Devo coniare un nuovo termine: momerie.
Letto alla francese, momrì.
Ovvero, le cose alla Momo: confuse, disordinate, caotiche, ma sempre piene d'entusiasmo, eclatanti, vitali; prive di punti di riferimento, tali che se s'inceppano un momento la frase successiva non può che essere un "Eh?" espresso a chi le parla.
Questa qui s'è addormentata in scena sul divano... Leggete qui. No, dico, come fa a non essere adorabile? Ci mancava solo che si mettesse a russare! Pensa che scena! E sono sicuro che c'avrebbe improvvisato sopra, trasformando il suo personaggio in una narcolettica!!!
^__^
Se non fosse stato per Momo, forse la strizza pazzesca che avevo venerdì prima dell'andata in scena non sarebbe passata.
Ma prima c'è una doverosa, e lunga, nota a margine: ieri sera sono andato alla festa di Mario, uno dei quattro autori originali di Elish. Alla 'fattoria' in vicolo del Gelsomino.
Non avendolo mai sentito nominare in vita mia, l'ho cercato con GoogleMaps e... ho scoperto ch'è dietro casa mia. Intendo nella parte di Roma che in assoluto conosco di più: esattamente dietro alla mia scuola elementare, in un punto che ho sempre pensato essere un piccolo spiazzo che finiva lì. E invece, dalla panoramica dall'alto ti rendi conto che c'è tutta una zona estesissima, che giustamente racchiude lo spazio tra la Gregorio VII e l'Aurelia, alle spalle dei complessi residenziali davanti a Villa Pamphili... Terreni che per me erano il muro di canneti incolti ed erbacce selvagge alla fine di via della Cava Aurelia o dietro lo sfasciacarrozze che confinava con la rete del nostro giardino scolastico. E invece... Invece scopri che c'è questa cazzo di via che s'inerpica, tortuosa, fino ad arrivare in cima, fino a sbucare in una zona che sa tanto di palazzo nobiliare romano fuori porta dei primi dell'ottocento, coi suoi giardini dai viottoli lineari...
E ancora di più lo stupore di chiedere a papà "Ma te lo sai dov'è vicolo del Gelsomino?" e sentirsi rispondere "Sì". Per scoprire che lo sa solo in quanto ha partecipato ad una di quelle visite guidate dei parchi del quartiere, dove li hanno portati alle fattorie...
E allora cogli la palla al balzo perché tu devi proprio andare ad una di queste 'fattorie', ma non ottieni indicazioni utili... perché non sai quale. La laconica risposta è tiri dritto finché non la incontri.
Così vado, volto sul vicolo del Gelsomino e c'è un bel cartello proprietà privata. Ma c'è anche una fiaccola a terra, la sbarra è alzata... Se il posto l'hanno affittato magari si può entrare. E poi, se la fattoria è su, non posso certo parcheggiare qui e poi sciropparmi la salita fino all'Aurelia!
Solo che, una volta più dentro, quando la strada comincia a farsi stretta e sterrata, un legittimo dubbio mi assale, e resto fermo di fronte alle cancellate in legno con la scritta parcheggio, la transenna conscritto procedere a passo d'uomo, le due possibilità di svolta, la fiaccola che invita a proseguire e la casa con le luci accese dietro di me, dove potrebbero stare facendo la festa oppure una famiglia che non c'entra niente sta consumando la cena. Al telefonino non rispondono, ma sento una porta sbattere, e poi dal nulla sbuca una vecchina che m'informa delle indicazioni per la festa. Arrivo su, volto, supero una roulotte con gente che ci abita dentro e mi dirigo verso una tettoia illuminata con sotto dei tavoli. Sono lì.
Saluto Mario, Mara ch'è di nuovo incinta dopo aver avuto Martin un paio d'anni fa, e scopro ancora di più l'assurdità di questo luogo. Perché a pochissima distanza da casa mia, dal Vaticano, da San Pietro, c'è una collina verde e selvatica dove ci sono... capre. Cavalli. Animali da cortile. Pavoni. No, dico, tra l'Aurelia Antica e la Gregorio VII!!!
0__0
Arrivo, e sono lì in pochi: conosco solo Mario e Mara, e Veronica - che a dire il vero ricordavo di conoscere, ma non il nome o le circostanze - e con loro mi fermo a chiacchierare. Comprendo subito che c'è qualcosa che soprattutto Mara cerca di farmi capire a proposito di Veronica, come se fosse grave il fatto di rammentarla poco. La guardo mentre tiene in braccio il bambino di tre mesi, Iacopo, e finalmente Mara mette in chiaro le cose. Indica Iacopo e fa
"Ma te l'hai mai visto il figlio di Angelo?"
Equazione rapida e shock anafilattico. QUELLO è il figlio di Angelo. Veronica è sua moglie. Oh, cacchio!!!
