L'artista mescola il sangue con la terra, per generare sempre nuova vita...

Sarà sicuramente potente, la vita. Piuttosto dolorosa, a mio avviso, a volte sorprendente, sicuramente intensa, vibrante, indubbiamente da vivere. Sempre e comunque.

Sara Tenaglia

Terra, Pioggia, Fuoco & Vento

Terra, Pioggia, Fuoco & Vento
Fire cup

domenica 23 settembre 2012

-_-

Beh, wow, due su due.
Che dire, ci resto male: un altro anno in cui mi ero detto di aver partorito lavori quantomeno di buon livello, e invece resto a bocca asciutta.
Sicuramente, dopo la delusione della notizia errata di essere in finale al Trofeo RiLL (post precedente), sapere di essere fuori anche da SFIDA non è che sia proprio eccezionale. Specie dopo aver visto la lista dei 400 titoli che partecipano all'ultimo concorso di RiLL per quest'anno, lista che non lascia ben sperare per i miei quattro cavalli, per tre posti soli al photofinish.
Certo, dopo un poco passa, per tanti motivi.
A cominciare dal fatto che ho altri impegni: stasera ricomincio gli incontri per La tempesta, e la pseudo-decisione che se non mi sbrigo a finire il romanzo fantasy che sognicchio da anni rischia di restare tagliato fuori da un'ordine di pubblicazione che io stesso ho contribuito a sancire.
Quindi, eccomi già qui a pensare ad altro.
Come suggerisce Gab, anche se lui intende in un senso più pieno, ovvero mollare RiLL dalla posizione di mio unico referente. Effettivamente non si può dargli torto, ma per come sono fatto è sempre difficile buttarsi in qualcosa di nuovo.
Specie se ti tagliano le gambe alla confidenza in te stesso (ovviamente dovrò leggere i vincitori per giudicare da me se erano migliori) il che smorza non poco l'entusiasmo.
Vabbè, devo smetterla di cincischiare e mettermi al lavoro.

....Non fosse per la vocina "è bravo, ma non si applica" che risuona nel retro della mente con la voce di tutti i miei docenti... ^_-


GrimFang

mercoledì 1 agosto 2012

Non so che titolo volevo metterci, ma mi aveva sfiorato l'idea di fare un titolo lungo per poter dire "Hey! Questo è il post con il titolo più lungo tra i miei post!"

Fa un po' male.

