L'artista mescola il sangue con la terra, per generare sempre nuova vita...

Sarà sicuramente potente, la vita. Piuttosto dolorosa, a mio avviso, a volte sorprendente, sicuramente intensa, vibrante, indubbiamente da vivere. Sempre e comunque.

Sara Tenaglia

Terra, Pioggia, Fuoco & Vento

Terra, Pioggia, Fuoco & Vento
Fire cup

venerdì 18 maggio 2007

Uno spettacoloso weekend

Le cose succedono in fretta, e forse dovrei scrivere un post su mio fratello. Su come l'ho trovato giovedì sera. Su quanto e come ho capito che sta male, che vive in un mondo tutto suo, in parte.
Su come si sia impermeabilizzato alle critiche ed abbia un maledetto bisogno di un aiuto psicologico, super partes. Ovvero, come debba capire che deve andarci da solo, trovarselo lui: niente di rimediato dal sottoscritto, tantomeno dalla famiglia. Altrimenti è facile raccontarsi che è in combutta con noi.
Invece non l'ho fatto.

Sono tornato a casa straziato, tremante dal freddo (quello esterno e quello interno), e ho dovuto metter su una faccia normale, allegra, rilassata, per far finta che andasse tutto bene, per non sentirmi chiedere - angosciare di domande - come stesse mio fratello.
Perché sta male.
Subire il panico sterile dei miei genitori era l'ultima cosa che volevo fare.
Così ho finto, e ci son riuscito bene.
Ma per tre giorni ho avuto alti e bassi, svarioni psicologici e di energia.
Per fortuna non mi sono tenuto tutto dentro, ed ai mille amici che ho incontrato in questo spettacoloso week-end, se le circostanze lo permettevano, ho raccontato tutto.

Giovedì sera, invece di sedermi e scrivere un nuovo post qui sopra, come faccio spesso per 'pulirmi' l'anima (sì, siete catartici), mi sono seduto sì davanti al computer, ma ho scritto. Ho creato.
Ho aperto il file di Escondida, ma non era nemmeno quello ciò su cui mi potevo sfogare. Anzi, non sfogare... Non era di uno sfogo che avevo bisogno quanto di... un qualcosa che mi riportasse nella mia pelle. Nella sicurezza delle mie certezze.
Perché, per carità, in piccolo, mi sono sentito un po' come con Chiara.
Privato delle mie certezze. Fottuto ancora una volta dal mio radicato - pervicace, direi - buonismo da crocerossino. L'istinto da samaritano. Lo sposo delle cause perse. Altruismo suicida, quindi imbecille.
Certo, è mio fratello.
E so, da tempo, che non è più così equilibrato con la testa.
Però, un conto è, scusate il gioco di parole, metterlo in conto; un altro è vederselo spiattellato in faccia in una delle sue forme peggiori. La chiusura, la mancanza d'ascolto. Il ripetersi le cose per convincersene, il capire solo ciò che si vuole capire e il distorcere la realtà a proprio uso piacimento. Ricordi compresi. E, cosa più allucinante di tutte, accusare una persona non presente di distorcere la realtà a proprio uso e consumo senza minimamente accorgersi che è esattamente ciò che si sta facendo in quell'istante: come essere storpi, storpiarsi di più per poter dare dello storpio a un altro.
Sono scappato da là.
Prima di sentirmi male davvero sono scappato, troncando la discussione e lasciandolo con un sorriso agghiacciante sul volto ed un'espressione stralunata. E ringraziavo il cielo che domani avrei avuto la mia seduta bisettimanale con lo psicologo.

Dio, ne avrei fatto volentieri a meno.

No, dicevo, giovedì sera ho aperto un nuovo documento word, ed ho seguito l'istinto che mi aveva fatto chiedere a Vania se potevo...
E l'ho fatto.
Quando lo chiesi a Vania avevo solo una piccola idea, una voglia di raccontare qualcosa che mi era nata a Granada, una consapevolezza tra le tante; un personaggio. L'Untore.
E sapevo che non avrei voluto interpretarlo io, ma di certo non avevo la più pallida idea di come tirar fuori, da lì, uno spettacolo.
E invece l'ho fatto.
Giovedì notte ho creato l'ossatura, la trama, i movimenti dello spettacolo di Ludika 2008.
Ed è bellissimo.
Tanto bello che sabato non son riuscito a starmi zitto e l'ho raccontato ad Erika. Le è piaciuto moltissimo.
Adesso, però, visto che andiamo in scena tra due giorni e poi c'è Ludika a fine giugno, dovrò starmene un po' zitto, e coccolarmelo da solo, sennò rischio di portare tutti con la testa troppo avanti e far venire questo spettacolo una ca... ehm, vabbè, diciamo meno bene. ^__-
Scriverlo, mi è comunque servito a calmarmi.
Perché questa, da dove il 90% delle volte scrivo, è la mia camera, il mio regno.
E adoro nel silenzio della notte ascoltare il ticchettio dei tasti mentre le mie dita scorrono veloci sulla tastiera.
E come tutte le cose belle, in cui mi coccolo, ha avuto il potere di distrarmi, di calmarmi, di farmi sentire nuovamente vivo dopo essere stato toccato dalla 'morte'.
Sarà - pensavo - che forse sono le cose creative, anche folli se vogliamo, ma piene di positività, a rimettermi in carreggiata quando perdo la bussola. Quando il mondo mi sembra troppo brutto e strano.
Scrivere, è certamente un modo di esercitare una follia, per quanto larghevolmente riconosciuta come pratica 'sana'.
Ma anche girare deliberatamente nel traffico notturno, come ho fatto venerdì notte, ha avuto un forte effetto calmante. Eppure questa, invece, è vista (è stata vista) come una cosa scema.

