine.
Dove grazie al cielo non ci sono stati problemi.
 
Il resto, è stato piuttosto facile, per quanto possa essere facile sborsare un centone e passa per ricevere in cambio la propria macchina e un paio di multe.
Ah, le multe.
Ovviamente - la macchina me l'hanno prelevata il 26, quindi le multe sono una del 25 e l'altra del 26 stesso - le multe hanno preso sia la pioggia che il sole.
Un altro po' e sbottavo a ridere davanti all'impiegato del deposito, perché erano tutte completamente bianche oppure, visto che il conto corrente è in un involucro di plastica, completamente sbavate dalla pioggia.
Risultato?
Se voglio pagarle prima che arrivino a casa, con il ricarico aggiuntivo, devo andare di persona al VI gruppo di via di Torre Annunziata a chiedere
"Scusate, come vedete si sono completamente cancellate. Non è che me le ristampate così la prima ve la pago e la seconda provo a contestarla?"
Giusto, al deposito ho anche scoperto il perché della rimozione - da un tratto di strada dove tutti parcheggiano. Perché quella striscia bianca in terra per loro delimita un passaggio pedonale e non una zona di parcheggio. Avranno ragione loro, ma è del tutto identica a quella di un parcheggio libero, e sarebbe gratificante scoprire la differenza.
Ad ogni modo la cosa divertente è stato aprire il verbale di rimozione a casa. Ti elencano lo stato del veicolo prima della rimozione, affinché non sia ascrivibile a loro qualche danno pregresso (bella forza, posso prima prelevartela e poi riempire il verbale con tutti i danni che t'ho fatto).
Beh, se uno non vedesse la mia macchina e leggesse solo quella descrizione  domanderebbe se il prelievo è stato fatto da uno sfasciacarrozze. ^_^
 
Ad ogni modo, dopo aver salutato Santa Marghe e ripreso possesso del mio fedele veicolo (ricordandomi che oltretutto mi sarebbe servito oggi, giorno di sciopero), mi sono finalmente recato - digiuno - a laboratorio.
Prima di entrare ho avuto l'accortezza di spararmi un pezzo di bianca alla pizza al taglio vicina e di portarmene dei pezzi per dopo. Sono entrato comunque piuttosto nervoso, bloccato, negativo e desideroso (o quantomeno dubbioso) di non essere lì.
Il senso di nervosismo e di negatività non è sparito. Beh, affrontare l'Ubu significa discutere di parecchie cose, a cominciare dal come ti sta andando la tua vita. Discorsi su cosa stai facendo del tuo percorso, sulla tentazione di una libertà che forse non è poi così libera o quantomeno è distruttiva, sulla facilità di scelte giuste o sbagliate, di ritmi del tempo della vita, cose che sfuggono, che restano dietro... paure... freni a mano tirati.
Mangiare di corsa altri due pezzi di pizza nella pausa prima dell'esercizio fisico non è che abbia proprio fatto bene. E dopo aver festeggiato Alessio coi pasticcini e lo Zibibbo il mio stomaco non è stato nelle migliori condizioni.
Quindi alla fine mi sono dato più o meno di fretta e cavandomela con solo un paio di fitte durante il percorso ho finalmente fatto riparo a casa.
Dove, guarda un po', ho mangiato gli ultimi due pezzi di pizza ed è passato tutto.
 
 
GrimFang
 
PS: nello scrivere questo post sono tornato indietro 137 volte per invertire le leettre.

domenica 23 settembre 2012

-_-

Beh, wow, due su due.
Che dire, ci resto male: un altro anno in cui mi ero detto di aver partorito lavori quantomeno di buon livello, e invece resto a bocca asciutta.
Sicuramente, dopo la delusione della notizia errata di essere in finale al Trofeo RiLL (post precedente), sapere di essere fuori anche da SFIDA non è che sia proprio eccezionale. Specie dopo aver visto la lista dei 400 titoli che partecipano all'ultimo concorso di RiLL per quest'anno, lista che non lascia ben sperare per i miei quattro cavalli, per tre posti soli al photofinish.
Certo, dopo un poco passa, per tanti motivi.
A cominciare dal fatto che ho altri impegni: stasera ricomincio gli incontri per La tempesta, e la pseudo-decisione che se non mi sbrigo a finire il romanzo fantasy che sognicchio da anni rischia di restare tagliato fuori da un'ordine di pubblicazione che io stesso ho contribuito a sancire.
Quindi, eccomi già qui a pensare ad altro.
Come suggerisce Gab, anche se lui intende in un senso più pieno, ovvero mollare RiLL dalla posizione di mio unico referente. Effettivamente non si può dargli torto, ma per come sono fatto è sempre difficile buttarsi in qualcosa di nuovo.
Specie se ti tagliano le gambe alla confidenza in te stesso (ovviamente dovrò leggere i vincitori per giudicare da me se erano migliori) il che smorza non poco l'entusiasmo.
Vabbè, devo smetterla di cincischiare e mettermi al lavoro.