Fa un po' male farci la bocca per una soffiata di un amico che poi si rivela inattendibile. Peccato, perché sembrava sapesse il fatto suo.
E il fatto in questione poi non era suo, ma mio.
Ovvero che il mio racconto fosse passato alla selezione di RiLL; e invece non è vero.
E dire che, a quanto pare, s'erano pure informati, cioè, domandati, se alla fine la creatura fosse un lupo mannaro - cosa che ovviamente non era. E che fa nascere il dubbio che, quando scrivo, nessuno mi capisce. [Brutto trip - so che non è vero - non fate così - ok ok ho fiducia, ho fiducia nelle mie capacità...]
Anche se, come al solito (ma và? comincio a pensare che se per tre volte di fila succede, ci sarà una cifra di fondo che, almeno per loro, non vale), anche questo era stato discusso, in bilico, ripescato. Beh, e anche ricestinato, a quanto pare.
Se non altro, la cosa che mi conforta è che li faccio discutere. E questo, dal mio punto di vista, è un bene: voglio dire, se sei bravo a scrivere, ti leggono, gli piace, passi oltre e buonanotte; ma vuoi mettere far scannare i giurati sul fatto che il dialetto sia o meno italiano, farli accapigliare per un sofisma, un cavillo, impazzire schiumando bava sul regolamento? ^_^
Dai, ammettiamolo, questa è classe.
Il bravo scrittore fa il compitino, il vero scrittore sfranga le regole.
Giusto?
No?
Me la sto raccontando per farmela prendere a bene?
Comunque, non è questo il punto.
Il punto è che quello che davvero mi rode è che questa è una selezione per POI poter essere letti dalla giuria, quella vera. Quello che mi rode - ne consegue, elementare Watson - è che mi rode che nessuno di questi miei racconti abbia mai nemmeno raggiunto lo sfiorare di uno sguardo di almeno uno dei membri della suddetta giuria - ovvero, di non essere stato realmente letto. Giudicato.
"Non all'altezza."
Si potrebbe riassumere così.
Però, però, però, stiamo pur sempre parlando di un concorso di genere, e che il genere ha regole micidiali che lo definiscono, senza mai definirlo davvero. E che, pertanto, per fare un esempio, viene meglio visto lo scrittore tecnico che commistiona due generi incommistionabili piuttosto che lo scrittore più, diciamo così, 'de core' o 'de panza' che s'inventa di sana pianta termini come 'incommistionabili'.
Non che io scriva col cuore o con la panza; sono un freddo razionalista calcolatore, che scrive col cervello e/o spesso e volentieri coi piedi. Potrei minacciarvi puntandovi addosso l'alluce, o imbruttendovi d'ipotalamo.
Comunque sia, ormai è inutile piangere sull'iper-nutrimento grasso animale ad altissimo contenuto proteico ormai non più nel suo contenitore, ma ahimè scivolato nel suo naturale stato liquido altrove.
Tanto più che l'altro racconto, quello per la S.F.I.D.A. l'ho spedito, sì, ma circa una ventina di minuti dopo la scadenza. Che era ieri notte, a mezzanotte.
Quando il pc fa i capricci.
Invoca il Signore *Grazia mode-on* halleluja! *Grazia mode-off*.
Beh, insomma, potrebbero cannarmi per non aver consegnato in tempo - in fondo su quella email risulterà 1 agosto e non 31 luglio. Dovrebbero veramente accorgersi che si è trattato di una manciata di minuti, e avere pure un occhio di riguardo.
E, ancora, tutto questo senza contare che quest'anno, per il ventennale, i concorsi indetti da loro (col patrocinio di LuccaComics&Games) sono tre!
E che per questo terzo, di una pagina sola al massimo, ancora deve venire la scadenza...

Com'è che si chiamava?
Ah, sì.
Tigna...


Buona vita,
GrimFang

venerdì 6 luglio 2012

Futuro prossimo disoccupato

"La Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia di cui al decreto legislativo [...] è soppressa."; "I contratti di consulenza, di collaborazione coordinata e continuativa, di lavoro autonomo, di lavoro subordinato a tempo determinato [...] cessano di avere effetto ove non confermati dal Direttore Generale per il cinema entro novanta giorni...".

Alé.
Non scrivo molto, cioè, non spesso, ma quando arrivano le mazzate scrivere qui è il minimo. Per sfogo, conforto, vicinanza.
Sì, è assai probabile che il qui presente precario a progetto con cinque contratti per otto anni di lavoro per il medesimo posto con mansioni praticamente identiche, prima della fine dell'anno si trovi a spasso. Culo per terra.
Nessun titolo, una discreta esperienza purtroppo difficilmente rivendibile, nessuna idea alternativa su come potersi pagare le spese e l'affitto. L'idea che dà i brividi di esser costretti a tornare a casa dai tuoi.
Forse adesso maledico di brutto qualsiasi cosa sia quella che non mi ha fatto laureare. Almeno, avrei mezza chance in più. Lo spettro di finire a fare qualcosa di orribile per tirare a campare - tipo il tizio al banco da McDonald's - basta a darmi la nausea.
Ma ora ho le vertigini, a dire il vero.
Tremo, anche se continuo a ripetermi che oggi è un giorno come un altro, che la tempesta che s'avvicina passerà, o quantomeno che sarò in grado di affrontarla e sopravviverle.
Ma basta un attimo per farsi venire in mente un altro lavoro, un altro ufficio, gente e colleghi diversi per farsi tornare la nausea.

La mia collega, sindacalista Cgil, mi ha subito telefonato per chiedermi come sto, per dirmi che faremo tutto il possibile, per mandarmi un abbraccio. Le voglio davvero bene, per un momento è riuscita a distrarmi dall'ansia.

Per adesso, limito qui questo primo (speriamo unico) bollettino di guerra.
Sono leggermente scosso per scriverne oltre...


GrimFang