Sono stati giorni strazianti, altalenanti tra una giusta euforia per delle 'conquiste' più o meno grandi ed un più o meno ampio sconforto, spaesamento, per delle tristezze derivate da questo incontro con mio fratello, ma che riguardano me, la mia vita e le mie sicurezze ed aspirazioni in essa. Dal non porsi affatto il problema esistenziale, senza preoccupazioni, all'intorcinarsi nel disagio, nella paura di un esistenza... 'negativa'.

Ad esempio, venerdì mattina Erica mi ha fatto un gran bel complimento, che mi ha reso felice.
Mi ha chiesto perché cavolo non mi cerco un agente.
Perché per lei so recitare, e, nella normalità del suo punto di vista su come funziona questo mondo del cinema, è naturale che se uno è bravo a recitare, e vuole recitare, debba trovarsi un agente.
Erica non mi ha mai visto recitare; ma mi ha visto diecimila volte provare gli spettacoli, ripassare, aiutare lei e gli altri con le loro parti, in pausa pranzo.
Credo che lei sappia quanto sono bravo, sulla scala da uno a dieci, a recitare. Credo che mi sappia valutare.
Per questo mi ha fatto un immenso piacere sentirmelo dire, e quasi arrossivo mentre andavo inn brodo di giuggiole. Anche se l'idea di un agente, no, non mi sconfinfera. Mi sembrano sempre dei parassiti che vivono dell'altrui bravura - anche se invece in altri campi sono cosciente del fatto che semplifichino la vita. Ad esempio, non esiterei a trovarmi un agente - uno bravo - nel campo dell'editoria.
Sarà perché l'avrei già trovato, visto che me l'ha consigliato Edoardo e ho visto che hanno aiutato a pubblicare anche Ivan Baio, mio amico ed ex giocatore di ruolo, nello stesso gruppo di Carolina che ha pibblicato PornoRomantica... che gruppo, eh? ^__^
Però, nel mondo del cinema, che io sappia, non sempre c'è simpatia e correttezza, anzi.
E poi, c'è anche un altro discorso.
Una piccola parte dell'orticaria che mi dà quest'idea dell'agente, viene dal fatto che fare così significa prendere la recitazione come un lavoro. E quando uno recita per lavoro lo fa per mangiare. E se lo fa per mangiare, non cresce, non bada alla qualità. Di quello che fa e di quello che accetta. Prima di farmi un agente dovrei arrivare alla lucida convinzione di essere diventato davvero bravo. Tanto da potermi permettere di farlo quando voglio, non quando ne ho necessità.
Fare l'attore come secondo lavoro, un po' saltuario.
Non dedicarsi alla carriera da attore è il miglior modo per crescere liberamente come attore. Ma è anche vero che in questo mondo del cinema senza un agente è difficile essere chiamato per delle parti al di fuori degli ambienti che conosco o delle amicizie personali.
Ma il tempo ha tempo, e non avere tra i miei obbiettivi quello di sfondare attorialmente mi consente di prendere e coccolare tutto quello che mi capita e mi va di fare.
Anche se vado in scena martedì e ancora non so la parte... ^__^
Tra l'altro, coso cresciuto di più come attore in questi mesi in cui di fare l'attore non me ne fregava poi tanto, concentrato com'ero sullo scrivere, scrivere, scrivere di tutto e di più, che in anni interi di esercitata professione (bum! ^__^). Vabbè. sono cresciuto molto; tanto che quasi quasi dovrei cominciare a pensare di far l'attore così magari riesco a finire le mie sceneggiature e compagnie varie. Riuscissi a vivere ogni cosa in questo modo, sarei di un prolifico entusiasmante.
Magari riuscirei a piantarla con l'andare a tempo di bradipo.

Ma veniamo allo spettacoloso weekend.
Ovvero, venerdì allo spettacolo di Sergio, sabato alla totale fusione e domenica al Bertani Dai.
Venerdì, programmavo la comoda serata in casa.
Però, col Deso ci si doveva accordare per il prossimo weekend ad Arezzo, quindi gli mandavo una mail e ricevevo risposta. Mi balenava in testa dunque l'idea che avevo avuto già in precedenza, prima di tutti i dubbi del vengo/non vengo. Così, chiamo Corinna (a dire il vero prima Sergio che non mi rispondeva) per sapere quando cavolo facevano lo spettacolo, che me l'ero scordato, anche per sapere se così ero libero fin da venerdì 25.
Vengo da lei richiamato più tardi e - tadah! - lo spettacolo era la sera! Il 18, altro che 25!
Così, mi armo - di buona volontà - e dopo 'frugale' cena (sto mangiando come un vitello imbufalito 'sti giorni!) parto per stare alle 21 a teatro, al Nuovo Teatro Colosseo. Solo che io pensavo fosse il Colosseo quello vecchio, vabbè, ma è un altro discorso.
Un pelo trafelato, con giacca e maglioncino leggero, arrivo alle 21 spaccate... al Colosseo, e alle 21 e quattro, o giù di lì, all'altro civico di via Capo d'Africa (siete avvisati: se andate lì è dal capo opposto della via). Spettacolo già iniziato, ma è una serie di corti teatrali da 20 min., quindi potrò entrare al secondo.