....Non fosse per la vocina "è bravo, ma non si applica" che risuona nel retro della mente con la voce di tutti i miei docenti... ^_-


GrimFang

mercoledì 1 agosto 2012

Non so che titolo volevo metterci, ma mi aveva sfiorato l'idea di fare un titolo lungo per poter dire "Hey! Questo è il post con il titolo più lungo tra i miei post!"

Fa un po' male.

Fa un po' male farci la bocca per una soffiata di un amico che poi si rivela inattendibile. Peccato, perché sembrava sapesse il fatto suo.
E il fatto in questione poi non era suo, ma mio.
Ovvero che il mio racconto fosse passato alla selezione di RiLL; e invece non è vero.
E dire che, a quanto pare, s'erano pure informati, cioè, domandati, se alla fine la creatura fosse un lupo mannaro - cosa che ovviamente non era. E che fa nascere il dubbio che, quando scrivo, nessuno mi capisce. [Brutto trip - so che non è vero - non fate così - ok ok ho fiducia, ho fiducia nelle mie capacità...]
Anche se, come al solito (ma và? comincio a pensare che se per tre volte di fila succede, ci sarà una cifra di fondo che, almeno per loro, non vale), anche questo era stato discusso, in bilico, ripescato. Beh, e anche ricestinato, a quanto pare.
Se non altro, la cosa che mi conforta è che li faccio discutere. E questo, dal mio punto di vista, è un bene: voglio dire, se sei bravo a scrivere, ti leggono, gli piace, passi oltre e buonanotte; ma vuoi mettere far scannare i giurati sul fatto che il dialetto sia o meno italiano, farli accapigliare per un sofisma, un cavillo, impazzire schiumando bava sul regolamento? ^_^
Dai, ammettiamolo, questa è classe.
Il bravo scrittore fa il compitino, il vero scrittore sfranga le regole.
Giusto?
No?
Me la sto raccontando per farmela prendere a bene?
Comunque, non è questo il punto.
Il punto è che quello che davvero mi rode è che questa è una selezione per POI poter essere letti dalla giuria, quella vera. Quello che mi rode - ne consegue, elementare Watson - è che mi rode che nessuno di questi miei racconti abbia mai nemmeno raggiunto lo sfiorare di uno sguardo di almeno uno dei membri della suddetta giuria - ovvero, di non essere stato realmente letto. Giudicato.
"Non all'altezza."
Si potrebbe riassumere così.
Però, però, però, stiamo pur sempre parlando di un concorso di genere, e che il genere ha regole micidiali che lo definiscono, senza mai definirlo davvero. E che, pertanto, per fare un esempio, viene meglio visto lo scrittore tecnico che commistiona due generi incommistionabili piuttosto che lo scrittore più, diciamo così, 'de core' o 'de panza' che s'inventa di sana pianta termini come 'incommistionabili'.
Non che io scriva col cuore o con la panza; sono un freddo razionalista calcolatore, che scrive col cervello e/o spesso e volentieri coi piedi. Potrei minacciarvi puntandovi addosso l'alluce, o imbruttendovi d'ipotalamo.
Comunque sia, ormai è inutile piangere sull'iper-nutrimento grasso animale ad altissimo contenuto proteico ormai non più nel suo contenitore, ma ahimè scivolato nel suo naturale stato liquido altrove.
Tanto più che l'altro racconto, quello per la S.F.I.D.A. l'ho spedito, sì, ma circa una ventina di minuti dopo la scadenza. Che era ieri notte, a mezzanotte.
Quando il pc fa i capricci.
Invoca il Signore *Grazia mode-on* halleluja! *Grazia mode-off*.
Beh, insomma, potrebbero cannarmi per non aver consegnato in tempo - in fondo su quella email risulterà 1 agosto e non 31 luglio. Dovrebbero veramente accorgersi che si è trattato di una manciata di minuti, e avere pure un occhio di riguardo.
E, ancora, tutto questo senza contare che quest'anno, per il ventennale, i concorsi indetti da loro (col patrocinio di LuccaComics&Games) sono tre!
E che per questo terzo, di una pagina sola al massimo, ancora deve venire la scadenza...

Com'è che si chiamava?
Ah, sì.
Tigna...


Buona vita,
GrimFang