Sapevo, perché me l'aveva detto Emiliano - che sarebbe sopraggiunto più tardi con la ragazza (di cui continuo a non focalizzare il nome perché è simile a Chiara, forse Clara) - che aveva avuto un figlio; e sapevo che s'era sposato in chiesa (Angelo!!! 0__o) perché proprio il giorno delle nozze lo avevamo invitato alla festa di compleanno di Arianna, e quindi c'eravamo risentiti. Ma vedersi quel frugolino minuscolo in carne ed ossa davanti, realizzando all'improvviso... ^__^
Dicono che ho vacillato! =)P
Ho ballato "la break sul posto per un attimo", come hanno descritto in seguito a Emiliano.
E trenta secondi dopo me n'hanno appioppata un'altra di notiziona: in questo momento in cui scrivo Simone s'è appena sposato. Con la mamma di Margherita, sua figlia? Nooo, si son mollati da tempo. Con Lorella, la mamma del suo secondo figlio, Valerio.
Cavolo, almeno dalla parte dei fuoriusciti del primo gruppo di Elish (Silvio compreso, cui è nato da un po' Federico) sta diventando una nursery.
^__^
Così, s'è fatto un po' il punto delle notizie su tutti gli amici di allora: io e Vania siamo diventati zii, Simone ha due figli e s'è sposato oggi, Mario e Mara aspettano il secondo dopo Martin, Anelo dopo essersi sposato ha avuto Iacopo, Cesare sta crescendo Kariya che era già nato all'epoca quindi adesso ha superato i dieci anni, Emiliano e Mario stanno scrivendo una serie tv da proporre a grosse case di produzione, Taiyo s'è sposato, Simoncione fa teatro, l'altro Emiliano fa il portiere di notte, Andrea dopo un pessimo periodo sta lavorando come agente immobiliare, Vania oltre al teatro ha preso in gestione un'edicola... E tanti altri ce ne siamo scordati, nel tentativo di fissare tutte le novità.
E visto che avevo ancora la cena sullo stomaco ho pensato bene di provare a mandarla giù con un po' di rum e sprite, poi con rum e cola, e poi con cola e basta, che il rum era finito. La serata è continuata in allegria, ed io ho telato quando gli amici che conoscevo portavano a casa il pupo o si preparavano comunque ad affrontare il matrimonio di oggi.
In questi casi, oltre allo scoprire anche eventi luttuosi, come la morte per infarto fulminante di un altro ragazzo che conoscevo all'epoca, di cui però non riuscivo a rammentare il viso, ma solo il nome, ci si trova a fare un certo rendiconto della propria vita. Per lo stesso motivo ero entrato un po' in agitazione quando avevo beccato Emi alla festa di via Bertani. E invece stavolta, tutto era un po' tornato alla tranquillità di una festa; io sono appena tornato da Ludika, il periodo è positivo, ci sono un sacco di cose che devo fare quest'estate, ma c'è anche un senso di prossima ventura vacanza. C'era anche un'aria di progetti, di tenacia, di 'ragazzi' (ormai siamo tutti sopra ai trenta) che hanno voglia di fare, che non vogliono arrendersi; e che in fondo ottengono risultati. Mario è stato persino fotografato per Capital, in qualità di giovane imprenditore di successo.
Insomma, l'atmosfera era positiva, ed anche i miei conti in tasca sul non avere ancora una compagna, dei figli, una famiglia, sul fatto di abitare ancora a casa dai miei, non sembravano così terribili. Così, schivando un po' l'ansia esistenziale che mi caratterizza, magari giocandoci un po' su, scoprendo con piacere che mi andava di mettere al corrente Angelo sul ricovero di mio fratello al TSO l'anno scorso...
Ho ritrovato una piccola fetta di una famiglia; trasformata, arricchita da figli ed impegni lavorativi, ma ancora tranquilla e facente parte di me, anche se più alla lontana. E mi sono anche accorto che io possiedo frammenti di questi ricordi che loro condividono in prima persona, come il Nerkiopiteco (qui un estratto), il filmino girato a casa mia in montagna, StarMisfius, il viaggio Interrail del 1993, eccetera che sono e rimangono delle pietre miliari del nostro rapporto.
Così sono andato via dalla festa felice e non depresso, come temevo.
Allegro e vagamente alticcio, e non in preda a brividi freddi o fitte allo stomaco.
Col piacere di sapere che qualcuno, oggi, Simone lo avrebbe abbracciato da parte mia.
Alla prossima vi racconto com'è andata Ludika, prometto!
GrimFang
Letto alla francese, momrì.
Ovvero, le cose alla Momo: confuse, disordinate, caotiche, ma sempre piene d'entusiasmo, eclatanti, vitali; prive di punti di riferimento, tali che se s'inceppano un momento la frase successiva non può che essere un "Eh?" espresso a chi le parla.