Tirava vento. Molto. E io non ero proprio a mio agio.
Un po' perché mi piace Corinna, un po' perché tornavano su rigurgiti di mio fratello. E avevo anche qualche accenno di caldane (caldo/freddo) e mi pesava sullo stomaco la cena. In breve, avrei avuto un simpatico bisogno di un cesso. Ma non pensavo che in fondo avrebbe migliorato la situazione.
Fatto sta che, nell'attesa, mi chiama Alessandro.
Non ci sentiamo da una vita, e mi faceva un sacco piacere sentirlo, tanto più che stavo andando a vedere lo spettacolo di Sergio, e se ci fosse stato anche un accenno di Gabriele sarebbero stati 'presenti' ancora una volta i Grottamistica. (eeeh, ve ne parlerò...) ^__^
Così cominciamo a parlare, e mi viene subito da sfogarmi perché, grazie al cielo, era proprio Alessandro, che riesce sempre ad infondermi calma, e serenità. Così gli parlo di mio fratello, e poi due battute su Gabriele, e poi parliamo anche di Erika, del suo compleanno e infine - flash del colpevole che si sente imbecille - di Fedemisi, che è un sacchissimo amico suo, ma dell'incidente lui non sapeva niente (perché ne abbiamo paralato su di una mailing list da cui lui si è tolto, e come tanti imbecilli a nessuno di noi gli è venuto in mente, di avvisarlo).
Vabbè, ci salutiamo che il pubblico comincia ad entrare.
Brutto affare. Il primo è che in sala fa un caldo che si schiatta e c'è aria viziata da far paura. Il secondo è che non c'è il cesso. Niente bagni al Nuovo Colosseo. Si vede che lo stanno ultimando e mancano dei locali...
Mi sento un po' oppresso, e sto un po' male, e anche se ci sono visi conosciuti, bella gente, è un po' una sofferenza. Almeno, per il primo spettacolo che vedo (il secondo in cartellone, cioè), mi fanno compagnia anche gli attori di Sergio, che sono in sala. Si sarebbero andati a preparare su quello dopo. E poi, quello spettacolo è in romanesco, e per quanto non molto ben recitato, a tratti mi fa anche ridere. Pure se indugia spesso sullo stesso tipo di gag e la svolta finale della trama è telefonata come se per un pubblico cieco l'avessero scritta in braille.
Ma dopo...
Dopo c'era un monologo.
L'attrice si presenta in scena vestita da donna delle pulizie, ma coperta di santini, crocefissi, madonne. E subito ti viene in mente il detto latino "Grattatio pallorum omnia mala fugat". Poi, comincia a parlare in dialetto. Napoletano. E subito ti viene in mente la sceneggiata, del fu compianto Mario Merola. E infine, comincia - ma proprio dall'inizio - a raccontare del suo suicidio.
Venti minuti di deliquio di una suicida/non suicida/poi suicida che proprio ti mette un'allegria dentro... guardate, così allegro che non parevano venti minuti, ma centoquaranta!
Le luci si sono accese su di una sala boccheggiante, ch'è esplosa dalla porta contenitiva per prendere una boccata d'aria. E non era solo per il caldo.
Ad ogni modo, io sono riuscito a evitare il peggio (che so, di sbrattare su quelli davanti, che mi stavano pure simpatici - con uno di loro quando si sono accese le luci ci siamo guardati con gli occhi sbarrati) solo aggrappandomi alla poltrona, esaminandone le proprietà del velluto (anche in paragone ai miei calzoni di jeans), levandomi giacca e maglione, e strattonandomi da solo nei momenti peggiori. Tutto pur di non pensare.
Meno male che le sedie di quel teatro sono messe in modo che quando si siede la prima fila nessuno vede più niente.
Comunque, alla fine di quel massacro, mi sentivo 39 di febbre, e vicino al deliquio. Ma, mi son detto, andar via proprio prima di quello di Sergio era da imbecilli, così mi son fermato.
Ho scoperto così che lo spettacolo lo avevo già visto, al teatro Ateneo (e quindi avevo già conosciuto Corinna), e non m'era dispiaciuto. Anche questa volta, che era decisamente molto più condensato, l'ho trovato molto gradevole, ma forse non mi aggiungeva nulla di nuovo. I movimenti in scena mi sembravano gli stessi, e anche le battute degli attori, sebbene sia sicuro che molto dev'esser cambiato (visto il quantitativo industriale di prove che han fatto) e che, a dirla tutta, la mia memoria non è che possa dirsi eccellente.
Fatto sta che dopo il loro spettacolo io e una valanga di altra gente (amici di Sergio e degli attori) ci siamo dati alla fuga all'esterno. E nonostante io abbia praticamente salutato tutti e stessi per andar via lasciando in delega i miei saluti per gli attori, alla fine son rimasto. Punto primo perché ho beccato l'operatore di camera dello spot della MetRo. E stavo talmente fuso che gli ho detto che dello spot c'ero solo io e Sergio, mentre c'era - ovviamente - Corinna, Susy, Gabriele... ^__^
E poi perché è uscito Dodo, ed anche con lui me la son sentita di parlare un po' di mio fratello. E poi son usciti tutti, e son rimasto ancora un attimo, ho regalato loro i buoni sconto all'Overtime anche se stavano andando tutti via. Poi ho accennato anche a Sergio del perché non stessi tanto bene, ho abbracciato un po' Corinna e sono andato via.
Sergio, comunque, mi ha invitato a raggiungerli anche sabato, perché avrebbero fatto qualcosa. Io avevo già la cena di Erika, ma avrei visto cosa potevo fare. Quindi sono andato alla macchina, e lì...
E lì sono rimasto a fumarmi una sigaretta (sto fumando davvero TROPPO), ed a godermi quell'angoletto in ombra tra Piazza della Navicella e la via che porta fino al Colosseo, la macchina contro il muro di cinta dell'ospedale militare del Celio. Il vento muoveva le fronde ed io avevo il silenzio, e la solitudine.
Solo allora ho capito che forse era un po' di quello che avevo bisogno.
Di starmene sulle mie, coccolarmi un po'.
Poi ho acceso la radio sul mio programma preferito di Radio Rock, dj Loredana dopo la mezzanotte, col suo 'gioco' dei pirati nel quale io sono l'ufficiale di rotta, e mi sono diretto a casa. Le ho mandato un sms, come faccio praticamente sempre, ma questa volta perché volevo condividere anche con loro il mio stato confusamente disorientato e triste. Quello di una serata no.
Ma come al solito la canzone che ho chiesto non l'ha passata. E poi...
Poi nel traffico del lungotevere, improvvisamente, come mi capita spesso, mi sono pian piano ritrovato in quella massa di macchine. In quella gente come me, coi suoi problemi, i suoi pensieri, uscita per dimenticarli un venerdì sera. Improvvisamente sono tornato a sentire Roma, a sentirmi parte della mia città, della mia gente, e i problemi sono pian piano scivolati via.
Arrivato a ponte Sant'Angelo ho invertito la rotta e mi son fatto un'altra passata di lungotevere, fino a ponte di ferro; per farmi, nella mia individuale area protetta di solitudine, un bagno di gente.
Dj Loredana non l'ha capita, per lei il traffico fa girare le balle, anche di notte.
Ma il traffico fa girare le scatole se hai fretta, una meta, qualcosa da raggiungere e non ti va di pensare, di rallentare. Di ascoltare musica, sì, perché ha lo stesso scopo del girare la notte in macchina come facevo io: ti fa compagnia.
In quel corpo esteso di metallo, io ho ritrovato la pace e l'armonia. L'ufficiale di rotta ha ritrovato la rotta.
E son tornato a casa a dormire.
Il resto del weekend a domani, che qui son le due e un quarto e devo andare a dormire!
^__^

