L'artista mescola il sangue con la terra, per generare sempre nuova vita...

Sarà sicuramente potente, la vita. Piuttosto dolorosa, a mio avviso, a volte sorprendente, sicuramente intensa, vibrante, indubbiamente da vivere. Sempre e comunque.

Sara Tenaglia

Terra, Pioggia, Fuoco & Vento

Terra, Pioggia, Fuoco & Vento
Fire cup

lunedì 14 luglio 2008

Devo rivedere la lista dei post preferiti?

Certe volte so essere veramente bastardo.
^__^

Oggi mi sono tolto uno sfizio, un'idea che mi bazzicava da giorni nella testa.
Appena uscito dalla metro, dopo aver comprato il tabacco al tabaccaio, ho preso e sono entrato in farmacia.
L'avevo scelta bene: quella dei De Lillo, persone forzitaliote che detesto (anche perché beccate con le mani nel sacco a far brogli elettorali - ma l'hanno scampata, purtroppo). Ma non l'ho scelta per questo, bensì perché supponevo (a ragione) che il personale fosse quasi completamente femminile; e di una certa avvenenza, avendo capito che tipi sono i proprietari. E infatti era proprio così, e sul personale levate pure il quasi, erano solo donne carine sotto i quaranta.
Mi dirigo ad un bancone libero, dietro al quale si trova una donna sopra i trenta, una 'coetanea' caruccia ma non avvenente, con un suo perché. Candidamente domando
"Buongiorno. Scusi, avrei bisogno di un consiglio..."
La gentile commessa, in camice bianco sorride.
"...sui preservativi. Chiedo a lei?"
La poverina sbianca, alza timidamente il dito verso qualcun altro, ma non sa chi scegliere. Non sa a chi fare la carognata. Tutte le altre (tre) sembrano occupate. Lei è libera. Tocca a lei.
Il dito cala, mentre sul suo viso si dipinge prima un'inquieta impressione di smarrimento, poi una consapevolezza di martirio, mentre mi guarda con sguardo supplice e prova a mettere le mani avanti.
"Sì, è che... io non... ecco... non so molto..."
L'esitazione è fatale. Sorrido compiacente e accondiscendente (carogna!) e tronco il balbettio:
"Chiedo a lei."
L'aiuto insperato che sognava da parte mia le muore sulla faccia.
"Allora: vede io ho sempre provato i Settebello, però... mi ammazzano l'erezione."
La bimba va in panico, vacilla.
"...E quindi mi sono detto, quale tipo dovrei provare? Non so, stimolanti, ultrasensibili... fra tutti questi tipi non so orientarmi."
Un lampo di speranza le attraversa il viso.
Per la pudica commessa questo è il Deus ex machina, il suono della tromba dei cavalleggeri quando assaltano gli indiani. Questo lo sa fare.
Mi porta di volata alla rastrelliera dei Durex (solo una fila sotto è piena di Settebello), e mi annuncia più confortata
"Ecco, andiamo direttamente a vedere... questo è tutto quello che abbiamo. In non ne capisco tanto, però..."
Confida nell'aiuto delle scatolette colorate che fanno bella mostra di sé. Confida che sarà il cliente a scegliere. Rimette le mani avanti, sì, ma è volenterosa. E poi, mi ha tolto dal resto della clientela prima che qualcuno possa sentire, e - magari, pensa lei - scandalizzarsi. Riprende confidenza in sé, visto che quello che sta facendo in fondo è professionale. Poverina, me la rido sotto i baffi ma già le voglio un gran bene.
Solo che sono un bastardo.
"E quale dovrei scegliere..?" (finto spaesato, almeno in parte - tutto quanto asserito sopra in fondo è vero)
Eccola di nuovo in panne. Lei che ne sa? L'ultima cosa che vuole è chiedermi quali sono le mie esigenze. Lascia scorrere lo sguardo sulla rastrelliera in cerca di un muto aiuto. Che arriva: su di una scatola legge 'stimolanti'.
"Ecco" - trilla - "Questi sono stimolanti!"
"" - faccio - "Ecco io non capisco proprio, stimolanti, cioè, che fanno...?"
Mentre io giro la scatola per leggere dietro (stimolante vuol dire che ha rilievi e nervature, insomma non è liscio) lei ripiomba nella confusione. Preferisce adottare la tattica dell'indiano, cioè fa finta di non sentire, perché proprio non sa che dirmi.
Io insisto.
"Stimolanti, ecco, non so se sono quello che sto cercando..."
Lei cerca di cogliere un aiuto dalla scatola, ma non si ferma mai a leggere dietro, è troppo nervosa. Legge il 'sottotitolo'
"Eh, stimolanti per lui e per lei..."
Coglie al balzo un'altra etichetta e le viene il colpo di genio: la scatola è la stessa di quella che mi ha dato, ma c'è scritto 4 invece che 6.
"Puoi prendere questa che sono di meno! Così li provi!"
"Ah, giusto!" - dico, ma stavolta l'occhio aiuta me.
"Oh, questi sono sensibili!"
Sensibili. Cos'è, piangono di gioia quando raggiungi l'orgasmo?
"Ma tra sensibili e stimolanti, qual'è la differenza?"
La ragazza è sempre più confusa, ma non in tilt. Cerca di evitare ogni argomento che approfondisca, mentre io mi leggo il retro delle scatolette i cui prezzi stabiliscono che non ha ragione il papa quando dice che la miglior contraccezione è l'astinenza: se non trombo e vado al cinema, mi costa quanto sette scopate! Se permetti...
"Oppure questi..."
Leggo sulla scatola: 'Prolunga il piacere'.
Mi esce naturale: esclamo
"Ah, no! Sono già anorgasmico di mio, se ci metto pure questi..."
Tilt. Tilt. Tilt. Game Over.
La bimba va in palla, quella definitiva. Balbetta qualcosa a proposito del prolungamento del piacere, non della...
"Ah, giusto, prolunga il piacere, dici..."
Scarto una scatola che dice 'più spessi' e affondo
"Questi proprio no. Già sento poco..."
Mentre leggo sul retro di quelli che prolungano 'il piacere', dove a chiare lettere indica che è ritardante perché dentro c'è un anestetico (proprio quello che mi serve, eh?), la ragazza è in confusione totale. Talmente tale, che mi dice con voce trillante, ma meno convinta
"Ah, questi!"
Ed io
"No, quella è la prima scatola che mi hai fatto vedere..." - e le mostro il pacchetto che ho già in mano.
La poverina ha cercato di mantenere un contegno, ed è caduta nell'equivoco solo perché nell'espositore quel prodotto sta su due ripiani diversi. Ma ora che s'è sbagliata è come se avesse rivelato che è completamente nel pallone. Non le rimane che una sola tattica alternativa: defilarsi.
Ci prova, ma prima che si allontani la placco con un'altra domanda
"Un'ultima cosa, scusa, per quanto riguarda le dimensioni?"
Crack. Sento che cede.
Vacilla, mentre indica i king-size e dice
"Ci sono quelli... ma... cioè, sono per... veramente grossi..." - ammetto che qui ha biascicato per cui posso essermi sbagliato, ma dopo è stata ancora più scoordinata, come se si rendesse conto di quello che stava dicendo - "No... sono... misura, normali, tutti normali, tranne quelli... che sono più grandi, ecco..."
"Però non c'è scritto quanto sono lunghi..." - prendo la scatola e leggo dietro - "Ah, sì! C'è scritto!"
La lascio andar via, mentre percepisco che dentro di sé sta ringraziando la vergine Maria per aver posto termine al supplizio. Mi trovo a sorridere pensando che, la prima volta che li ho comprati in una farmacia, in quello stato c'ero io; e nessun farmacista ha fatto nulla per aiutarmi. Però non mi va di chiederle anche la vaselina filante che mi serve per una dermatite; correrei davvero il rischio di farla svenire.
Nel frattempo resto di stucco nel notare come a) la misura del preservativo sia sulla larghezza e non sulla lunghezza e b) i preservativi normali della Durex siano larghi 56 millimetri; i King Size 57.
Basta un millimetro a fare di un uomo un Re?
Berlusconi ha in tasca Pollicino?
Alzo lo sguardo e, tac! E' lì. La scatola che voglio comprare: 9 euro e 45 per 9 preservativi. Tre ultra sottili, tre extra stimolanti e tre ritardanti. Prendo quella.
Vado da lei, che è tornata dietro il bancone e le si legge in faccia che ama sentirsi a suo agio lì dietro, protetta, e che si sta stupendo di non averci fatto caso finora. Aspetto paziente che un cliente saldi il conto, ma passo davanti alla bella signora ch'è in coda.
"Prendo questi" - le faccio - "Così li provo tutti e tre e vedo quale mi piace!"
Lei sorride, annuisce, fa finta di ascoltare, ma è felice nell'anima: sto acquistando e fra poco mi leverò di lì. Fa lo scontrino con la velocità di Schumacher sul rettilineo di Magny-Cours, pago, saluto ed esco.