Questa qui s'è addormentata in scena sul divano... Leggete qui. No, dico, come fa a non essere adorabile? Ci mancava solo che si mettesse a russare! Pensa che scena! E sono sicuro che c'avrebbe improvvisato sopra, trasformando il suo personaggio in una narcolettica!!!
^__^
Se non fosse stato per Momo, forse la strizza pazzesca che avevo venerdì prima dell'andata in scena non sarebbe passata.
Ma prima c'è una doverosa, e lunga, nota a margine: ieri sera sono andato alla festa di Mario, uno dei quattro autori originali di Elish. Alla 'fattoria' in vicolo del Gelsomino.
Non avendolo mai sentito nominare in vita mia, l'ho cercato con GoogleMaps e... ho scoperto ch'è dietro casa mia. Intendo nella parte di Roma che in assoluto conosco di più: esattamente dietro alla mia scuola elementare, in un punto che ho sempre pensato essere un piccolo spiazzo che finiva lì. E invece, dalla panoramica dall'alto ti rendi conto che c'è tutta una zona estesissima, che giustamente racchiude lo spazio tra la Gregorio VII e l'Aurelia, alle spalle dei complessi residenziali davanti a Villa Pamphili... Terreni che per me erano il muro di canneti incolti ed erbacce selvagge alla fine di via della Cava Aurelia o dietro lo sfasciacarrozze che confinava con la rete del nostro giardino scolastico. E invece... Invece scopri che c'è questa cazzo di via che s'inerpica, tortuosa, fino ad arrivare in cima, fino a sbucare in una zona che sa tanto di palazzo nobiliare romano fuori porta dei primi dell'ottocento, coi suoi giardini dai viottoli lineari...
E ancora di più lo stupore di chiedere a papà "Ma te lo sai dov'è vicolo del Gelsomino?" e sentirsi rispondere "Sì". Per scoprire che lo sa solo in quanto ha partecipato ad una di quelle visite guidate dei parchi del quartiere, dove li hanno portati alle fattorie...
E allora cogli la palla al balzo perché tu devi proprio andare ad una di queste 'fattorie', ma non ottieni indicazioni utili... perché non sai quale. La laconica risposta è tiri dritto finché non la incontri.
Così vado, volto sul vicolo del Gelsomino e c'è un bel cartello proprietà privata. Ma c'è anche una fiaccola a terra, la sbarra è alzata... Se il posto l'hanno affittato magari si può entrare. E poi, se la fattoria è su, non posso certo parcheggiare qui e poi sciropparmi la salita fino all'Aurelia!
Solo che, una volta più dentro, quando la strada comincia a farsi stretta e sterrata, un legittimo dubbio mi assale, e resto fermo di fronte alle cancellate in legno con la scritta parcheggio, la transenna conscritto procedere a passo d'uomo, le due possibilità di svolta, la fiaccola che invita a proseguire e la casa con le luci accese dietro di me, dove potrebbero stare facendo la festa oppure una famiglia che non c'entra niente sta consumando la cena. Al telefonino non rispondono, ma sento una porta sbattere, e poi dal nulla sbuca una vecchina che m'informa delle indicazioni per la festa. Arrivo su, volto, supero una roulotte con gente che ci abita dentro e mi dirigo verso una tettoia illuminata con sotto dei tavoli. Sono lì.
Saluto Mario, Mara ch'è di nuovo incinta dopo aver avuto Martin un paio d'anni fa, e scopro ancora di più l'assurdità di questo luogo. Perché a pochissima distanza da casa mia, dal Vaticano, da San Pietro, c'è una collina verde e selvatica dove ci sono... capre. Cavalli. Animali da cortile. Pavoni. No, dico, tra l'Aurelia Antica e la Gregorio VII!!!
0__0
Arrivo, e sono lì in pochi: conosco solo Mario e Mara, e Veronica - che a dire il vero ricordavo di conoscere, ma non il nome o le circostanze - e con loro mi fermo a chiacchierare. Comprendo subito che c'è qualcosa che soprattutto Mara cerca di farmi capire a proposito di Veronica, come se fosse grave il fatto di rammentarla poco. La guardo mentre tiene in braccio il bambino di tre mesi, Iacopo, e finalmente Mara mette in chiaro le cose. Indica Iacopo e fa
"Ma te l'hai mai visto il figlio di Angelo?"
Equazione rapida e shock anafilattico. QUELLO è il figlio di Angelo. Veronica è sua moglie. Oh, cacchio!!!