(segue)


GrimFang


giovedì 17 maggio 2007

Sondaggio

Vi piace di più l'immagine sotto il titolo o com'era prima?
Per ora le ho lasciate tutte e due (chiaro che o torno come prima o una delle due deve cambiare!), ma sarei del parere di lasciare Uluru (Ayers Rock) sotto il titolo e cambiare invece, di tanto in tanto, l'immagine che appare qui sopra, in capo a tutti i post...
Fatemi sapere.

...mai visto un post così breve, quassù!
^__-


GrimFang

mercoledì 16 maggio 2007

Arkipélagon e le email ritrovate

Ragazzi, lo so che vi tengo sulle spine col prosieguo delle avventure di Granada, soprattutto perché il prossimo post è quello in cui parlerò dello spettacolo visto al teatro El Apeadero, dove ce n'è da raccontare...

Però sono successe un paio di cose che vi devo proprio dire.
La prima, è che ho ultimato Arkipélagon.
"Che cazz'è?", direte voi.
E avete ragione, perché il post in cui vi raccontavo tutto è andato a farsi benedire con un salto della corrente elettrica in casa, e siccome non avevo salvato una beneamata ceppa (il solito imbecille) non mi andava di ricominciare tutto da capo. Comunque la lezione pare sia servita, visto che adesso salvo spesso e sono pieno di bozze di post cominciati e mai finiti... (questo non vi esime dal ricordarmi di aver promesso di parlare di qualcosa, se volete che ne parli)
Allora, provo a riassumere.
Psy... ehm, F... no, un ami... ehr, un conoscente mi ha invitato una sera a casa sua per playtestare un gioco. Non è la prima volta che mi capitava, e dovrei anche ringraziare perché - a parte il playtesting che mi capitò di fare eoni fa a casa di semisconosciuti di un gioco che non è mai uscito e che, ironia della sorte, era quasi sputato a un'idea mia (con estremo giramento di bolas e rodimenti di fegato del sottoscritto) - con alcuni amici si parla, si parla, si parla di fare serate intere dedicate solo allo sviluppo di giochi da tavola e poi non se ne fa mai niente (vero, Spinaciò?). Dicevo, un'altra volta mi era capitato di fare playtesting con lui, e di trovarmi di fronte un moloch complicato e forse troppo simile ad un altro gioco esistente.
Un consiglio: se vi difettano materiali per sviluppare un gioco vostro e siete giocoforza costretti a usare materiali da altri giochi, mischiate pezzi di scatole diverse. Se per spiegare un gioco di guerra mondiale globale usate i pezzi e la plancia di Risiko dovrete ammazzarvi di fatica per convincere i giocatori che non si tratta di Risiko, e farli uscire da determinati schemi mentali.
La prima volta andò così; la seconda, grazie a dio, la lezione era stata recepita, e se anche la plancia ricordava molto Risiko i pezzi erano realizzati su cartoncino, incollandoci su immagini disparate (tra cui le Sturmtruppen) che rendevano l'idea del significato del pezzo.
Vabbè, quella sera abbiamo fatto una partita (incompleta, abbiamo finito due turni su tre) e ci siamo pure divertiti.
Il gioco, di per sé, non mi ha entusiasmato ma nemmeno deluso: si tratta di un'idea buona che va perfezionata. Molto dipende anche dai giocatori al tavolo: era gente simpatica e la serata è passata in allegria. Non solo, mi sono anche fermato alla fine per discutere delle modifiche e delle tattiche di gioco, e per diversi giorni ci siamo scambiati sms a riguardo. E questo, per un playtesting, credo sia ottimo.
Ma una cosa, in particolare, mi ha colpito della serata.
...no, non le due ragazze estremamente carine al tavolo.
No, il fatto che io abbia provato ad esordire in partita cercando di costruire una potenza navale, per avere il dominio dei mari, e sia stato brutalmente frustrato da un paio di banali attacchi aerei, trovandomi in una situazione fortemente compromessa. In un gioco di conquista di territori (in realtà è conquista di punti, ma all'inizio sembra niente territori = niente punti) investire su ciò che non produce territori e punti, specie all'inizio, è rischioso (se non suicida). Ok, lo so da me che il mio risentimento (...livore?) era generato dall'aver fatto io una mossa 'sbagliata' (in un playtesting non esistono mosse sbagliate, sono tutti tentativi per testare il gioco), ma parte delle mie critiche erano giustamente fondate.
Fatto sta che quella sera sono tornato a casa tardi, stanco, ma col cervello pieno di mare, seconda guerra mondiale, sottomarini tedeschi e Corto Maltese ne "Una ballata del mare salato". E la voglia pazzesca di riuscire a tirar fuori un gioco di plancia (gioco da tavola con plancia, ovvero tabellone, insomma quella tavola pieghevole di cartone su cui si poggiano le pedine) spettacolare, di cui avevo già trovato un gran titolo: "Escondida".
Però, mentre mi addormentavo, mi accorgevo di quanto cavolo era complesso, di quanto potesse essere squilibrato a seconda del numero di giocatori... orpo, m'è venuta un'idea in proposito! Grande! Aspettate che me la appunto...
Porca zozza, minaccia di essere un gran gioco... servono una madonna di pezzi... gh! ^__^

Comunque, dicevo, mi sono addormentato sognando questo gioco complesso, e non riuscendo a semplificarlo, a farlo diventare funzionale... è finito che me ne sono sognato un'altro più semplice!
^__^
Voilà, appena sveglio mi sono fiondato a buttar giù le idee che mi erano venute in notturna e... ecco Arkipélagon. Bello, scritto in meno di dodici ore, regolamento pulito e pronto per essere giocato.
Solo, ci ho messo una vita a fare i pezzi... e dire che sono quattro stronzate in croce.
L'entusiasmo per questo gioco ha avuto vita breve, per poi riprendersi con alti e bassi. L'ho mandato anche ad Andrea Angiolino (creatore di "Wings of War"), che conosco, per avere un parere... e ha detto che non gli sembra malaccio, bisogna playtestare!
Certo, è un po' simile a Cluedo o giochi di quel tipo... ma si sa differenziare!
Quindi ora: playtesting a manetta!!!
Per sfiziarvi vi posto l'immagine del tabellone...