Certe volte, so benissimo di essere un grande attore.
Una volta fuori, sfilo davanti a una gran bella donna che va nella mia direzione. Mi comincio a rollare una sigaretta, mi fermo, lei mi supera. Le lancio un paio d'occhiate. Lei si ferma, la supero a mia volta. Poi, le mani sempre impicciate dal pacchetto di tabacco, mi fermo più avanti ed apro lo zaino, dove ho messo il sacchetto della farmacia. Tiro fuori il pacchetto e mi metto a far finta di leggere.
E quando è vicina, tac! Lo rimetto a posto, ma, oh! Che sbadato. Con le mani impicciate il sacchetto è rimasto dentro, ma la scatola da 9 preservativi è caduta per terra!
La mia faccia era un capolavoro di naturalezza: la faccia di chi davvero s'è stupito della propria goffagine e poi si rende conto dell'imbarazzo che può creargli ciò che gli è caduto per terra. Me la sento addosso quella faccia, con la consapevolezza di tutta la coscienza sporca che c'è sotto. Mi verrebbe da farmi gli applausi! ^__^
La scatola gialla è per terra, quasi le è caduta tra i piedi. Si ferma, intuisco che si chiede se chinarsi a raccoglierla, visto che ho le mani piene. Una frazione dopo intuisco che ha capito di che si tratta, e mi chino a raccoglierla io. Prosegue, mentre la rimetto a posto, scompare dietro l'angolo.
Dopo un po' giro l'angolo anch'io, ed eccola lì, ferma, in compagnia di un gruppo di conoscenti che sta lì. E mi squadra con una profonda occhiata.
Sta cercando di capire se l'ho fatto apposta.
Io faccio finta di niente e tiro dritto.
^___^

Qualcuno vuole tre profilattici ritardanti?


GrimFang

2 commenti:

mò... ha detto...

una sola domanda...
PERCHE'!?!?!!?!?
quasi paura della risposta io...

GrimFang ha detto...

Perché cosa?
Come quando?
Chi dove?

^__^