Sapevo, perché me l'aveva detto Emiliano - che sarebbe sopraggiunto più tardi con la ragazza (di cui continuo a non focalizzare il nome perché è simile a Chiara, forse Clara) - che aveva avuto un figlio; e sapevo che s'era sposato in chiesa (Angelo!!! 0__o) perché proprio il giorno delle nozze lo avevamo invitato alla festa di compleanno di Arianna, e quindi c'eravamo risentiti. Ma vedersi quel frugolino minuscolo in carne ed ossa davanti, realizzando all'improvviso... ^__^
Dicono che ho vacillato! =)P
Ho ballato "la break sul posto per un attimo", come hanno descritto in seguito a Emiliano.
E trenta secondi dopo me n'hanno appioppata un'altra di notiziona: in questo momento in cui scrivo Simone s'è appena sposato. Con la mamma di Margherita, sua figlia? Nooo, si son mollati da tempo. Con Lorella, la mamma del suo secondo figlio, Valerio.
Cavolo, almeno dalla parte dei fuoriusciti del primo gruppo di Elish (Silvio compreso, cui è nato da un po' Federico) sta diventando una nursery.
^__^
Così, s'è fatto un po' il punto delle notizie su tutti gli amici di allora: io e Vania siamo diventati zii, Simone ha due figli e s'è sposato oggi, Mario e Mara aspettano il secondo dopo Martin, Anelo dopo essersi sposato ha avuto Iacopo, Cesare sta crescendo Kariya che era già nato all'epoca quindi adesso ha superato i dieci anni, Emiliano e Mario stanno scrivendo una serie tv da proporre a grosse case di produzione, Taiyo s'è sposato, Simoncione fa teatro, l'altro Emiliano fa il portiere di notte, Andrea dopo un pessimo periodo sta lavorando come agente immobiliare, Vania oltre al teatro ha preso in gestione un'edicola... E tanti altri ce ne siamo scordati, nel tentativo di fissare tutte le novità.
E visto che avevo ancora la cena sullo stomaco ho pensato bene di provare a mandarla giù con un po' di rum e sprite, poi con rum e cola, e poi con cola e basta, che il rum era finito. La serata è continuata in allegria, ed io ho telato quando gli amici che conoscevo portavano a casa il pupo o si preparavano comunque ad affrontare il matrimonio di oggi.
In questi casi, oltre allo scoprire anche eventi luttuosi, come la morte per infarto fulminante di un altro ragazzo che conoscevo all'epoca, di cui però non riuscivo a rammentare il viso, ma solo il nome, ci si trova a fare un certo rendiconto della propria vita. Per lo stesso motivo ero entrato un po' in agitazione quando avevo beccato Emi alla festa di via Bertani. E invece stavolta, tutto era un po' tornato alla tranquillità di una festa; io sono appena tornato da Ludika, il periodo è positivo, ci sono un sacco di cose che devo fare quest'estate, ma c'è anche un senso di prossima ventura vacanza. C'era anche un'aria di progetti, di tenacia, di 'ragazzi' (ormai siamo tutti sopra ai trenta) che hanno voglia di fare, che non vogliono arrendersi; e che in fondo ottengono risultati. Mario è stato persino fotografato per Capital, in qualità di giovane imprenditore di successo.
Insomma, l'atmosfera era positiva, ed anche i miei conti in tasca sul non avere ancora una compagna, dei figli, una famiglia, sul fatto di abitare ancora a casa dai miei, non sembravano così terribili. Così, schivando un po' l'ansia esistenziale che mi caratterizza, magari giocandoci un po' su, scoprendo con piacere che mi andava di mettere al corrente Angelo sul ricovero di mio fratello al TSO l'anno scorso...
Ho ritrovato una piccola fetta di una famiglia; trasformata, arricchita da figli ed impegni lavorativi, ma ancora tranquilla e facente parte di me, anche se più alla lontana. E mi sono anche accorto che io possiedo frammenti di questi ricordi che loro condividono in prima persona, come il Nerkiopiteco (qui un estratto), il filmino girato a casa mia in montagna, StarMisfius, il viaggio Interrail del 1993, eccetera che sono e rimangono delle pietre miliari del nostro rapporto.
Così sono andato via dalla festa felice e non depresso, come temevo.
Allegro e vagamente alticcio, e non in preda a brividi freddi o fitte allo stomaco.
Col piacere di sapere che qualcuno, oggi, Simone lo avrebbe abbracciato da parte mia.
Alla prossima vi racconto com'è andata Ludika, prometto!
GrimFang


1 commento:
momerie mi fa impazzire!!!
Wnry, te esalti il mio ego come pochi altri!!!
per questo ti lovvo e ti lovverò!!!
ehehehehe
per quanto riguarda la festa...si, anche io evito un pò le rimpatriate...a volte hanno il sapore triste di "compagni di scuola"
Sarà poi che pure i miei amici di un tempo son tutti sposati con prole..e io...io sono la zia più meravigliosa del mondo!:o)
'ccontentamose!
ps...tra un pò posto le foto...eheheh
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