^___^

L'altro argomento di questo post è relativo a una piccola 'riscoperta' che ho fatto l'altro giorno.
Stavo passando (dovevo farlo da due anni minimo ^__-) gli indirizzi email dal vecchio portatile, oramai infettato di virus che sembra un fuoco d'artificio, a questo qui, anche perché non uso più Eudora (per quanto sia un bel programma di posta elettronica) ma Gmail.
Così, non potendo fare un copia e incolla, né riuscendo a trasferire i files attraverso la lan (ci sarei riuscito più tardi) l'unica alternativa che avevo era quella di copiarli a mano: su un pc leggevo e sull'altro scrivevo.
Un lavoro lungo, noioso, che ogni tanto imponeva di scrivere immediatamente una mail per vedere se il contatto con un amico perso di vista da tempo fosse ancora valido. Beh, per Maura, Marianna, Marina (che ora vive negli Emirati Arabi e si occupa di moda), Franceschina (la SuperPerra!), è evidentemente così. Tra l'altro, ho scoperto che Marianna lavora a "Report" - una trasmissione che adoro - e, visto che abbiamo fatto insieme le medie e poi l'università, sono ben 23 anni che ci conosciamo (in realtà alle lementari stava in F mentre io stavo in D, ma non ci siamo mai frequentati).
Marianna, giusto per accennarvelo, era la migliore amica di Enrica (anche con lei medie e poi università), il mio amore di allora. E, cosa carinissima, quando ci siamo reincontrati all'università, lei ha esordito dicendo "Lo sapevo che eri Un CBCR!".
Cos'è un CBCR?
Un Cresci Bene Che Ripasso!!!
^___^
Ovviamente, i maligni vorranno subito sapere che è tornata single dopo una storia di sei anni... curioso, io sono sei anni che sono single...
Ad ogni modo, mi sono imbattuto com'era ovvio in un nome che non ero in grado di ricollegare alla persona. Dato che in Eudora ogni scheda indirizzi ha anche un foglio note, ho provato a vedere se, per caso, ci fosse qualche indicazione.
Quello che ho trovato mi ha fatto spaccare dalle risate, quindi ho deciso di postarveli tutti!
Buon divertimento!
(nome o pseudonimo): (quello che ho trovato nelle descrizioni) - in parentesi quadre i miei commenti di ora.
Direi che merita! ^__-

Verena: amica di Dora [quella di "Dora daccela ancora" dei Prophilax; sì, conoscevo anche lei] nonché splendida fanciulla.
Sara borsista: quella splendida ragazza simpatica che sedeva dietro allo sportello studenti in presidenza, che soffre il solletico su tutta la superficie del corpo, che si diverte come una matta a fare la diavoletta tentatrice.
Roberta Roby: uni corso Pitteri cugina dell'amica del Deso.
Marina: la bella Marina dell'universitas dal sorriso largo e materno e dal seno prosperoso (capelli scuri ricci lunghi) amica di Barabba e Zozzone nonché del dark Giovanni / da non confondersi con Marina uni smack di Marina&Marimma.
Margherita: carinissima di Vigna Clara, che andò a studiare a Perugia e poi è tornata e fa l'imprenditrice di magliette.
Gilberto: compare di Zaffaele.
Emanuela Emi: la canevacciana dalla pelle scura, i capelli neri, la furbizia come un profumo. Tesi di laurea con Massimo sull'hackerismo.
Carolina: CarriePop.
Barbara: amica di Marina e Giovanni dark, mooolto carina, laureanda (quella della punta impossibile alla manifestazione Ulivo 2 marzo 2002 a S. Giovanni).
Antonio Caronia: professore esimio conosciuto a Urbino, amico di Abruzzese ed Elisa.
Andrea: l'ex di Ceciotta, il laziale.
Alberto Abruzzese: un grande prof.
Valerio Silk Velvet: ragazzo di Pamela, amico di Mastersil.
Andrea Wyvern: la terribile Viverna degli ihggers! Campione quasi incontrastato di Tokio, padre fondatore della Sacra Scuola Celtica di Tokio.
Andrea Drauger: Zampa, ihgger detto il Gatto, Reindeer Corporation.
Tommaso Percivale: autore-fondatore degli Iperlibri, amico di Anna.
Angel Gray: bulgaro grigio! Una delle tre eminenze grigie di ihgg! [le altre eravamo io (Lupo Grigio) e Gandalf il Grigio - poi s'è aggiunto anche Mantogrigio]
Annalisa Liriel: la liriellona nazionale, ihggera ridens, milanese, dolcedolce. [s'è sposata il 5 maggio! Felicitazioniiiii]
Anna Stelling: Anna di Storytelling20, di Forlì ma che vive a Bologna, del gruppo di mattacchioni della Anderson&Mitsuhashi, Expocartoon 2000 novembre, ha la mia casacca nera di Heidelberg. [poi data in usucapione! ^__^ Si sposa con Mitsuhashi a inizio giugno!]
Andrea Kal Shadow: ihgger di prima leva, combattente dal vivo, compare di Daen Van Dark, milanese.
Alessandro Panta (Mantogrigio): il romagnolo, di St20, compatibilità 91%. [avete presente quei giochini metti nome, metti nome, scopri le affinità? La più alta, maledizione, più delle donne! ^__^]
Alessandro Il Classico: grande master, piccolo grande uomo.
Silvio Mastersil: master di Elish #3.
Sergio: Smilzo, Corto Maltese, Anakin Lo Gatto.
Serena Chani: ihgger Bellissima. [accapo] Ma un po' intrattabile ^_^ (nota post interrail).
Sara: della 3d6, Blues Brothers, etc. etc.
Sara Tenaglia [perché è quella della frase in incipit del mio blog]: Sara, 21 anni [allora], a Lucca e Romics con Davide e Federico amici suoi, molto bella, capelli neri lisci lunghi e tatuaggione sulla spalla... [^__^ così avete un'idea!]
Riccardo Ixion: ihgger romano traditore, perché transfuga alla Scuola Celtica del Tokio!!! =((((((
Paola Boh Chan: ihggera Savonese Sorella di Renetta, ragazza di Daddi [allora... e forse ancora brucia], amica di Oracolo e di ROSSANA.
Lucio: detto Puccione.
Massimo: il ragazzo di Elvira [ahi, ahi, ahi, finì piuttosto male] Ludika 2002, FLR [ahi, ahi, ahi, questa finì peggio!]
Marco Storm: ihgger aurelio, uno dei padri fondatori di Dragon-guarda caso-St0rm.
Giulia felina: Giulia la maga, trucco da tigre felina, massaggio in punta di unghie... ^______^
Federico Federichino: Federico l'amico di Omar e ragazzo di Francesca occhi verdi. [questa sì che finì male]
Francesca [appunto] sparaflashanti: Francesca occhi come fari verdi di VT, ragazza di Federico [vedi sopra], amica di Omar. [su questa ricordatemi di raccontare la storia del "No, no e no"]
Francesco Mucio Mucio: Omm'e'MMerp il nostro Mucio nazionale... salernitano! [ovviamente, Omm'e'MMerp non è minimamente offensivo, ma relativo al MMerp, che non è il Middle Earth Role Playing, ma il Mario MErola Role Playing!]
Gabriele: Il Comandante, De Zilla, Obi Wan De Giorgi, Rasputin. [Rasputin, Corto Maltese... indovinate un po' io chi ero?]
Davide Daddi: ihgger Savonese vincitore della Viverna, nonché ragazzo di Paola [ahi, vedi sopra], sorella di Renetta ragazza di Oracolo [ahi anche qui, mi pare], e tutti amici di ROSSANA. [indovinate un po' chi mi piaceva tra questi? ^__^]
Dodo: ma come chi??!! Dodo! [^__^]
Elvira [niente, eh? Le coppie mollate male ce le sto a mette tutte]: la ragazza bionda che fa Sociologia ed è la donna [cvd, cfr. sopra] di Massimo, presidente de La Roccaforte.
Filippo: amico di Valerio.
Francesca: la bella ragazza di Luca che organizza Sarzana e che ci ha ospitato nel 2004, [... oddio... che cosa ho scritto...] che ha una bella sorella minorenne [...oddio...] ed una splendida mamma, Giusy. ^___- [...non azzardatevi a dire che non ho scritto tutto! ^__^]
Tommy Tao: l'amico biondo di Taiyo e Mario.
Angelo ByoAzzard: ce n'è bisogno? ^__^ [è Telegio, ByoAzzard non è nemmeno mai stato un soprannome, ma tant'è... c'era]
Elisa: un bacio, una rosa e una lacrima inespressa. [NON è l'Elisa di cui ho parlato sinora]
Francesco: corso regione, amico di Daniele il Dark.
Livia Nocciolina: la megaminicuginetta!!! [^__^]
Miriam Pigula: sono più vecchio di 11 ore, na na na na na na! =P.
Roberto: corso regione montatori.
Stefania Stefy: cucciola ed ottima cuoca! [sì, è quella della tesi di laurea con Elisa dall'altra parte della cattedra]
Cesare: Cesare und Kariya.
Maria TenderForce: la cuginaccia! =P.
Daniele: amico di Emanuele, ex-amico di Francesco [come cambiano le cose in poche righe, eh? v. sopra], nonché di Simone, etc., etc. [i giri che ho in comune con la gente non finiscono mai di stupirmi]
Qin Kelly: ragazza diciottenne [allora] di Wuhan, conosciuta su Icq. [e qui ci sarebbe da raccontare...]
Stefano Sisto [e a qualcuno batterà il cuore... ^__^]: mamianino di classe di Oliviero e Lucrezia, faceva coppia con Massimo. Amico di SaraB e Stefano.
Silvia: amica di Titi e Veronica, toscanaccia sfegatata di Pazienza. ^___^ Barcellona Les Corse. [e pure qui, che storia... ^__^]
Loredana: danza africana, amica palermitana della Stefy, Barcellona 2001 viaggio pro-portatori di Erasmus. [e]
Eleonore: compagna d'appartamento Lele Barcellona 2001, bolognese ^___^ [e]
Filippo: stesso palazzo Lele Barcellona 2001, reggiocalabrino [e su quel viaggio ce n'è da raccontare...]
Barbara Vòjo: corso di Antonio Plug-In (Pluchino) di Videoambiente della Regione Lazio per montatori 1999-2000.
Massimo: c'è bisogno di chiarire? Max di Torino, ovviamente.
Manel: l'amico di Stefania, quel taglio d'uomo che mangiò con noi il pollo nel negozietto!!! Che gran persona! [e qui mi ricordo l'immagine, non la storia]
Nicoletta Nicla: darketta Ovindoli sorella Salvatore (Frascati).
Manlio: il simpatico inquilino dell'altra scala! ^___^ [ah, che nottate a parlare di politica! Lui è 'casinista']
Simona: Oviciccia! [in realtà il suo soprannome è Caretta Caretta, o tutt'al più Mogliettina, gh!]
Sara: c'è da chiederlo? Ovindoli è facoltà. [ma quante Sara conosco???]
Davide Brontolo: il proprietario di Brontolo a Ovindoli. [è un pub; il più bello, lì]
Danja: conosciuta su Icq, yugoslava, un po' dark e amante di Labyrinth, attivista social forum, nick Ra. [storie, storie...]
Laura Francesca Antuono [non potevo non scriverlo per esteso!]: la ragazza ammricana di Milwaukee, Winsconsin, USA, conosciuta il giorno 7 novembre 2002 alla fermata del 490 a P.zle Flaminio ed accompagnata a casa sua sul lungotevere dopo la Marina... studi completati in scienze politiche, stagista presso la CGIL per le dinamiche cooperative per i paesi in via di sviluppo, di padre fiorentino. [...credo si commenti da sola, no? ^__-]
Marco QG-relative: fratello di Rebecca e Fabio, cugini di Leonardo, figlio di Maresa. [avendo poi Maresa sposato mio zio...]
Laura: compagna di classe di SaraB, SaraS e Martina ribeccata al falò di Gabriele (quello del calcetto con gli ihggers) a Ostia. [se qualcuno mi dice che il mondo non è piccolo, lo meno]
Valerio: amico Alex, Ovindoli, rasato, simpaticissimo; l'uomo bruciato per Donata.
Viviana: liceo Mamiani, vecchia fiamma anguillarese (adesso abita all'Eur). [e ora in Inghilterra...]
Franco: incontrato all'isola Tiberina, Isola del Cinema 2004, dopo la proiezione di "Morire Dentro" di Mario. Fa il produttore in America, è ebreo, simpatico.
Claudia Gitana: 61sima Mostra del Cinema di Venezia [e poi 62sima, 63sima...], anno 2004, la bella ragazza delle informazioni. [e col tempo, una gran bella persona da andare a trovare tutti gli anni ^__^]
Vittorio: il papà di SaraS.
Valentina: uni corso Pluchino et amica di Alessandra. [Alessandra che con me ha fatto liceo ed università ed ora è dirigente nazionale di Legambiente. Certo che tra lei e Marianna io ci faccio una bella figura da cazzo...]
Ariane Jaros Denis: interrail 2000, la morettina esile del Quebec conosciuta a Berlino con l'amica Sarah. [e]
Sarah-Anais Crevier Goulet: interrail 2000, ragazza castana ben piantata del Quebec, conosciuta a Berlino assieme ad Ariane. [storie, storie e altre storie... non mi basterebbe una vita a riempire 'sto blog...]
Salvatore: interrail 2000 [che per la cronaca era quello con Chani, v. sopra] il ragazzo di vicino Empoli che somiglia a Gilberto, conosciuto al campeggio di Monaco [con altri quaranta... che nottata!]. L'amico di Marco.
Pietro: amico di Francy Cerbiatto conosciuto a casa sua, abbiamo parlato di Kubrick ed "Eyes Wide Shut". [per ore, ovviamente]
Marco: interrail 2000, il ragazzo di Empoli, conosciuto a Monaco al campeggio. L'amico di Salvatore.
Andrea: interrail 2000, ragazzo col pizzo, di Novara, incontrato a Copenhagen.
Beatrice Bea: interrail 2000, conosciuta sul treno per Innsbruck insieme alle sue due amiche Sara e Martina (mi pare). [ma quanto le ho battuto i pezzi, una volta tornato? L'ho riempita di email, telefonate, ma niente... sigh. E pensare che adesso nemmeno me la ricordo bene]
Cheko: danzatore Yaqui. [il suo nome significa 'Pioggia di fuoco']
Manuel: cubano d'anglaterra. [amico di mia sorella, e in parte mio]
Loic: compagno d'appartamento di Emanuele a Barcellona 2001, patito di congas e fumetto. [e, giuro, ho un po' goduto nel punire i francesi e la loro spocchia tramite lui, quando gli ho rivelato che Hugo Pratt NON è francese, ma ITALIANO... ^_______^]

Ecco, è tutto qua.
E' un post mostruoso, ma spero che vi siate pisciati sotto dal ridere e - visto che è notte fonda e lo leggerete domani - che il vostro capo in ufficio sia clemente, oppure si spacchi dalle risate con voi. Altrimenti, signori, rischiate il licenziamento! ^___-


GrimFang

PS: Mentre facevo questo lungo elenco, mi scappava da mettere dei commenti che riporto qui in coda, anche per non associarli al nome che me li suscitava!
1- Ohi, non vi offendete, eh?
2- Tenete sempre conto che li sto riportando pari pari come li ho scritti decenni fa!
3- Ragazzi, mi sa che qualcosa rischio veramente...
4- Se capisce chi è, mi ammazza.
5- Ma guarda te... C'è un botto di gente che non sento da una vita!
6- Questo spero proprio che non capiscano chi è.